La spedizione azzurra in posa a Los Angeles © Federciclismo
La spedizione azzurra in posa a Los Angeles © Federciclismo

Los Angeles di Salvoldi: CDM al quartetto azzurro

Ultima tappa di Coppa del Mondo, inseguitrici quarte in gara ma prime in classifica. E in California occhio anche alle giovani novità del team italiano

Vincere la Coppa del Mondo, che bella sensazione. Non sarà l’impresa delle imprese, sarà una vittoria influenzata certo da alcune assenze tra le avversarie, la Gran Bretagna che salta a pie’ pari l’ultimo appuntamento, l’Australia o gli USA che di tappe ne disputano solo una; fatto sta che vincere è sempre una bella sensazione, e il torto – come si dice – è degli assenti.

Questo preambolo per dire che l’Italia femminile ha conquistato per l’appunto la Coppa del Mondo nell’Inseguimento a squadre. Ci era già riuscita nel 2012-2013, ma stavolta, chissà perché, sembra più bella. Anche se allora ci fu una vittoria parziale (a Cali) e stavolta “solo” due secondi posti (completati dal quarto di oggi a Los Angeles, sede della quarta e ultima tappa di CDM 2016-2017), questo frutto pare meno episodico di quanto parve quello, quattro anni fa.

 

Statunitensi troppo forti per le azzurre
Se entriamo nel dettaglio della gara, vediamo che gli aggiustamenti o gli esperimenti del ct Dino Salvoldi continuano. Oggi, rispetto allo scorso weekend in Colombia, non c’era Beatrice Bartelloni, sostituita nelle qualificazioni da Maria Giulia Confalonieri e nei due turni successivi dalla novità Martina Alzini. Le altre tre, confermatissime, Simona Frapporti, Francesca Pattaro e Silvia Valsecchi.

I tempi non sono stati eccezionali, 4’29″653 in qualifica, poi abbassato a 4’27″417 al primo turno (perso contro le statunitensi padrone di casa), quindi tornato a 4’29″616 nella finale per il terzo posto (persa contro le canadesi), anche se stavolta il successo sarebbe stato comunque fuori portata (al contrario di quanto fu a Cali sette giorni fa), visto che le americane – Campionesse del Mondo in carica – hanno girato su ritmi troppo alti per la forza del quartetto azzurro: 4’20″969 in qualifica, 4’20″109 nello scontro diretto al primo turno, 4’19″990 nella finale in cui Kelly Caitlin, Chloe Dygert (impressionante locomotiva), Kimberly Geist e Jennifer Valente hanno battuto le neozelandesi (4’24″619).

La classifica finale di CDM dice 2550 punti per l’Italia, 2250 per la Francia seconda (oggi quinta in gara), 2000 per la Polonia terza. La GBR, quarta a 1700 con una gara in meno, avrebbe avuto bisogno del terzo posto oggi (precedendo l’Italia, s’intende) per vincere lei la Coppa. Un piazzamento non così scontato, anzi tutto da guadagnare, considerando che a Cali le British furono quinte appena pochi giorni fa.

 

Fuoco e fiamme nella Velocità
In campo Velocità, tra le donne non riuscirà anche stavolta l’hat trick a Kristina Vogel. La fortissima tedesca ha vinto sì il Keirin, dominando la scena (si è imposta in tutti e tre i turni) sulla colombiana Martha Bayona e la neozelandese Natasha Hansen (eliminata al primo turno Miriam Vece); e domani sarà ovviamente nella possibilità di far sua la Velocità individuale. Ma la Velocità a squadre le è malamente sfuggita.

In coppia con Emma Hinze e non con la storica compagna Miriam Welte, la Vogel ha raccolto appena il settimo posto, correndo pure il rischio di essere eliminata in qualifica. Da chi? Dall’Italia, per incredibile che ciò possa sembrare. La coppia azzurra, formata da Miriam Vece e dalla giovanissima Martina Fidanza, ha chiuso il turno al nono posto, proprio alle spalle della Germania. 35″071 il tempo delle italiane.

