Nacer Bouhanni vince nettamente la Nokere Koerse © Twitter
Nacer Bouhanni vince nettamente la Nokere Koerse © Twitter

Bouhanni vince Nokere: un altro toyboy per la MiSa

In vista della Sanremo, Nacer ritrova un eccellente colpo di pedale. Battuti Blythe (ma quel dietromacchina…) e Stallaert. Boeckmans giustiziere solitario

E anche il bad boy del ciclismo vince la sua prima gara del 2017. Chi è il bad boy? Facile da intuire, se vi dessimo tre possibilità di sparare un nome, lo centrereste senz’altro, prima o dopo. Nacer Bouhanni, proprio lui, Nacer Manodipietra Bouhanni (anzi mano di tufo, visto che fa a botte e se la rompe… vedi pre-campionato nazionale 2016…), autore di uno sprint tanto bello quanto efficace in quel di Nokere, sul Nokereberg, nella Nokere Koerse. (Che non si dica che agli abitanti di Nokere non piace il nome della loro città…).

Bouhanni si è imposto nettamente davanti ad Adam Blythe (sul cui epilogo ci sarebbe da dire… e lo diremo più giù, infatti) dell’Aqua Blue Sport, a Joeri Stallaert (Cibel-Cebon), Phil Bauhaus (Sunweb), Bert Van Lerberghe (Sport Vlaanderen-Baloise), Coen Vermeltfoort (Roompot-Nederlandse Loterij), Rüdiger Selig (Bora-Hansgrohe), Etienne Van Empel (Roompot), Alan Banaszek (CCC Sprandi Polkowice) e Matthias De Witte (Cibel-Cebon).

Come dire, anche un nome che fin qui era rimasto del tutto fuori dal novero dei possibili protagonisti sanremesi, Bouhanni appunto, rientra prepotentemente nelle varie griglie di stellette e favoriti, a tre giorni dalla Classicissima. Non solo perché ha vinto oggi in Belgio, ma perché sul rettilineo finale di Sanremo si è già mosso benino, con tanto di quarto posto l’anno scorso. E va bene, seguiremo anche lui da Milano alla Riviera.

 

Una fuga difficile da organizzare
Veniamo a un po’ di cronaca nokerense. Di solito le fughe da lontano si chiamano così perché appunto partono da lontano… non è stato questo il caso, visto che son dovuti passare oltre 100 chilometri (dei 192 totali) perché uno dei 157mila tentativi di giornata trovasse finalmente via libera. Ad avere spazio sono stati, a circa 90 km dal traguardo, alla fine del primo dei sette giri del circuito di Nokere, Gaetan Bille (Vérandas Willems-Crelan), Floris De Tier (LottoNL-Jumbo), Hamish Schreurs (Israel Cycling Academy), Kenneth Van Rooy (Sport Vlaanderen-Baloise), Ludwig De Winter (WB Veranclassic Aqua Protect), Ole Forfang (Joker Icopal) e poi anche Elmar Reinders (Roompot-Nederlandse Loterij), unitosi agli altri sei un po’ dopo.

Non che la fuga abbia trovato davanti a sé i verdi prati dell’amore, visto che tanta fatica è valsa al drappello un misero vantaggio massimo di 2’16”, toccato a 58 km dalla fine: il gruppo in realtà non ha mai smesso di tenere i sette sotto controllo, tirato però non dalle squadre dei big, come ci si sarebbe magari aspettati, ma dalle piccole formazioni Continental locali, a partire dalla Tarteletto-Isorex.

Al terz’ultimo giro le acque si sono finalmente mosse in gruppo, con la BMC che, tramite il lavoro di Martin Elmiger e poi Silvan Dillier, ha trasmesso la scossa a tutti. Si è formato nell’occasione (mancavano meno di 40 km alla fine) un gruppetto di oltre 20 contrattaccanti, ma il plotone (tirato dalla Wanty) ha annullato l’azione. Le ostilità erano solo rinviate.

 

La fine della fuga, il mancato decollo di un’alternativa
Nel penultimo giro (ogni tornata misurava un po’ più di 15 km) le carte si sono rimescolate. La fuga era ormai al lumicino, e ai -23 è emerso dal gruppo Niels Politt della Katusha-Alpecin; il tedesco ha raggiunto i battistrada, ne ha dispersi un bel po’ e si è tenuto alla ruota gli unici due a resistere ovvero De Tier e Forfang (appena 21enne norvegese). Sui tre si è poi portato quel discreto locomotore di Sean De Bie (Lotto Soudal), ma ugualmente la brigata non era destinata ad avere allegria, ed è stata ripresa ai -20.

Al penultimo passaggio dal traguardo è transitato in testa Rayane Bouhanni (sarà la prima volta in cui due fratelli si aggiudicano gli ultimi due passaggi sul Nokereberg? “Renaat!”, dicci di più), ai -13 una bella foratura di Adam Blythe, tempestiva quantomeno. Pensavamo che il campione nazionale britannico fosse irrimediabilmente fuori dai giochi, e ci saremmo certo stupiti di vederlo al secondo posto nell’ordine d’arrivo, se solo nel mezzo non l’avessimo visto letteralmente attaccato (non con le mani, eh, solo con la ruota) al lunotto dell’ammiraglia BMC, impegnato in un dietromacchina millimetrico che chissà se avrà lasciato del tutto indifferenti i giudici.

Quegli stessi giudici che ai -8 (dopo una brutta caduta che ai -10 ha coinvolto Michael Schwarzmann della Bora e il citato Rayane, insieme a qualche altro corridore; ma le cose non sono correlate) sono stati chiamati in causa da Kris Boeckmans: il corridore della Lotto Soudal è stato protagonista di un singolare gesto. Indispettito da una qualche manovra di Justin Jules (Veranclassic), gli si è messo davanti/di tre quarti, gli ha piazzato una mano sulla spalla – sarà stata una morsa d’acciaio – e l’ha così obbligato a smettere di pedalare, e si è vista questa bella scena dei due che, fermi a centro gruppo (in rallentamento, in realtà), venivano superati da tutto il resto dei corridori. Dopodiché, dopo aver spidermanianamente neutralizzato il cattivo di turno, Boeckmans è appunto andato dai giudici a spiegare tale situazione. Attendiamo resoconti dal fronte.

 

I tentativi BMC e poi la volata di Nacer
Torniamo alla corsa: su un tratto in pavé ai -8 Floris Gerts (BMC) ha tentato un primo affondo, ma non gli è andata bene; ai -6.5 allora ci ha riprovato, e stavolta ha preso margine, isolandosi al comando fino ai -5. Purtroppo per lui il ritmo del gruppo era troppo alto perché ci fossero evasioni ben riuscite.

Il suo compagno Silvan Dillier, in ogni caso, non se ne è dato per inteso, e a sua volta ha provato a scappare ai -4.5, prima con un Cibel-Cebon (non vogliatecene se non l’abbiamo riconosciuto al primo sguardo), poi dai -3 tutto solo, avendo staccato l’avversario su una rampetta. Ma anche per lo svizzero niente gioie, oggi: ripreso ai due chilometri, e allora volata doveva essere e volata è stata.

I Veranclassic hanno imbastito un discreto treno all’ultimo chilometro, ma lo spunto di Bouhanni ai 200 metri è stato incontenibile. Il francese ha preso la testa sul pavé del dolce Nokereberg e non l’ha più mollata, e anzi ai 100 metri praticamente si è tolto tutti di ruota, andando a vincere agevole agevole. La top ten l’abbiamo messa in apertura. Da queste parti si correrà anche dopodomani, venerdì con l’Handzame Classic.

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