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Giro-Tour 2017: La corsa rosa vince al fotofinish, ma con merito. 13-12!

Quest’anno ci piace giocare, e mettere a confronto giorno per giorno le due grandi corse a tappe del calendario internazionale. Dopo alcuni elementi preliminari, andremo a valutare di frazione in frazione quale sia stata più bella, intrigante, divertente, meritevole. E alla fine (ma anche a “gara” in corso) tireremo le somme. Chi vincerà?

Giro d'ItaliaTour de FranceRisultato
HypeL'edizione numero 100, una partecipazione che da anni non si vedeva, Quintana con l'obiettivo della doppietta col Tour, un'internazionalità ormai indiscussa: il Giro cresce tanto nelle attese del pubblico mondialeIl "solito" Tour, sempre la corsa più importante del mondo, ma con uno spartito che non offre grandi novità. Ok, Froome all'inseguimento della quarta perla, Quintana a sfidarlo, gli altri ad agitarsi intorno. E poi?1-0
StartlistTanti nomi al via della corsa rosa, come non se ne vedevano da anni. Quintana la stella, Nibali il padrone di casa nonché campione uscente, gli olandesi (Dumoulin, Kruijswijk, Mollema) a fungere da guastatori. Buon parterre anche se non il topA parte Nibali e Dumoulin, ci sono praticamente tutti. Come al solito la Grande Boucle è il meglio del meglio in tal senso1-1
AvvicinamentoTremenda la vigilia del Giro, col ricordo della morte di Michele Scarponi ancora troppo vicino; e due corridori della Bardiani fatti fuori dall'antidoping il giorno prima del viaTutto tranquillo, a parte la positività di Cardoso che incrina il clima di festa. Lo incrina ma non troppo, arrivando con qualche giorno d'anticipo sullo start1-2
PresentazioneLa bellezza della Sardegna a fare da sfondo alla passerella delle squadre, unita al calore di un foltissimo pubblico: un mix ineguagliabileTanta gente e la simpatia del mitico Jens "TheJensie" Voigt nel ruolo di officiante, ma il panorama dell'anonima Düsseldorf non buca lo schermo2-2
1a tappaBei paesaggi, sole e mare da favola, ma tappa sonnacchiosa, risvegliata solo dal colpaccio a sorpresa di Pöstlberger a Olbia. Fosse il National Geographic, saremmo a posto, ma è ciclismoNella pioggia e nel grigiore tedesco, il Tour si avvia mettendo subito i big uno di fronte all'altro nella crono di Düsseldorf. Valverde rotto e ritirato, Froome che già distanzia i rivali, Thomas in giallo: pathos a tutto andare2-3
2a tappaSi attende il vento ma è contrario, la frazione di Tortolì ne risente e risulta noiosetta. Volata di Greipel a parte, ovviamenteAncora pioggia verso Liegi, e cadute che coinvolgono i big e accendono gran tensione in gara. Finale a inseguimento, sprint incerto, in definitiva ultimi 30 km davvero vibranti2-4
3a tappaLa parola "ventagli" è già di per sé sinonimo di spettacolo: il finale di Cagliari con un grande Jungels e la vittoria di Gaviria a coronare il grande sparpaglìo degli ultimi chilometri merita senz'altro il puntoTappa che si anima lontano dal traguardo, anche se con seconde linee. Nel finale di Longwy mettono il muso davanti Porte e Contador, poi l'epilogo è in volata con un Sagan super, ma il tutto non configura situazioni eccezionali3-4
4a tappaAspettavamo tutti un grande spettacolo sull'Etna, e invece niente: vento contrario, i big tutti appallati, e il primo arrivo in quota del Giro è di fatto neutralizzato. Meritata vittoria di tappa al fuggitivo PolancAl contrario della corrispondente tappa del Giro, la quarta del Tour mantiene molto più di quel che promette: a Vittel vince Démare ma è il meno, Sagan viene espulso dopo un contatto in volata con Cavendish (ritirato e fratturato), e polemiche a non finire. Uno di quegli episodi di cui si parlerà per anni!3-5
