Sam Bennett fa sua la terza tappa della Paris-Nice © ASO - Alex Broadway
Sam Bennett fa sua la terza tappa della Paris-Nice © ASO - Alex Broadway

Cresce Bennett questo irlandese

Paris-Nice, lo sprinter della Bora-Hansgrohe fa sua la terza tappa battendo Kristoff, Degenkolb e Kittel, 9° Sbaragli. Domani la crono

Prima di oggi Sam Bennett aveva vinto in dodici occasioni da professionista, avendo la meglio anche su corridori di rango, ma non dando mai la sensazione di poter aver la meglio a parità di condizioni nei confronti dei grossi calibri delle volate. L’arrivo in casa Bora-Hansgrohe di Peter Sagan lo ha per forza di cose relegato al ruolo di sprinter di seconda mano, con il bicampione del mondo libero di poter scegliere a quali traguardi puntare.

Ad inizio stagione, al Tour Down Under, lo slovacco e l’irlandese hanno convissuto non pestandosi i piedi ma non trovando la giusta amalgama. Con il fenomeno di Zilina interessato alla Tirreno-Adriatico per il ventiseienne dal 2014 in rosa con il team tedesco l’ovvia destinazione di inizio marzo risponde al nome della Paris-Nice nella quale, dopo due tappe da tregenda, ha saputo mettere il suo marchio nel migliore dei modi.

Fuga già dal primo km, il gruppo lascia fare
Sono 190 i km in programma per i 167 km ancora in gara. Il via da Chablis, località dello Yonne famosissima per i suoi vigneti che torna ad accogliere la corsa dopo l’esordio nel 1971, è stato dato, in ragione delle previsioni di vento a favore nel corso della tappa, con 5′ di ritardo rispetto al preventivato; a mezzogiorno in punto l’inizio del trasferimento e, sei minuti più tardi, quello alla corsa vera e propria. Immediatamente tre atleti prendono margine e il gruppo, dopo le prime due giornate particolarmente dispendiose, lascia subito via libera.

Gli attaccanti sono lo statunitense Benjamin King (Team Dimension Data) e i francesi Romain Combaud (Delko Marseille Provence KTM) e Pierre Latour (AG2R La Mondiale). Già al km 6 il vantaggio tocca i 2′, per poi raddoppiare all’altezza del km 16. Il prossimo passo nella tabellina del due si registra al km 26, margine che si stabilizza in una prima ora di corsa da 41.7 km/h di media. Al primo traguardo volante (Époisses, km 55) Combaud precede Latour e King mentre il gruppo transita dopo 6’45”.

Il vantaggio supera i 7′, poi FDJ e Katusha iniziano a ricucire
Senza il timore di dover far fronte a possibili ventagli come nelle due tappe sinora disputate la situazione scorre via liscia con il copione più consueto: fuggitivi che collaborano non dannandosi l’anima e gruppo controllato più che tirato dalla formazione del leader, ossia la FDJ di Arnaud Démare. Il vantaggio tocca l’apice quando a metà gara, nella zona del rifornimento fisso, il plotone paga 7’20”.

Dopo aver colmato lo stomaco dietro si decide di aumentare l’andatura e portandosi ai meno 75 km a 5’15” dal trio di testa, il quale si appresta ad affrontare la prima delle due asperità di giornata, la Côte de Grandmont (km 128); i 4 punti in palio se li prende King che ha la meglio su Combaud e Latour. Nel gruppo, oltre ai gregari del detentore della Milano-Sanremo, si affacciano anche quelli di un altro vincitore della Classicissima, ossia i rossi del Team Katusha-Alpecin al servizio di Alexander Kristoff. La collaborazione fa sì che allo scollinamento il gap sia sceso a 3’30”.

Il gap continua a scende, caduta e ritiro per Janse van Rensburg
La riduzione del margine continua inesorabile: ai meno 55 km è a 3’15”, ai meno 50 km 2’30” e ai meno 45 km 2’05”, con il gruppo in che vede il lavoro di un uomo ciascuno per Direct Énergie, Lotto FixAll e Quick Step Floors. Sono solo novanta i secondi che Combaud, King e Latour possiedono ancora ai meno 35 km, in un pomeriggio finalmente baciato da un sole primaverile.

In coda al gruppo, attorno ai meno 32 km, c’è da registrare una brutta caduta che coinvolge Reinardt Janse van Rensburg: il campione sudafricano del Team Dimension Data impatta con la ruota posteriore di un collega e finisce a terra con il lato destro del corpo, rialzandosi seppur intontito. Il ventottenne vorrebbe ripartire ma, dopo i consigli del proprio direttore sportivo, decide di terminare la propria avventura alla gara transalpina.

