Rohan Dennis conclude la cronometro di San Benedetto del Tronto © ANSA
Rohan Dennis conclude la cronometro di San Benedetto del Tronto © ANSA

Rohan Dennis va più veloce del vento

Tirreno-Adriatico, l’australiano fa sua la crono finale battendo van Emden e Hepburn ed è secondo in classifica. Corsa a Quintana

Dopo la passerella o poco più di oggi toccherà aspettare quasi cinquanta giorni per poter riammirare Nairo Quintana: il colombiano tornerà in patria per preparare il Giro d’Italia, primo obiettivo stagionale. Ma finora lo scalatore andino pare già di un altro pianeta rispetto ai rivali che, in questa Tirreno-Adriatico, sono apparsi o tremendamente indietro di condizione o ad un livello inferiore rispetto al nativo di Tunja. Al quale è bastato il dominio sul Terminillo per portarsi a casa per la seconda volta la Corsa dei due Mari.

Dowsett va al comando, Mullen lo precede di pochissimo
Il primo a scendere dalla pedana per l’ormai classica cronometro di 10 km a San Benedetto del Tronto è stato alle 13.05 Matteo Pelucchi ma, come noto, lo sprinter lombardo della Bora-Hansgrohe non fa degli esercizi contro il tempo il suo pezzo forte. Per registrare il primo tempo interessante bisogna attendere il sesto atleta: con il parziale di 11’50” Filippo Ganna (UAE Team Emirates) è il primo a scendere sotto la barriera dei 12′.

Ma la gioia dell’iridato dell’inseguimento dura una manciata di minuti perché Alex Dowsett, quarto un anno fa, lo sopravanza con 11’35”; per il britannico del Movistar Team una prestazione peggiore di 12″ rispetto al 2016 anche a causa del maggior vento che soffia nel pomeriggio marchigiano. Non raccolgono parziali significativi specialisti come Marco Coledan, Manuele Boaro e Moreno Moser mentre è diverso il discorso di Ryan Mullen: l’irlandese della Cannondale-Drapac, quinto all’ultimo mondiale, beffa per questione di pochi centesimi Dowsett andando a piazzarsi provvisoriamente al comando.

Bodnar nuovo leader provvisorio fin quando non arriva van Emden 
La prova del ventiduenne assume maggior spessore nel raffronto con Matthias Brändle: l’austriaco della Trek-Segafredo, già detentore del record dell’ora, si piazza al terzo posto provvisorio con 11’39”. Alle sue spalle si inserisce al quarto posto con 11’46” il campione italiano Maneul Quinziato (BMC Racing Team), il quale diventa il miglior azzurro rispetto al meno esperto Ganna (il verbanese perde il posto anche dall’olandese Lars Boom che si inserisce con 11’47”).

Per assistere ad un cambio al comando bisogna attendere uno dei grandi favoriti: Maciej Bodnar migliora di 2″ il tempo di Mullen (ma il polacco fa peggio della versione 2016 di se stesso di 7″), Ma il polacco della Bora-Hansgrohe sorride per poco perché a demolire il suo parziale arriva Jos van Emden: l’olandese del Team Lotto NL-Jumbo parte fortissimo e mantiene la rilevante andatura sin sul traguardo, dove transita con 11’21”, tempo di rilievo assoluto.

Bene Cummings, Hepburn sfiora la leadership
Il pelato passista neerlandese trema con Stephen Cummings: il britannico del Team Dimension Data va particolarmente forte nella seconda metà di gara e, con 11’26”. si installa in seconda posizione. Sotto le sue attese i risultati di Nélson Oliveira (Movistar Team) e soprattutto di Vasil Kiryienka (Team Sky), con il bielorusso incapace di far meglio di 11’47” e davanti di un solo secondo rispetto al compagno di squadra Gianni Moscon.

Causa sindrome influenzale non gareggia Stefan Küng: lo svizzero del BMC Racing Team, apparso pimpante in questo scorcio di stagione, poteva rappresentare un outsider da tenere d’occhio. Un altro nome di qualità è quello di Michael Hepburn: l’ex pistard della Orica-Scott è parecchio sfortunato perché, una volta terminata la gara, capisce di essere stato battuto da van Emden per una manciata di decimi.

Che rischio per Sagan! Buon EBH, super Cattaneo
Non si è impegnato a fondo ma Peter Sagan ha dovuto comunque dar sfoggio delle proprie abilità di guida quando una sventurata (per non dire altro) passante con tanto di barboncino al guinzaglio pensa bene di attraversare la strada senza guardare, giusto mentre lo slovacco è impegnato nel suo esercizio; grazie ad un’apertura della pista ciclabile posta al lato della zebratura lo slovacco si salva e può continuare la passerella fin sul traguardo.

