Anna van der Breggen fa sua l'Amstel Gold Race © Vélofocus
Anna van der Breggen fa sua l'Amstel Gold Race © Vélofocus

Anna Van der Breggen viaggia a tutta birra

Nel ritorno dell’Amstel Gold Race la campionessa della Boels-Dolmans attacca nel finale e vince in casa. Quinta Longo Borghini

Quest’anno Boels-Dolmans prima di oggi aveva conquistato “solo” 12 podi complessivi tra cui quattro vittorie e una sola nel Women’s World Tour: mai era riuscita a dare quella sensazione di strapotere assoluto che nel 2016 al 15 aprile aveva permesso alla corazzata olandese di mettere assieme un bottino di 13 vittorie la bellezza di cinque prove del massimo circuito mondiale dell’UCI. Per ritrovare lo smalto dei giorni migliori la Boels-Dolmans ha aspettato un momento a suo modo storico per il ciclismo olandese, quello del ritorno della versione femminile dell’Amstel Gold Race: a trionfare è stata la padrona di casa, campionessa olimpica ed europea in carica, Anna Van der Breggen al primo successo stagionale mentre alla sua destra è salita sul podio la compagna di squadra Elizabeth Deignan.

Marta Tagliaferro nella prima fuga
L’Amstel Gold Race non è una novità assoluta nel ciclismo femminile, ma la classica olandese della birra era stata in calendario solamente per tre anni sparendo dopo aver fatto un anno da prova di Coppa del Mondo nel 2003: oggi tra le 123 iscritte erano presenti anche due atlete che avevano corso anche 14 anni fa, le veterane Amber Neben e Trixi Worrack. Dopo un paio di allunghi nei primi chilometri, al chilometro 19 è partita una fuga con Marta Tagliaferro (Cylance) e Sara Mustonen (Véloconcept) che pedalando con un buon accordo sono arrivate ad avere fino ad un minuto di vantaggio sul gruppo.

L’azione di Mustonen e Tagliaferro è durata fino al chilometro 43 quando la prima parte del plotone è andata a riassorbirle: proprio in quel frangente, l’alta velocità data dalla strada in leggera discesa, la carreggiata stretta ed il vento laterale hanno fatto esplodere la corsa. Ai piedi dell’Eyserbosweg in corsa c’erano tre grandi gruppi che a loro volta si sono divisi in più parti arrivati in cima a quella che è conosciuta come la “salita delle Antenne”: un primo gruppo composto da circa 35 atlete ha iniziato a mettere decine di secondi tra sé e le prime inseguitrici.

Il vento e il Cauberg fanno selezione
Dopo tutti questi ventagli e frazionamenti, la situazione s’è stabilizzata per alcuni chilometri con le atlete che hanno superato in maniera relativamente facile il primo passaggio sul Cauberg che portava all’ingresso nel circuito finale da ripetere tre volte. Allo scoccare delle due ore di gara, percorse ad una media intorno ai 37 km/h, i primi due gruppi si sono ricompattati ma nel giro di pochi minuti il vento ha ricreato selezione con la Boels-Dolmans presente nelle prime posizioni del gruppo di testa con tutte le sei le atlete iscritte.

Lunga la seconda scalata del Cauberg, posta a circa 45 chilometri dall’arrivo, hanno iniziato a muoversi le principali favorite per la vittoria che però, dopo aver fatto selezione, non hanno continuato a spingere sull’accelerazione. La Boels-Dolmans invece ha iniziato a muovere le proprie pedine sullo scacchiere tattico e ha mandato in avanscoperta l’olandese Amy Pieters: all’olandese si sono accodate prima la connazionale Roxane Knetemann, poi la francese Audrey Cordon ed infine l’ucraina Tetyana Riachenko, ma il quartetto dopo aver avuto fino a 38″ di vantaggio è stato ripreso sulle prime rampe del terzo e penultimo passaggio su Cauberg.

Elisa Longo Borghini di nuovo all’attacco
A questo punto, a poco più di 20 chilometri dall’arrivo, hanno iniziato a muoversi i pezzi grossi: ancora una volta una delle più brillanti in salita è stata la nostra Elisa Longo Borghini (Wiggle) che ha attaccato assieme all’ex iridata Elizabeth Deignan (Boels) e alla giovane campionessa polacca Katarzyna Niewiadoma (WM3). Questo terzetto stellare ha subito guadagnato una decina di secondi sulle prime 15 inseguitrici, un vantaggio che poi è salito fino a 25″ prima che il Team Sunweb si mettesse a lavorare con decisione con Ellen Van Dijk e la sempre presente Coryn Rivera, ormai una vera e propria certezza a questi livelli dopo le vittorie a Cittiglio e al Fiandre.

Anna Van der Breggen se ne va in contropiede
Stavolta le trenate di Ellen Van Dijk non hanno portato ad un concreto riavvicinamento, e così da dietro hanno optato per una strategia diversa: Coryn Rivera, Annemiek Van Vleuten e Anna Van der Breggen hanno attaccato per riportarsi sulla testa della corsa e ci sono riuscite quando mancavano otto chilometri all’arrivo. La Boels-Dolmans si è ritrovata quindi con due atlete in testa all’Amstel Gold Race, ma senza pensarci neanche un secondo Anna Van der Breggen ha subito attaccato di slancio: nessuna ha risposto alla campionessa olimpica di Rio che ha chiuso la corsa appena è riuscita a prendere 50 metri di vantaggio.

Gli ultimi chilometri sono stati una cavalcata trionfare per Anna Van der Breggen che si è presentata all’inizio del Trittico delle Ardenne con una condizione fisica ottima dopo aver un po’ stentato nelle prime uscite stagionali: la discutibile gestione tattica del finale del Giro delle Fiandre è stata riscattata alla grande ed a questo punto l’olandese di Zwolle, che compirà 27 anni tra due giorni, sarà probabilmente la donna da battere sia mercoledì alla Freccia Vallone che domenica prossima alla prima storica edizione della Liegi-Bastogne-Liegi.

Insolito ex-aequo in terza posizione
Alla fine alle spalle della Van der Breggen nessuna ha più inseguito con decisione, anche perché Elizabeth Deignan ha controllato benissimo la situazione sull’ultimo passaggio sul Cauberg che, a differenza della gara maschile, caratterizzava il finale. A 55″ dalla vincitrice proprio la britannica è andata vincersi con autorità la volata per la seconda posizione che ha visto anche un’insolita situazione di ex-aequo: neanche il fotofinish è riuscito a separare Katarzyna Niewiadoma e Annemiek Van Vleuten che sono state quindi classificate a pari merito in terza posizione. Al quinto posto è arrivata Elisa Longo Borghini, mentre nel finale la statunitense Coryn Rivera ha perso qualche secondo dal gruppetto ma con la sua sesta posizione ha difeso la leadership nella classifica del Women’s World Tour.

A 1’51” è arrivato il secondo gruppo di dodici atlete con Amy Pieters, Pauline Ferrand-Prévot, Ashleigh Moolman ed Ellen Van Dijk che hanno completato nell’ordine la top10 di giornata. La seconda puntana del trittico delle Ardenne sarà, come detto, mercoledì prossimo alla Freccia Vallone: l’arrivo sarà come sempre in cima al Muro di Huy dove Anna Van der Breggen punterà al tris dopo aver trionfato nelle due precedenti edizioni.

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