Latour allunga, Combaud lo riprende, King si stacca
All’imbocco della seconda salitella di giornata, la Côte de Charrecey, il vantaggio del terzetto è sceso sotto al minuto; dopo un primo allungo di Combaud, marcato da King, i due vengono presi in contropiede da Latour che si invola e va a scollinare in solitaria, con una ventina di secondi su Combaud e King e una quarantina sul gruppo, dove Nicolas Edet (Cofidis, Solutions Crédits) precede la maglia a pois Romain Hardy (Fortuneo-Vital Concept) nella conquista dell’ultimo punto disponibile.

Nel falsopiano successivo Combaud va a riprendere Latour mentre King viene riassorbito da Edet. Sulle strette viuzze che riportano sulle più ampie strade provinciali i due di testa transitano ai meno 20 km con 45″ sul gruppo principale, che ha appena ripreso Edet-King, dove a prendere in mano la situazione è la Quick Step Floors.

Matthews interessato al traguardo volante, scivolata per Waeytens
Al traguardo volante di Mercurey (km 173) non c’è sprint fra i primi due, con Latour che passa davanti a Combaud; diversa è la situazione nel gruppo, dove sorprendentemente fa uno scattino solitario Michael Matthews (Team Sunweb), distante sia in classifica generale che nella graduatoria a punti. La formazione che maggiormente traina il gruppo è la Direct Énergie, con Sylvain Chavanel che precede quattro compagni di squadra interessati a conquistare un risultato importante dopo due giornate negative.

Il duo di testa continua a pedalare a testa bassa, mantenendo 32″ ai meno 10 km;nel mentre, in una svolta a sinistra, una innocua scivolata per Zico Waeytens (Team Sunweb) agganciatosi con Jan Bárta (Bora-Hansgrohe) e un problema meccanico per Enrico Gasparotto (Bahrain-Merida), che deve lasciare le posizioni di testa del gruppo in cui si trovava per riparare Sonny Colbrelli dal vento.

Ripresa la fuga, sarà volata (ma senza Groenewegen)
Dietro non c’è una formazione che si incarica di lavorare nella fase dai meno 10 km ai meno 5 km, fatto che permette ai coraggiosi e collaborativi Combaud e Latour di oltrepassare il cartello dei meno 5 km con 25″, con il gruppo trainato dall’Astana Pro Team che possiede Matti Breschel e Riccardo Minali, non certo tra i favoriti del giorno. In una rotonda mal segnalata ai meno 4 km cade a terra Dylan Groenewegen (Team Lotto NL-Jumbo), uno che avrebbe potuto lottare per il successo.

Il gruppo si avvicina sempre più ai due, che iniziano gli ultimi 2000 metri di giornata con soli 13″ di vantaggio. I loro sogni terminano sotto la flamme rouge, con il gruppo che li riassorbe senza troppi complimenti. La Quick Step Floors presenta tre elementi al servizio di Kittel, mentre Colbrelli risale facendo a spallate per accodarsi a Kristoff, ma il bresciano verrà ricacciato indietro e sarà solamente ventitreesimo.

Bennett sorprende tutti, alle sue spalle solo big
La volata la lancia Fabio Sabatini, ma il toscano non ha il giusto timing con Kittel. Sul lato sinistro della carreggiata esce Kristoff, che si pone in prima posizione; il norvegese però non dà il consueto sfoggio di potenza e viene scavalcato da Sam Bennett. L’irlandese della Bora-Hansgrohe, finora non entusiasmante nel 2017, coglie l’occasione al balzo andando a conquistare un meritato successo, cogliendo la seconda affermazione dell’anno per il team tedesco.

Il ventiseienne coglie la prima vittoria in carriera nel World Tour e lo fa mettendosi alle spalle il gotha delle volate: secondo è Alexander Kristoff (Team Katusha-Alpecin), che ha la meglio di mezza ruota su John Degenkolb (Trek-Segafredo) e Marcel Kittel (Quick Step Floors). Quinto è Michael Matthews (Team Sunweb), quindi a seguire si piazzano Arnaud Démare (FDJ), André Greipel (Lotto FixAll), Christophe Laporte (Cofidis, Solutions Crédits), Kristian Sbaragli (Team Dimension Data) buon nono e Magnus Cort Nielsen (Orica-Scott).

Démare sempre leader, domani spazio alla cronometro
La classifica generale vede pochi cambiamenti: Démare rimane maglia gialla con 6″ sul connazionale Julian Alaphilippe (Quick Step Floors) mentre, grazie all’abbuono Kristoff, sale in terza posizione a 13″ scavalcando l’altro francese Tony Gallopin (Lotto FixAll), quarto a 17″.

Domani l’attesissima cronometro da Beaujeau a Mont Brouilly, prova individuale di 14.5 km con gli ultimi 3 km da pedalare su di una salita al 7.7% di pendenza media con punte vicine al 10%. Prima dei decisivi appuntamenti nelle salite, un test che potrebbe già tagliar fuori chi è ancora in corsa dopo il caos prodotto dai ventagli.

Visita lo store di Cicloweb!

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile