Hermans solleva il braccio al cielo, sullo sfondo Aru © Tim De Waele
Hermans solleva il braccio al cielo, sullo sfondo Aru © Tim De Waele

Hermans irresistibile, ma Aru è presente

Il belga vince sulla Green Mountain e ipoteca il successo finale; sardo a 3″, bene anche Visconti

Era il più in forma e anche oggi l’ha dimostrato: il belga Ben Hermans del BMC Racing Team, dopo aver vinto la seconda tappa, si porta a casa anche la tappa regina e ipoteca la vittoria finale. Fabio Aru (Astana Pro Team), al debutto stagionale, trova un gran secondo posto davanti a Rui Costa (UAE Abu Dhabi).

Va dato atto agli organizzatori che questo Tour of Oman è riuscito ad essere appassionante in tutte le tappe: gli uomini di classifica non si sono risparmiati e si sono dati battaglia in numerose occasioni per guadagnare secondi preziosi sui rispettivi avversari. Oggi, però, è il giorno della verità, come spesso è capitato, la Green Mountain (5.8 km al 10.3 %)ha dato il verdetto sul vincitore della classifica generale e il palmares presenta nomi illustri: Robert Gesink, Vincenzo Nibali (2 volte), Purito Rodríguez, Chris Froome e Rafael Valls.

Pronti via e il gruppo si spezza
La Sama’il-Jabal Al Akhdhar di 152 km ha preso il via alle 11 locali e subito la Quick Step Floors si mette in testa al gruppo a fare un ritmo elevato e il gruppo si spezza in due tronconi: nella seconda parte del gruppo troviamo il campione olimpico Greg Van Avermaet del BMC Racing Team, terzo ieri dietro a Kristoff e Colbrelli, con un gap di 30” dopo 11 km di corsa.

Al chilometro 22 i due gruppi si ricongiungono e parte la fuga di giornata formata da Jonathan Clarke (UnitedHealthcare), Daniel Díaz (Delko Marseille Provence KTM), Olivier Pardini (WB Veranclassic Aquality Protect), Preben Van Hecke (Sport Vlaanderen-Baloise) e Mark Christian (Aqua Blue Sport), gli ultimi due già in fuga nel corso delle prime tappe. Il vantaggio sale a vista d’occhio e dopo 50 km di corsa tocca i 6 minuti.

Caduta in gruppo e sprint intermedio
Al chilometro 81 si assiste ad una caduta nel gruppo principale: un tratto di strada con la superficie bagnata è fatale agli atleti della Bahrain Merida e della AG2R La Mondiale (tra cui Romain Bardet) che cadono per primi in testa al gruppo. Questa caduta permette ai battistrada di arrivare fino a 8 minuti di vantaggio alla seconda ora di corsa (42.9 km/h la media).

Davanti i fuggitivi lottano per il primo Sprint intermedio di giornata in località Wadi Squt ed è Mark Christian a portarselo a casa davanti a Van Hecke e Díaz. Il forte vento contrario e l’impegno di Astana, BMC e Quick Step Floors iniziano a fare calare il vantaggio della fuga, che a 30 km dal termine si attesta sui 5’30”.

Astana in testa per Aru, inizia la Green Mountain
Dopo aver dimostrato reattività nelle precedenti tappe, Fabio Aru (Astana Pro Team) vuole mettere la firma sulla Green Mountain e posiziona la squadra in testa a tirare, per ridurre lo svantaggio dalla testa della corsa che rischiava di essere troppo alto. A 11 km dal termine troviamo l’ultimo Sprint intermedio di giornata e se lo accaparra Van Hecke, davanti a Christian e Pardini, con 2’ 50” sul gruppo principale: qualcuno dei fuggitivi può ancora sperare di lottare per la vittoria finale.

Grande battaglia tra i big, Hermans si conferma vincente
Il ritmo aumenta e la fuga non ha scampo e viene annullata, il primo a provarci sulla Green Mountain è Lachlan Morton (Team Dimension Data), vincitore del Tour of Utah 2016, che riesce a guadagnare 20” sugli uomini di classifica. I migliori rinvengono su di lui ed è un altro atleta della Dimension Data ad attaccare: è la maglia bianca Merhawi Kudus che passa il cartello dell’ultimo chilometro in testa, con il leader della classifica Hermans, Aru, Bardet e Rui Costa all’inseguimento a pochi metri.

La maglia rossa Hermans prende le misure e sferra l’attacco decisivo, raggiunge e stacca Kudus e si impone sul traguardo di Jabal Al Akhdhar, davanti ad un positivo Fabio Aru a 3” e al portoghese Rui Costa a 11”. Un grande Giovanni Visconti (Bahrain Merida) centra il quarto posto arrivando a 27” assieme a Kudus, crollato totalmente negli ultimi 500 metri. Al sesto posto Tsgabu Grmay (Bahrain Merida) e al settimo Lachlan Morton; completano la top 10 Mathias Fränk (AG2R La Mondiale), Nathan Haas (Team Dimension Data) e Romain Bardet (AG2R La Mondiale).

Il belga ipoteca il successo, domani spazio ai velocisti
La classifica ormai delineata vede ovviamente splendere Ben Hermans, che sviluppa un vantaggio di 22” su Rui Costa e 35” su Fabio Aru; seguono poi gli africani, con Kudus quarto a 58″ e Grmay quinto a 1’12”. Giovanni Visconti era indietro in classifica, ma riesce comunque a strappare un nono posto finale a 1’33”.

Domani i corridori affronteranno la tappa finale di questo Tour of Oman 2017: la The Wave Muscat-Matrah Corniche di 130.5 km non dovrebbe modificare la classifica generale in quanto presenta solo due GPM molto brevi e lontani dal traguardo e presenterà un’altra occasione per gli sprinter di mettersi in mostra, con Alexander Kristoff super favorito dopo le vittorie della prima e della quarta tappa e che tenterà di riprendersi la maglia verde della classifica a punti.

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