L'arrivo di Geraint Thomas e Mikel Landa a Funes © Diego Mosna
L'arrivo di Geraint Thomas e Mikel Landa a Funes © Diego Mosna

Thomas e Landa avvisano: Giro, ci siamo anche noi

Tour of the Alps, nella terza tappa show dei due Sky. Al britannico tappa e maglia, lo spagnolo alle spalle. Buon terzo Pozzovivo

Chi sarà il capitano del Team Sky al Giro d’Italia? Questa domanda, che ci sta accompagnando da diverse settimane, continuerà per forza di cose a torturarci da qui all’Etna, primo spartiacque della Corsa Rosa. L’armata nerazzurra ha al proprio arco due frecce che, in questo momento, stanno viaggiando meglio dei rivali. Geraint Thomas e Mikel Landa, un passista in via di trasformazione in uomo da grandi giri e uno scalatore purissimo che sta tentando di diventare allargare le proprie caratteristiche.

La neve fa cambiare il percorso: niente Passo delle Erbe
La malasorte meteorologica ha colpito in due giorni su tre il Tour of the Alps. Dopo la neve sul Brennero che ieri ha portato allo spostamento della partenza a Vipiteno, la terza frazione della corsa dell’Euregio ha visto la cancellazione, già nel pomeriggio di ieri, dell’atteso Passo delle Erbe. Le probabili precipitazioni nevose, oltre che il freddo previsto, hanno sconsigliato il passaggio ai quasi 2000 metri slm della salita badiota.

Gli organizzatori sono quindi stati costretti a modificare il passaggio, sfruttando la Val Pusteria, per poi rientrare nel finale sul tracciato originario; il chilometraggio non ha però visto modifiche sostanziali, con la diminuzione di soli 7.5 km (da 143.1 a 135.6) e il mantenimento sia dell’inedita Alpe Rodengo sia del finale all’insù di Funes.

Tre in fuga, il gruppo lascia un bel margine
Da Villabassa si è partiti con una temperatura, nonostante i raggi di sole, attorno a quota 0°. Immediatamente si è formato il terzetto di fuggitivi che hanno caratterizzato la giornata. Iniziatore l’australiano Leigh Howard (Aqua Blue Sport) che viene seguito prima da Davide Orrico (Sangemini-MG.KVis) e poi da Filippo Fortin (Tirol Cycling Team). Il plotone lascia fare senza alcun tipo di preoccupazione: al km 15 il margine è di 3′ mentre, nel passaggio di Falzes (km 31), il gap tocca i 7’20“.

Dopo la prima ora affrontata a 39.1 km/h i tre di testa devono affrontare il gpm di Terento (km 42), inserito nel percorso a seguito della modifica di cui sopra; il massimo dei punti in palio vanno a Orrico, che precede Howard e Fortin. Il gruppo, nella quale la Gazprom-RusVelo si mette a lavorare, transita a 6’40”. Tale distacco rimane di fatto inalterato anche nella fase successiva, con il passaggio dalla Val Pusteria alla Valle Isarco fino a Bressanone.

Orrico allunga, Zardini prova un tentativo
Da lì breve ma tosta salita di Sant’Andrea che riporta sul tracciato originale a Bivio Cornale, dove è posto il rifornimento fisso. Giusto all’inizio dell’Alpe Rodengo si trova il traguardo volante di Luson (km 85): tirato lo sprint fra Fortin e Howard, con l’australiano che ha la meglio per pochi centimetri. Il plotone, dal quale non fanno più parte i ritirati Antonio Molina e Héctor Saez della Caja Rural, viaggia attorno a 6′.

Non appena inizia la difficile salita dell’Alpe Rodengo (12.7 km al 7%, con tanto di punte vicine al 15% e con una brevissima discesa a spezzarne il ritmo), Orrico mette le marce alte; Fortin si stacca immediatamente, Howard prova a tenergli la ruota ma, dopo un centinaio di metri, capisce di non potercela fare e lascia andar via l’alfiere della Sangemini. Dal gruppo ha provato invece ad evadere Edoardo Zardini: il veronese della Bardiani CSF cerca un coraggioso (e velleitario) assolo, venendo presto ripreso dal gruppo.

La Sky lavora, Foliforov per i punti del gpm
Nel quale, a lavorare, è il Team Sky, tutto schierato in fila; il primo vagoncino è Peter Kennaugh, che attorno a metà salita lascia la testa a Ian Boswell. Il ritmo dell’armata britannica è regolare ma non certo trascendentale; nessuno prova a scattare e la selezione da dietro non è così netta. Orrico continua la sua azione con una bella cadenza, pur non essendo uno scalatore puro, e va a conquistare senza problemi la vetta alpina.

Gli ex compagni di fuga del comasco vengono ripresi dal gruppo nel corso dell’ascesa, con Howard raggiunto a circa 1 km dallo scollinamento. Chi è interessato alla classifica dei gpm è Alexandr Foliforov, già in azione ieri e l’altro ieri; il russo della Gazprom-RusVelo si mette in prima posizione del gruppo, transitando per secondo ai 1748 metri slm. È di 2′ scarsi il margine di Orrico, che in discesa mostra qualche difficoltà ad impostare al meglio le curve.