5a tappaSolita fuga di supercomprimari, bella volata di Fernando Gaviria a Messina; e in mezzo una possibile copertina del nostro speciale di fine 2017 "Un anno di CicloTrash", con Luka Pibernik che sbaglia tutto, si dimentica che c'è un altro giro di circuito da fare, ed esulta senza motivo. Ghignate a go-go, ma ciclisticamente le imprese sono altre...Primo arrivo in salita del Tour 2017, prima impresa di Fabio Aru alla Grande Boucle, un attacco fulminante che manda fuori giri la Sky e permette al sardo di issarsi tra i favoriti della generale. Froome si prende la maglia gialla, qualcuno patisce, qualcuno emerge: bei numeri a La Planche des Belles Filles, e altro punto per la corsa francese3-6
6a tappaL'arrivo di Terme Luigiane si presterebbe a qualche colpo di mano ma tra i big non succede niente. In compenso la fuga non è male, e l'epilogo della stessa è abbastanza palpitante, con la sorprendente vittoria di Silvan Dillier su Jasper StuyvenA Troyes c'è una volata di tutto rispetto (vince Marcel Kittel). Prima di Troyes non c'è praticamente nulla. Tappa in perfetto stile old Tour, da tempi di JM Leblanc: non ne sentivamo la mancanza4-6
7a tappaDovendo scegliere tra due volate, si può optare per diversi aspetti. Uno può essere il paesaggio, e la Valle d'Itria, e l'arrivo di Alberobello, hanno pochi eguali. E poi la bellezza in sé della volata, e quella della settima tappa del Giro è davvero molto bella. Vince Caleb Ewan, la corsa rosa fa un altro puntoCi si aspettano dei ventagli, ma forse è solo l'illudersi di chi sa che arriverà a un passo dal suicidio per la noia. Sulla strada per Nuits-Saint-Georges non succede nulla; tutto capita nell'ultimo... centimetro. Marcel Kittel batte Edvald Boasson Hagen a un infinitesimale fotofinish. Il Tour, troppo uguale giorno dopo giorno, perde colpi rispetto al Giro5-6
8a tappaMolto bella la tappa di Peschici, gli scenari del Gargano lasciano senza parole il pubblico di tutta Europa, e lo svolgimento è quantomai spettacolare, con vittoria di Gorka Izagirre dopo incredibile caduta di Valerio Conti a un passo dalla metaFrazione tirata a tutta verso Station des Rousses, andatura altissima e fuga enorme da cui prende le mosse una continua selezione davanti, fino alla stoccata vincente di Lilian Calméjane. Il gruppo non respira un attimo, giornata pesante che avrà ripercussioni a livello di energie. Lotta difficile con la corrispondente tappa del Giro e vittoria ai punti...5-7
9a tappaDopo il no contest dell'Etna, il durissimo Blockhaus separa il grano dal loglio, e offre a Nairo Quintana l'occasione di mettere un bel punto esclamativo sul Giro. Una moto della polizia è coinvolta in una maxicaduta ai piedi della salita, con mezza Sky coinvolta, a partire dai capitani Geraint Thomas e Mikel Landa; giù anche Adam Yates, la classifica si allunga inesorabilmente con Nairo in rosa. Bella tappa, quasi campaleNel secondo giorno sul Giura il Tour de France vive momenti di altissimo pathos, prima gli attacchi di squadra dell'AG2R, poi lo scontro tra i big sul Mont du Chat, le cadute in discesa, l'assalto all'arma bianca di Romain Bardet, l'inseguimento nel fondovalle verso Chambéry, l'esito al fotofinish con Rigoberto Urán a precedere di pochissimo Warren Barguil. Fabio Aru sempre nel vivo dell'azione, e Tour de France che offre una giornata memorabile. Punto giallo!5-8
10a tappaLa bella crono del Sagrantino riapre il Giro lanciando Tom Dumoulin in maglia rosa: l'olandese pone qui le basi per un gran prosieguo, ma allo stesso tempo i suoi avversari saranno obbligati ad attaccarlo in lungo e in largo, e ciò fa prevedere grande spettacolo!Un'altra volata al Tour. A Bergerac vince ancora Marcel Kittel, lui è fortissimo, ma il copione inizia a essere ripetitivo...6-8
