Il particolare della vittoria di Michael Albasini alla Vuelta al País Vasco © Photo Gómez Sport
Il particolare della vittoria di Michael Albasini alla Vuelta al País Vasco © Photo Gómez Sport

Albasini, d’astuzia più che di gambe

Lo svizzero della Orica vince la seconda tappa della Vuelta al País Vasco in un finale veloce e tortuoso, Matthews resta leader

Di solito il suo terreno di caccia preferito è il Tour de Romandie, ma dopo tre anni di fila Michael Albasini ha deciso di anticipare di circa un mese il suo primo squillo stagionale: l’esperto corridore elvetico della Orica-Scott ha infatti conquistato oggi la seconda tappa Vuelta al País Vasco sul traguardo di Elciego, un frazione in cui gli organizzatori hanno disegnato un finale molto insidioso con gli ultimi chilometri in leggera discesa e molto tortuosi che più che il velocista più forte erano fatti per premiare il corridore più astuto. E non sorprende quindi che alla fine ad uscire vincitore sia stato proprio Albasini, uno che a 36 anni sa destreggiarsi molto bene in questo tipo di arrivi: per lui è la seconda vittoria di tappa in carriera in questa corsa, la prima arrivò nel 2009 ma grazie ad una fuga.

Una fuga a due e poco altro
Se di solito il Giro dei Paesi Baschi è famoso per le sue tappe movimentate, ricche di salite brevi ma impegnative e con il maltempo rendere ancora più dura la vita ai corridori, oggi lungo i 173 chilometri da Pamplona ad Elciego non c’è stato nulla di tutto questo. La fuga del giorno è partita senza battaglia subito dopo il chilometro 0: a scattare sono stati l’uruguaiano Fabricio Ferrari della Caja Rural e lo spagnolo Luis Ángel Maté della Cofidis. Dopo appena 12 chilometri i due battistrada avevano già un vantaggio di 4’45”, ma il plotone tirato dagli uomini del Team Sunweb non gli ha consentito per guadagnare ulteriormente: più che a difendere la maglia di leader, l’australiano Michael Matthews era interessato ad avere la possibilità di lottare come ieri per il successo di tappa.

Sul primo gran premio della montagna, posto a Etxauri dopo appena 16 chilometri, alle spalle di Ferrari e Maté è andata in scena una piccola battaglia tra Igor Antón e Yoann Bagot per i restanti punti della speciale classifica: i due, che già aveva duellato ieri, sono usciti dal gruppo ed alla fine ad avere la meglio è stato lo scalatore basco della Dimension Data che poi si è ripetuto anche sulla successiva salita di La Aldea. Tuttavia la maglia rossa a pois bianchi è rimasta al corridore della Cofidis per 15 punti a 14: domani c’è il terreno per rendere ancora più accesa la sfida visto che il gpm previsti saranno ben sei.

Intanto Fabricio Ferrari e Luis Ángel Maté hanno proseguito nella loro azione da lontano, ma l’andatura generale della corsa è rimasta decisamente bassa: il gruppo si era riavvicinato sotto ai tre minuti, poi ha rallentato di nuovo tornando di nuovo a più di quattro minuti e quest’andamento ad elastico è proseguito per tutta la fase centrale della tappa con la velocità media che è scesa ora dopo ora ben al di sotto di 40 km/h. Un primo minimo cambio di ritmo da parte del gruppo è avvenuto a circa 40 chilometri dall’arrivo con Ferrari e Maté che hanno visto ridursi il loro vantaggio che poi per diversi chilometri è rimasto stabile nell’ordine del minuto: a 18 chilometri dall’arrivo l’uruguaiano Ferrari è stato ripreso dal gruppo che poi si è definitivamente ricompattato due chilometri più avanti andando a riprendere anche Luis Ángel Maté, corridore con un passato in Italia alla corte di Gianni Savio.

Albasini vince, Matthews resta leader
Il finale, come detto, è stato velocissimo: dopo lo sprint intermedio di Laguardia al chilometro 167 valido solo per i punti, restavano solo sei chilometri di strada tutta in discesa per arrivare al traguardo di Elciego, un terreno su cui era impossibile sfuggire alle squadre dei velociste, lanciatissime per tenere i loro uomini nelle prime posizioni. Nell’ultimo chilometro la scelta di tempo contava più delle gambe e Michael Albasini è l’uomo che ha indovinato quando portarsi in prima posizione: uscito in testa dall’ultima curva, lo svizzero della Orica-Scott ha poi tenuto nell’ultimo brevissimo rettilineo andando a conquistare la vittoria di tappa; rettilineo che invece si è rivelato troppo breve per l’argentino Maximiliano Richeze (Quick-Step) che appena ha spalancato il gas ha recuperato metri a vista d’occhio senza però riuscire ad effettuare il sorpasso.

In terza posizione si è piazzato il belga Sean Bie, solo quarto il vincitore di ieri Michael Matthews che, in assenza di abbuoni, è riuscito a difendere il primato in classifica generale grazie alla miglior somma di piazzamenti in queste prime due tappe. Nelle prime posizioni dell’ordine d’arrivo odierno si sono fatti vedere anche Alejandro Valverde e Michal Kwiatkowski, rispettivamente settimo e decimo, mentre il primo italiano al traguardo è stato Manuele Mori della UAE Team Emirates, oggi nono: per la squadra di Giuseppe Saronni c’è stata da registrare la giornata negativa del britannico Ben Swift che, a causa di problemi di stomaco, è arrivato al traguardo staccato di ben quattro minuti.

E adesso spazio alle salite
Domani in programma c’è una tappa di 160 chilometri tra Vitoria e San Sebastián, questa sì una tappa tipica della Vuelta al País Vasco con i suoi sei gran premi della montagna, l’ultimo a dieci chilometri dall’arrivo: le salite non sono durissime e non è impossibile immaginarsi un gruppetto anche abbastanza nutrito che si gioca la vittoria in volata sul Boulevard, ma chi ha ambizioni di classifica generale e poche certezze per la cronometro dell’ultimo giorno dovrebbe iniziare a provare ad inventarsi qualcosa per avere la meglio sugli specialisti delle prove contro il tempo.

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