Tornando alla lotta per il successo odierno, discreto è il risultato di Tobias Ludvigsson: lo svedese della FDJ si inserisce all’ottavo posto con 11’39”. Fa ancora meglio un altro scandinavo, ossia Edvald Boasson Hagen: il norvegese del Team Dimension Data appare in gran forma in vista delle classiche del Nord e, con il tempo odierno di 11’33”, vi è una ulteriore conferma del suo stato. Non sono sufficienti Michal Kwiatkowski (Team Sky) con 11’56” e Vincenzo Nibali (Bahrain Merida) con un mesto 12’13”; decisamente sopra le attese è Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli) che, con 11’47”, continua il suo 2017 da applausi scroscianti.

Jungels si veste di bianco, Thomas non dispiace
È andato bene Andrey Amador: il costaricano del Movistar Team entra nella top 10 provvisoria con 11’42”, risultato che non riesce ad ottenere Tejay van Garderen. Lo statunitense del BMC Racing Team termina con un per lui mediocre 11’57”. Uno delle poche sfide ancora in essere riguarda la maglia bianca: Bob Jungels (Quick Step Floors) è colui che insegue e termina con 11’56”. Chi veste le insegne del primato è Egan Bernal, ma il giovanissimo scalatore colombiano della Androni Giocattoli nulla può in una prova per lui assai ostica e, con 12’39”, non può far altro che cedere la divisa al lussemburghese.

Più che buona è la prova del siciliano Damiano Caruso (BMC Racing Team) con 11’50” anche in parallelo a corridori simili a lui ma più adatti agli sforzi individuali: ad esempio Bauke Mollema (Trek Segafredo) conclude con uno scialbo 12′ netto. Non piace neppure Jonathan Castroviejo: lo spagnolo del Movistar Team, attuale campione europeo, termina con 11’45”. Buono ma non come ci si attendeva Geraint Thomas: il britannico del Team Sky si esprime con un 11’34” che non gli permette però di conservare sogni di rimonta.

Delude Dumoulin, bene Roglic. Dennis ribalta la classifica
Fa peggio di lui l’altro grandissimo specialista delle cronometro: Tom Dumoulin (Team Sunweb) con 11’40” subisce la beffa del sorpasso nella generale da Thomas. Chi vola è Primoz Roglic: lo sloveno del Team Lotto NL-Jumbo dà la paga a nomi più affermati e, con 11’29”, è provvisoriamente quinto. Provvisoriamente, perché chi è partito dopo di lui, va addirittura al comando: è Rohan Dennis infatti il vincitore odierno.

L’australiano del BMC Racing Team ha la meglio su uno sconsolato van Emden per 3″ e, con il suo 11’18”, supera la barriera dei 53 km/h di media. Dopo il ventiseienne tocca al coetaneo Thibaut Pinot (FDJ) il quale si difende come si può ma non si esprime al meglio: con 11’45” l’aussie lo supera in chiave classifica. Dove non ha alcun problema Nairo Quintana: la maglia azzurra conduce con tutta tranquillità e termina con 11’59”.

Crono a Dennis, classifica a Quintana. Pozzovivo unico italiano tra i 10
Rohan Dennis vince per la terza volta nel 2017 dopo il titolo nazionale a cronometro e alla generale del Tour La Provence; secondo a 3″ è Jos van Emden a paritempo con Michael Hepburn. Completano la top 10 di giornata Stephen Cummings a 8″, Primoz Roglic a 11″, Maciej Bodnar e Edvald Boasson Hagen a 15″, Geraint Thomas a 16″, Ryan Mullen e Alex Dowsett a 17″.

Secondo successo finale per Nairo Quintana che sale sul podio con Rohan Dennis e Thibaut Pinot, distanti rispettivamente 25″ e 36″. A seguire si sono classificati Primoz Roglic a 45″, Geraint Thomas a 58″, Tom Dumoulin a 1’01”, Jonathan Castroviejo a 1’18”, Rigoberto Urán a 1’36”, Bauke Mollema a 1’38” e il trentaquattrenne Domenico Pozzovivo, primo italiano in graduatoria, a 1’59”.

Ora alcuni dei protagonisti per la classifica andranno a prepararsi i prossimi appuntamenti mentre altri, invero la minoranza, faranno compagnia sabato prossimo agli uomini da classiche alla Milano-Sanremo. Gli occhi di tutti sono puntati sulla sfida fra Gaviria e Sagan ma sarebbe limitativo concentrare l’attenzione a questi due fenomeni.

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