11a tappaUna grande battaglia nella tappa appenninica, non sposta molto in classifica ma regala ore di divertimento al pubblico. E alla fine a Bagno di Romagna sul filo di lana si impone un felicissimo Omar FraileOnori a Maciej Bodnar che resiste fino al rettilineo finale prima di essere ripreso, ma per il resto: ancora una tappa in gran parte monotona. E a Pau vince di nuovo Kittel: neanche su questo piano c'è aria di novità7-8
12a tappaDopo gli Appennini si torna a sprintare, e in quel di Reggio Emilia si impone alla grande ancora Fernando Gaviria su Jakub Mareczko. Nulla di particolare da segnalare a parte la volataApproccio ai Pirenei, qualcuno soffre, qualcuno trena tutto il giorno (la Sky), qualcuno colpisce nel finale di Peyragudes. Romain Bardet conquista la tappa, Fabio Aru butta giù Chris Froome dal trono giallo: risultati importanti per il nono punto del Tour7-9
13a tappaLa tanto criticata "due giorni veloce" in mezzo alla seconda settimana del Giro si conclude a Tortona con il secondo sprint di fila; e per il secondo giorno di fila, vince Fernando Gaviria. Nulla che non si fosse già vistoLa minitappa pirenaica viene incendiata da Contador e Landa, Quintana è bravo a inserirsi e a rientrare in classifica, alla fine vince con gran merito Warren Barguil, mentre Aru difende la maglia gialla. Un giorno a manetta, tutto molto divertente (cit.)7-10
14a tappaFrazione simil-Vuelta che rispetta quanto era nelle attese: la corsa si infiamma solo alla fine, ma volano sganassoni tra i big. Quintana attacca, ma poi subisce il ritorno di un sublime Tom Dumoulin che va a vincere rafforzando la sua maglia rosa (e valendo, con la sua azione, il punto al Giro). Chapeau all'olandese!Lo spettacolo c'è e anche qui è concentrato nel finale in stile classiche (uno dei pochissimi del Tour 2017). Bella affermazione di Michael Matthews, ma la lotta tra uomini di classifica (che pure non manca) resta quasi fuori campo. Comunque Froome si riprende la gialla8-10
15a tappaTappa corsa a ritmo vertiginoso, manca qualche salita per farla sembrare più simile a un Lombardia, non manca la velocità, e i gli uomini di classifica staccano tutti e arrivano in gruppetto. Si impone Bob Jungels, a sigillo di un gran Giro da parte del lussemburghese. Nessun problema per Dumoulin, protagonista anche del "beau geste" nei confronti di Quintana, atteso dopo una mezza caduta in discesaLa fuga del giorno va per la sua strada e alla fine a festeggiare è Bauke Mollema. Il pathos maggiore è invece dietro, tra i big che battagliano con la squadra di Bardet all'attacco, Froome che ha un problema meccanico, si ferma, cambia ruota, riparte, rimonta (aiutato da una grande Sky), si salva. Altissima tensione per una tappa di quasi-montagna. Il punto se lo aggiudica il Tour, è una volata con la corrispondente tappa del Giro, ma vinta abbastanza nettamente8-11
16a tappaPer certi versi indimenticabile la tappa del Mortirolo più il doppio Stelvio: la sosta-wc della maglia rosa Tom Dumoulin sull'UmbrailPass, la sua rimonta, l'attacco di Vincenzo Nibali con Nairo Quintana, la discesa a perdifiato dello Squalo verso Bormio, la sua vittoria finale, l'illusione di poter ribaltare la corsa: uno dei giorni destinati a restare nella memoria ciclistica di questo 2017Non sono ancora Alpi, ma al Tour non si perde tempo, si va veloce verso Romans-sur-Isère, la Sunweb di Michael Matthews rende la corsa durissima (e viene poi premiata dalla vittoria di Bling), nell'attesa dei ventagli che nel finale mettono quel quid di pepe in più. Grande spettacolo, per essere una giornata interlocutoria; ma non all'altezza delle grandi montagne della corsa rosa9-11
