Vincenzo Nibali si volta per controllare Chris Froome alla Vuelta a España 2017 © Bettiniphoto
Vincenzo Nibali si volta per controllare Chris Froome alla Vuelta a España 2017 © Bettiniphoto

Froome vs Nibali nei cinque giorni della verità

Vuelta a España, il punto alla vigilia dell’ultima settimana. Il britannico sembra imbattibile, l’italiano punta a ribaltare le gerarchie

Alla vigilia dell’ultima tappa dello scorso Giro d’Italia ben quattro corridori erano racchiusi in meno di un minuto: Tom Dumoulin, Vincenzo Nibali, Nairo Quintana e Thibaut Pinot. Situazione analoga anche al recente Tour de France con Christopher Froome, Fabio Aru, Rigoberto Uran e Romain Bardet racchiusi in un fazzoletto di 29″ al secondo giorno di riposo. Lo stesso però non lo possiamo dire alla vigilia dell’ultima settimana della Vuelta a España perché Christopher Froome guida con 1’01” su Vincenzo Nibali ed addirittura 2’08” su Ilnur Zakarin.

Nell’ultimo grande giro della stagione la lotta per la maglia rossa sembra proprio essere una sfida a due tra il britannico e l’italiano perché è difficile immaginare che tra i due contendenti alla vittoria finale si possa inserire qualcun altro. Pur essendo presenti in top ten passati vincitori della prova come Fabio Aru e Alberto Contador, un giovane rampante come Miguel Ángel López o il solido russo Ilnur Zakarin, alla cerca del primo podio in un grande giro.

Diversamente dal keniano bianco e dal siciliano, però, gli atleti sopramenzionati non sono stati costanti nelle due settimane sinora affrontate, motivo per cui la lotta per la maglia rossa pare ristretta ai primi due della generale. Analizziamo, quindi, il loro momento in vista anche di quello che potrà accadere nelle prossime cinque tappe decisive.

Christopher Froome, colui che sembra invulnerabile. Così come la sua squadra
Il corridore del Team Sky era partito da Nîmes con l’obiettivo di centrare la doppietta Tour e Vuelta nella stessa stagione; impresa riuscita solamente a Jacques Anquetil e Bernard Hinault. A sei tappe dal termine tale speranza si fa sempre più concreta. È sicuramente lui il favorito numero uno per la vittoria finale. E non solo perché è in testa con 1’01” su Nibali; sinora è parso inattaccabile come al Tour de France.

Nelle prime due settimane di corsa solo Contador e Nibali hanno cercato di metterlo seriamente in difficoltà, provandoci anche da lontano; le loro azioni sono però state spente dal Team Sky o da Froome stesso. Trovare fin qui momenti di crisi del britannico risulta assai complicato dato che, quando non risponde alle altrui accelerazioni, si riporta sotto in un secondo momento. E proprio in questa prima parte di Vuelta non solo ha mostrato a tutti la sua abilità nel saper rientrare con facilità; si è infatti distinto per una condotta lucida, senza mai perdere la calma quando è stato attaccato in salita. Se il capitano del Team Sky finora è stato invulnerabile, la stessa cosa la si può dire anche per la sua squadra.

Gli atleti della compagine britannica, a suon di ottiene prestazioni in salita, hanno smentito quei pochi critici che avevano mostrato perplessità. Se gli altri uomini di classifica sono sempre rimasti da soli nel finale, Froome è l’eccezione con Wout Poels, Mikel Nieve e Gianni Moscon a supportarlo anche sulle asperità più arcigne della corsa spagnola. Ad oggi, solo una grande crisi o un’impresa d’altri tempi potranno sovvertire il pronostico, che pende sempre più a favore del quattro volte vincitore del Tour de France.

Vincenzo Nibali, l’uomo della terza settimana al quale le imprese sono pane per i suoi denti
E appunto le imprese. Chi ama queste gesta è proprio Vincenzo Nibali, il rivale numero uno di Christopher Froome. Il siciliano realizzò qualcosa di impronosticabile al Giro 2016, quando a tre tappe dal termine si trovava in quarta posizione a 4’43” dalla maglia rosa. Con due veri e propri ribaltoni, a Risoul e a Sant’Anna di Vinadio, andò a vincere la sua seconda corsa rosa a distanza di tre anni.

Certo, due anni fa Esteban Chaves, Alejandro Valverde e Steven Kruijswijk non sembravano così invulnerabili come questo Froome; tuttavia quelle prestazioni dell’azzurro furono di primissimo piano, quasi al limite. Limiti che solitamente il messinese non ha mai avuto nell’ultima settimana di un grande giro; è proprio nella fase finale che il siciliano riesce ad esprimersi al meglio, come dimostrano le numerose vittorie ottenute nelle fasi finali di Giro, Tour e Vuelta.

E anche in questa ronda spagnola si è notato come Nibali nelle prime tappe pagasse caro il cambio di ritmo altrui; nelle ultime giornate la situazione è mutata, con proprio il trentaduenne impegnato in prima persona nel tentativo di rovesciare le carte in tavola. La condizione già buona può ovviamente migliorare ancora di più nei prossimi giorni, quelli decisivi per sancire il nome del vincitore della Vuelta.

Dalla crono pro Froome all’Angliru pro Nibali, ecco le cinque giornate conclusive
Qual è dunque il terreno di scontro fra i due? L’ultima settimana si apre con una cronometro individuale di 40.2 km a Logroño. La prova contro il tempo ovviamente sarà favorevole al britannico, il quale si attende di guadagnare almeno 1″ sull’avversario, di per sé niente affatto piantato in tale esercizio. Con tutte le difficoltà altimetriche degli ultimi giorni, dire che verrà apposto il sigillo definitivo è prematuro.

La tappa in cui lo Squalo invece potrà iniziare a provare la sua grande rimonta è quella di mercoledì, con il traguardo posto sull’Alto de los Machucos; una frazione con un finale scoppiettante che potrà regalare grandi colpi di scena con il Puerto de Alisas, un prima categoria di 10 km a soli 18 km dalla conclusione, e la salita finale di 7.3 km con un pendenza media dell’8.7%. L’obiettivo del giorno potrà essere quello di sfiancare gli uomini del Team Sky sulla penultima asperità per poi assistere ad un duello ad armi pari tra Froome e Nibali sulla salita finale

E prima della resa dei conti sul temutissimo Angliru ci saranno da affrontare due tappe che sulla carta sembrano delle classiche, vale a dire quelle che si concluderanno a Santo Toribio de Liébana e a Gijón. Se giovedì il traguardo è posto su un muro, venerdì vi è il terreno per provare a smuovere la situazione dalla lunga gittata, un po’ come fatto l’anno scorso da Contador e Quintana a Formigal.

Sabato la giornata clou di tutta la Vuelta, con l’arrivo sull’Angliru dopo aver scalato anche l’Alto de la Cobertoria e l’Alto del Cordal. Certamente questa può essere una ghiotta occasione per Vincenzo Nibali per conquistare il suo quinto grande giro della carriera. Anche se l’ultima volta che venne affrontato il “mostro” delle Asturie fu proprio indigesto al messinese; nel 2013 l’azzurro non riuscì a spodestare Chris Horner dalla sorprendente vetta della graduatoria. Come in quell’occasione, l’Angliru sarà sede d’arrivo della ventesima tappa; e chissà che anche sabato, come quattro anni fa, non ci sia un Chris in maglia rossa e un Vincenzo in agguato con l’obiettivo di strappargliela. Ancor più bello se, in quest’occasione, a sorridere in cima sarà un ragazzo proveniente dalla Sicilia.

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