La vittoria è andata alla Gazprom-Rusvelo, che poi altro non è se non la coppia titolare della nazionale russa, ovvero Anastasia Voinova e Daria Shmeleva. Le due hanno battuto in finale il Canada con un tempo di 32″835 contro il 34″146 delle avversarie.

Nella Velocità maschile il torneo è stato accesissimo. Miglior tempo di Denis Dmitriev in qualifica (9″850), e vittoria finale dello stesso russo, ma di mezzo è successo di tutto. Ai quarti il ceco Pavel Kelemen e il francese Quéntin Lafargue l’hanno messa sul piano del corpo a corpo. Prima volata vinta da Lafargue, seconda pure ma seguita da “relegamento” per magheggi in traiettoria; si è andati allora alla bella, e qui è stato il ceco a chiudere scorrettamente l’altro, facendolo cadere. Sicché il francese ha passato il turno per squalifica dell’avversario, ma le ammaccature gli hanno impedito di disputare la semifinale col tedesco Max Niederlag.

Quest’ultimo si è allora presentato fresco come una rosa alla finale con Dmitriev, e gliel’ha fatta sudare: la prima volata l’ha vinta, poi le altre due sono state conquistate dal russo, che già in semifinale aveva avuto il suo bel daffare per superare in rimonta (2-1) il neozelandese Sam Webster, poi bronzo (anche nella finalina Lafargue non c’era…). L’Italia era presente con Davide Ceci, eliminato in qualifica.

 

Tra Scratch e Omnium trionfa l’Est Europa
Nello Scratch è arrivato il secondo miglior risultato di giornata per l’Italia, con Francesco Castegnaro settimo dopo essere stato bravissimo a prendere il giro con lo svizzero Tristan Marguet. In precedenza altri cinque atleti avevano conquistato una tornata di vantaggio, e alla fine a imporsi è stato il bielorusso Yauheni Karaliok sul francese Thomas Denis e sul neozelandese Thomas Sexton.

L’Omnium, infine: livello bassino, assenti tutti i big, a far la voce grossa è stato il polacco Szymon Sajnok. Partito così così nello Scratch (vinto dal coreano Sanghoon Park), Sajnok ha poi conquistato sia la Tempo Race (gran duetto col bielorusso Raman Tsishkou) che l’Eliminazione. Nella Corsa a punti conclusiva non ha dovuto far altro che controllare che gli avversari capaci di prendere il giro (l’australiano Kelland O’Brien con il neozelandese Campbell Stewart, poi pure Park) non gli si avvicinassero in maniera pericolosa, e con le sue volate qua e là (che gli son valse comunque 19 punti) ha respinto pure l’assalto di un battagliero Casper Pedersen.

Classifica alla mano, Sajnok si è imposto con 121 punti contro i 115 di Stewart e Park e i 113 del danese testè citato. Il giovane Carloalberto Giordani, corridore della Colpack qui impiegato dal ct Marco Villa appunto nella prova multipla, ha chiuso al 14esimo posto con 53 punti (miglior piazzamento, 12esimo nell’Eliminazione). Tutta esperienza che gli tornerà buona in futuro.

 

Attesa per lo Scratch di Rachele Barbieri
Domani, o meglio nella notte italiana, fitto programma per la terza e ultima giornata di Coppa del Mondo. Velocità, Inseguimento individuale, Scratch e Madison tra le donne; Velocità a squadre, Keirin e Madison tra gli uomini, queste le gare a partire dalle 20 italiane (ma lo streaming arriverà solo per la seconda sessione, a partire dalle 3 del mattino).

Davide e Francesco Ceci faranno il Keirin, Francesca Pattaro l’Inseguimento individuale, due tra Giordani, Castegnaro e Stefano Moro gareggeranno nella Madison; Rachele Barbieri ci proverà nello Scratch, e lei, Confalonieri e Frapporti sono in ballo per formare la coppia della Madison.

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