All’inizio dell’ultima salita si conclude l’azione del lombardo
In gruppo si mette in prima posizione Caruso, che preferisce mettersi davanti per non correre rischi. Al termine della prima parte di declivio, ai meno 20 km, Orrico conserva ancora 1’45” di vantaggio. Il ricompattamento del Team Sky comporta che, nonostante l’ex Colpack non diminuisca il proprio incedere, il gap fra il battistrada e la prima parte del gruppo all’imbocco della salita conclusiva sia diminuito fino a 45″.

Dopo un’ultima trenata Boswell si sposta lasciando l’onere del lavoro a Phillip Deignan; l’irlandese effettua un cambiamento di ritmo che mettei in fila indiana quel che rimane del plotone e che riporta tutti su un bravissimo Orrico ai meno 7.4 km. Quando anche il marito d’arte (di Lizzie Armitstead) finisce di lavorare ai meno 6 km, ecco che è Kenny Elissonde la nuova pedina macina ritmo. La selezione da dietro provoca, tra gli altri, la perdita di contatto di Damiano Cunego (Nippo-Vini Fantini).

Ci prova Carthy, Landa porta via un terzetto
La processione targata Sky termina ai meno 5 km quando, in contemporanea con l’inizio del tratto duro, attacca Hugh Carthy; il miglior giovane della corsa viene ben marcato da Mikel Landa e Dario Cataldo, con Domenico Pozzovivo, Thibaut Pinot e Geraint Thomas che si riportano di lì a breve. Giusto una manciata di secondi in più il tempo che ci mettono Michele Scarponi, Davide Formolo, Pierre Rolland e Emanuel Buchmann.

300 metri più tardi, ai meno 4.7 km, accelerazione secca di Landa; il basco viene tenuto dai soli Cataldo e Pozzovivo, che gli si appiccicano a ruota. Il terzetto diventa coppia ai meno 4.3 km perché, a seguito di un cambio di ritmo di Pozzovivo, Cataldo non ce la fa; l’abruzzese attende quindi i primi inseguitori (dai quali Pinot ha provato senza esito un allungo) per mettersi a disposizione di Scarponi.

Che sparata di Thomas! Rientra sui due al comando
Tra i due di testa la mole di lavoro va sulle spalle del lucano, con il basco che, sfruttando la presenza di Thomas nella dozzina di elementi alle loro spalle, approfitta per rifiatare. Ai meno 3500 metri il margine si fa interessante, perché raggiunge quota 20″. Le energie di Cataldo terminano ai meno 2 km, con il teatino che si sposta. Capitan Scarponi prova a muovere le acque con un cambio di ritmo ma non fa la differenza. Discorso identico per un tentativo di Formolo, con Thomas primo ad andare a riassorbirlo.

Ben diverso è quanto lo stesso Thomas mette in scena poco prima dell’arco dell’ultimo km. Il gallese allunga, con un attacco secco; Pinot e Rolland provano a riacciuffarlo. Ma la speranza dei due francesi è vana. Perché l’ex pistard rientra sui due al comando ai meno 500 metri e, poco prima di una svolta a sinistra ai meno 300 metri, si pone in prima posizione, imboccando il rettilineo finale al 6% di pendenza media.

Vittoria del gallese, secondo il basco
Il povero Pozzovivo non può nulla contro la tenaglia del Team Sky, con Thomas che si invola verso il traguardo e Landa a fargli da guardiaspalle. Seconda vittoria stagionale per G, dopo la superba prestazione di Pomarance alla Tirreno; e segnali di vita per Mikel Landa, che quasi lo appaia nell’oltrepassare la linea bianca. I due, per il Giro d’Italia, vogliono esserci; potenzialmente nessuna coppia vale a livello qualitativo questa, formata dal gallese alla, prima chiamata da leader, e dal basco, che vuole dimostrare di poter essere un contender assoluto.

Il bravo Domenico Pozzovivo (AG2R La Mondiale) ha colto un bel terzo posto a 4″ dai due avversari. Quindi, a seguire, a 13″ è giunta la coppia transalpina composta da Pierre Rolland (Cannondale-Drapac) e Thibaut Pinot (FDJ), che oggi non ha destato una grandissima impressione. A 15″ hanno terminato il sempre sottovalutato tedesco Emanuel Buchmann (Bora-Hansgrohe), il sorprendente Danilo Celano (Nazionale italiana), Damiano Caruso (BMC Racing Team), Davide Formolo (Cannondale-Drapac), il britannico Hugh Carthy (Cannondale-Drapac) e Michele Scarponi (Astana Pro Team).

Dennis crolla, Thomas nuovo leader
20″ il ritardo di Hubert Dupont mentre a 23″ e 27″ sono giunti Egan Bernal e Rodolfo Torres, oggi non riusciti a tenere le ruote dei migliori. Decisamente deludente Rohan Dennis: il vincitore di ieri, che vuol far classifica al Giro, ha vissuto una giornataccia. Per lui un 41° posto a 4’15” dal vincitore. Inutile dire che, alla Corsa Rosa, con un rendimento simile non va da nessuna parte.

Con la vittoria odierna Thomas conquista la maglia ciclamino di capoclassifica; il gallese guida con 16″ su Pozzovivo, 19″ su Pinot, 21″ su Scarponi, 31″ su Formolo e 36″ su Landa. Domani appuntamento con la Bolzano-Cles di 165.3 km, con la Forcella di Brez ultima salita prima del consueto finale ondulato nella Val di Non.

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