17a tappaFrazione interlocutoria tra le grandi montagne, e allora spazio alla fuga e memorabile affermazione di un felicissimo Pierre Rolland a Canazei. Però quell'"interlocutoria" pesa nella valutazionePenultimo appuntamento con le salite, si scalano vette mitiche del ciclismo ma ciò non toglie che il successo a Serre Chevalier arrida a un fuggitivo (Primoz Roglic). Gli uomini di classifica si danno battaglia per qualche chilometro in cima al Galibier. Aru resta staccato, e insegue poi senza fortuna nella discesa conclusiva. Spettacolo scarsino (incrementato dall'azione di Contador dalla distanza), ma qualche contenuto tecnico c'è. E vale il punto alla Boucle9-12
18a tappaIl tappone dolomitico non ha un percorso difficile come in altre edizioni del Giro, ma è pur sempre un bel salire&scendere per le montagne più belle d'Italia. A Ortisei vince il fuggitivo Tejay Van Garderen, Quintana e Nibali provano ad attaccare Dumoulin dalla distanza ma l'olandese risponde alla grande, e il finale è poi ad alta tensione con tatticismo esasperato tra i tre e accuse post-tappa da parte della maglia rosa: grande pathos, dentro e fuori la corsaLa montagna più attesa del Tour è l'Izoard, ma l'epilogo - al di là della bella vittoria dello scatenato Warren Barguil in cima alla Casse Deserte - è grandemente deludente: gli avversari di Froome non riescono a fargli neanche il solletico, lui mette in cassaforte tre quarti di Tour, ma lo spettacolo latita un po' troppo, accendendosi solo negli ultimi 3-4 km. Troppo poco, troppo tardi10-12
19a tappaSuccede di tutto già lontanissimo dall'arrivo di Piancavallo, con Dumoulin messo in difficoltà dai suoi stessi compagni, che per sbaglio rompono il gruppo nella discesa di Cima Sappada. Sarà un faticoso inseguimento per la maglia rosa, che poi pagherà gli sforzi sulla salita finale, dove si staccherà e cederà la leadership a Nairo Quintana. Ma gli avversari di Tom non riescono a dargli il colpo di grazia. La vittoria di tappa, meritatissima, va alla maglia azzurra Mikel LandaUna frazione del tutto priva di significato, a parte per quei 20 uomini andati in fuga verso Salon-de-Provence e regolati nel finale da un incontenibile Edvald Boasson Hagen. Un terz'ultimo giorno di Tour che non si ricordava tanto moscio da un'era geologica almeno11-12
20a tappaTutti contro tutti o quasi, nell'ultima frazione di montagna del Giro. Il percorso non è dei migliori, il Grappa è affrontato da un versante non eccessivamente duro, e l'ascesa di Foza è pedalabile. Nonostante ciò, Dumoulin viene ancora attaccato da Quintana e Nibali (e non solo), ma trova alleanze preziose e limita i danni. L'inseguimento tra l'olandese e i suoi rivali sull'altopiano di Asiago è a dir poco palpitante. Il successo di giornata premia il bravo Thibaut PinotLa crono di Marsiglia, vinta da Maciej Bodnar, non regala grosse sorprese: Chris Froome è autore di un'eccellente prova, blinda la sua maglia gialla e assiste alla sfida per il secondo posto, che viene vinta da Rigoberto Urán su Romain Bardet e Mikel Landa. Più una tappa da assestamenti che da ribaltoni, come peraltro era ampiamente prevedibile12-12
21a tappaCronometro a fungere da non consuetissima chiusura, e utile - anzi fondamentale! - per Tom Dumoulin e per permettergli di scavalcare Nairo Quintana. Emozioni fino all'ultimo metro al Giro, l'olandese vince sul colombiano, Vincenzo Nibali è meritevole terzo. Punto finale e vincente alla corsa rosa!La solita passerella parigina, che non aggiunge praticamente nulla alla Grande Boucle. Un'abitudine che continuiamo a non comprendere (non si capisce perché una corsa di 21 tappe debba in realtà constare di sole 20, più una kermesse). Riprovaci l'anno prossimo, Tour!13-12