Alexander Kristoff si impone nella quarta tappa del Tour of Oman © Tim De Waele
Alexander Kristoff si impone nella quarta tappa del Tour of Oman © Tim De Waele

Le volate hanno solo un nome: Kristoff. 2° Colbrelli

Tour of Oman, seconda vittoria per il norvegese in una tappa movimentata. Secondo Sonny, nei 10 Sbaragli e Canola. Domani c’è Green Mountain

Bis per Alexander Kristoff (Team Katusha Alpecin) al termine della quarta tappa del Tour of Oman 2017: il norvegese si conferma leader degli sprint e relega al secondo posto Sonny Colbrelli (Bahrain Merida) e il campione olimpico Greg Van Avermaet (BMC Racing) al terzo.

Se pensate che il Tour of Oman sia la classica corsa del Medio Oriente dove non c’è nemmeno un metro di salita, vi sbagliate di grosso: anche la tappa di oggi, dopo due tappe terminate in cima ad uno strappo, non permetterà agli uomini di classifica di rilassarsi. La Yiti (Jebel Sifah)-Ministry of Tourism di 118 km presenta ben quattro GPM; nel finale la salita di Bousher Al Almerat, già affrontata in altre frazioni (3.4 km al 8.8%), verrà scalata tre volte, l’ultima delle quali, valida non come GPM ma come sprint intermedio, a circa 14 km dall’arrivo. Qualche velocista con buone doti anche in salita potrà dire la sua: l’anno scorso su questo traguardo fu infatti Edvald Boasson Hagen ad imporsi davanti all’italiano Marco Canola e a Greg Van Avermaet.

Nove attaccanti, tra i quali Kangert e Jungels
Tappa molto corta quindi il via viene dato alle 12 locali: i primi tentativi di fuga vengono annullati dal gruppo poi al chilometro 10 si sgancia un gruppetto di nove uomini che guadagna subito un gap di 35”. Gli uomini in questione sono: Tanel Kangert (Astana Pro Team), Axel Domont (AG2R La Mondiale), Stefan Küng (BMC Racing), Annas Aït El Abdia (UAE Abu Dhabi), Stefan Denifl (Aqua Blue Sport), Mike Teunissen (Team Sunweb), Fabien Doubey (Wanty-Groupe Gobert), Daniel Eaton (UnitedHealthcare) e Bob Jungels (Quick Step Floors), quest’ultimo già vincitore lo scorso anno sulle strade dell’Oman.

Il gruppo non lascia fare, primi due GPM
Data l’importanza dei nomi presenti in fuga, il gruppo quest’oggi non si rilassa e mantiene lo svantaggio sempre intorno al minuto, guidato da BMC, Astana e Quick Step Floors (tutte con un uomo in fuga). Il primo GPM di giornata è la salita di Al Jissah (1.4 km al 9%) ed è il lussemburghese Jungels a passare per primo (davanti a Domont ed Eaton), bissando il successo del traguardo volante di pochi chilometri prima. Subito dopo Al Jissah è il momento di un altro GPM, quello di Al Wadi Al Kabir (1.9 km al 6.3%); questa volta e Denifl a portarselo a casa, battendo Domont e Kangert. Da notare che al Tour of Oman, nonostante ogni tappa presenti varie salite, non è prevista una maglia per il leader dei gran premi della montagna.

Disaccordo nella fuga, tripla ascesa di Bousher Al Almerat
La presenza di Jungels e Kangert crea un po’ di disaccordo nella fuga, infatti ai meno 60 dal traguardo, il vantaggio non supera il minuto e venti secondi. I battistrada superano la prima delle tre ascese a Bousher Al Almerat (3.4 km al 8.8%) e toccano le due ore di corsa con una velocità media di 42.2 km/h. Durante la seconda scalata Jungels, in evidente ritardo di condizione, cede e perde terreno dai battistrada; poco dopo anche Eaton e Teunissen devono arrendersi, lasciando un gruppo di sei uomini davanti, tra i quali è ancora Denifl a passare primo sul GPM davanti a Kueng e Domont, ancora con 1’ 20” sul gruppo principale., che diventa 40” a 20 km dal traguardo.

Il ritmo incessante della AG2R annulla la fuga ai meno 10 e spezza il gruppo in vari tronconi e davanti rimangono in 15, con i principali uomini di classifica: Hermans (BMC Racing Team), Rui Costa (UAE Abu Dhabi), Bardet (AG2R La Mondiale) e Fabio Aru e Fuglsang (Astana Pro Team). Il primo a provarci è Mathias Fränk (AG2R La Mondiale), seguito dal tentativo in coppia di Fuglsang e Küng ma nessuno di questi va in porto. Nel drappello davanti c’è poca collaborazione, questo permette il rientro di una ventina di corridori, pronti per giocarsi la tappa nella volata finale.

La volata è per Kristoff, battuti Colbrelli e Van Avermaet. Hermans leader, domani Green Mountain
Il copione è lo stesso della prima tappa: è Alexander Kristoff a dominare lo sprint e a battere Colbrelli e Van Avermaet. Dietro i primi tre troviamo Nathan Haas (Team Dimension Data), Marko Kump (UAE Abu Dhabi) e Sbaragli (Team Dimension Data). Completano la top 10 i tre belgi Declercq (Sport Vlaanderen-Baloise), Naesen (AG2R La Mondiale), Lampaert (Quick Step Floors) e l’italiano Marco Canola (Nippo-Vini Fantini), che permette alla squadra italo-giapponese di entrare nei 10 per la prima volta in questa edizione.

Si conferma leader Ben Hermans con 5” su Rui Costa e 13” su Fuglsang, Kristoff si riprende la leadership della classifica a punti mentre Kudus è ancora il miglior giovane. Dopo le varie scaramucce tra gli uomini di classifica nel corso delle prime frazioni, domani sarà finalmente il giorno della verità: la Sama’il-Jabal Al Akhdhar (152 km) è infatti la tappa regina del Tour of Oman 2017 e l’arrivo sarà posto a 1235 metri di altitudine, al termine della cosiddetta Green Mountain (7.5 km con pendenza media del 10.7% e punte del 13). C’è curiosità su quello che potrà fare Fabio Aru al debutto stagionale, dopo un 2016 avaro di soddisfazioni; i segnali al momento sono stati abbastanza incoraggianti.

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