Mathieu Van der Poel vince il Krawatencross di Lille © DVV Trofee-Belga
Mathieu Van der Poel vince il Krawatencross di Lille © DVV Trofee-Belga

Van der Poel manda tutti in gita in pineta

Spettacolare finale di Krawatencross a Lille, con tanto di derapate e spallate. Vince Mathieu, challenge a Van Aert

In fondo si vogliono un gran bene. Sanno di non poter fare a meno l’uno dell’altro, di essere coautori paritari nella scrittura del grande romanzo del cross di metà anni ’10, si dividono traguardi e successi, si infliggono vicendevolmente sconfitte brucianti, e al momento buono scoprono di essere l’uno per l’altro la migliore spalla su cui appoggiarsi nel momento di difficoltà.

Loro sono Wout Van Aert e Mathieu Van der Poel, e il riferimento è a un passaggio ad altissima tensione nel corso dell’ultimo giro del Krawatencross, ultima prova del DVV Trofee in programma oggi a Lille. Mathieu menava in testa, Wout emergeva alle sue spalle andando ad affiancarlo. Sul più bello, la bici dell’iridato ha scodato violentemente, scivolando sul fondo limaccioso del circuito belga (pioggia come piovesse…), ma Wout non è caduto, ha avuto il riflesso di rimettere la bici perpendicolare al suolo, e si è appoggiato (un po’ per inerzia del movimento, un po’ per necessità dettata dallo spirito di conservazione) proprio su Van der Poel. Restando in piedi, quindi, ma spingendo involontariamente l’altro sulle transenne. E Mathieu, a sua volta, ha ammortizzato bene, e di rimbalzo ha trovato pure lui un appoggio in Van Aert, evitando capitomboli.

Un momento di vibrante spettacolo in cui si è sublimato tutto il senso di ciò a cui assistiamo da tre anni in qua. A risultati acquisiti (il DVV Trofee era già virtualmente assegnato), a vittorie una in più o una in meno che non cambiano sostanza ai palmarès, sono forse proprio situazioni come questa a spiegare il ciclocross meglio di tante parole.

 

Gara veloce e scivolosa
Una vittoria in più o in meno non cambia il palmarès dei due campioni, ma bisogna dire che ogni successo può avere un proprio significato, e quello di oggi a Lille avrebbe avuto per Mathieu Van der Poel il senso di un riscatto dopo le lacrime di sette giorni fa a Bieles, alla fine del Campionato del Mondo vinto da Van Aert e funestato – per MVDP – da quattro forature.

Di sicuro sulla fanghiglia di Lille – percorso già umido di suo, tutto intorno a un laghetto (per un breve tratto si passa anche sull’acqua) – forare sarebbe stato difficile, o comunque non facile come scivolare. Sin dal primo giro ci sono stati problemi di questo tipo, quanto all’episodio dell’ultima tornata, l’abbiamo già descritto.

In mezzo, una gara che alternava le velocissime schettinate sul bagnato a faticosi passaggi sulla sabbia e in una pinetina. I tratti in cui recuperare però non mancavano, e infatti nessuno è realmente riuscito a fare la differenza, nel corso degli 8 giri.

 

Grande equilibrio, Van der Haar ci prova invano
Come prima cosa, si è isolato al comando il terzetto che poi avrebbe composto il podio, con gli immancabili Wout&Mathieu e la presenza al loro fianco (spesso: alle loro spalle) di Tom Meeusen, un altro che ha un conto aperto con la malasorte dopo il Mondiale, gara in cui ha rotto il telaio al primo giro, ritirandosi.

Van der Poel ha provato più di una volta il forcing, nella prima metà della prova, ma Van Aert ha fatto buona guardia, dopodiché (ma anche durante-di-che) si è registrato il rientro dei primi inseguitori, nelle persone di Kevin Pauwels e Lars Van der Haar; Corné Van Kessel restava pochi metri dietro.

Nei tira&molla che si sono susseguiti, una delle più spettacolari trovate è stata quella di Van der Haar al quarto giro, un contropiede bruciante su un tratto di lungolago, destinato a finire però presto; il quinto giro sarebbe stato assegnato ai punti a Van Aert (un paio di affondo da parte sua), se proprio sul rettilineo finale MVDP non avesse piazzato un nuovo scatto, particolarmente ficcante.

Ripreso Mathieu alla fine della tornata successiva, è ripartito il suo connazionale Lars, ma è stato raggiunto ancora nella prima metà del settimo giro; non domo, il simpatico Van der Haar è scattato una terza volta ma è stato ripreso sul rettilineo finale. A quel punto non rimaneva che l’ottavo e ultimo giro.

 

Van der Poel se ne va nella pineta
All’ultimo giro di boa si sono presentati insieme Van der Haar, Van der Poel, Van Aert e Meeusen; Pauwels era poco dietro ma è rientrato presto, e allora Meeusen ha tentato un allungo a cui hanno risposto Van Aert e Van der Poel: si riformava così il terzetto di partenza.

A metà giro Van der Poel ha attaccato e subito Van Aert ha reagito, e nel farlo ha dato luogo alla scodata di cui sopra; WVA ha proseguito nel suo sforzo ma non ha sfondato; al contrario, nella pinetina  è stato Van der Poel a passare all’interno in un tratto a piedi; allungo, nuovo settore in pineta e qui Van Aert si è disunito, è sceso di bici e in quel momento Mathieu ha preso il largo: con l’iridato che non aveva lo spazio per rimontare in sella, negli strettissimi passaggi tra gli alberi, e che ha finito per fare da tappo pure per gli altri (intanto Van der Haar e Pauwels si erano per l’ennesima volta rifatti sotto), Van der Poel ha avuto via libera per andare a prendersi la vittoria.

E ha tagliato il traguardo con un urlo di rabbia, e con 4″ sul drappello che ha visto Van Aert sprintare per il secondo posto su Meeusen, Pauwels e Van der Haar. A 42″ è arrivato Corné Van Kessel, a 1’01” Michael Vanthourenhout, a 1’03” Gianni Vermeersch, poi a 1’10” David Van der Poel e Vincent Baestaens.

La classifica vede il successo di Van Aert con 3’25” su Pauwels, 4’13” su Vanthourenhout, 7’59” su Van Kessel e 9’17” su Toon Aerts, assente in queste ultime gare. Con la stagione ormai a un passo dalla chiusura, domani a Hoogstraten si disputa la penultima tappa del Superprestige che finirà sabato prossimo a Middelkerke. Il SP è stato quest’anno l’orticello di Van der Poel, che proverà a rafforzare la sua leadership per allontanare ancor di più le amarezze del Mondiale. Ma Van Aert che farà, starà mica a guardare?

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