Stephen Cummings vince la prima tappa del Giro della Toscana © Bettiniphoto
Stephen Cummings vince la prima tappa del Giro della Toscana © Bettiniphoto

Cummings, Pontedera è meglio di Bergen

Giro della Toscana, il britannico del Team Dimension Data, lasciato a casa dal Mondiale, batte Bernal, Backaert e un Nibali ancora pimpante

Già a priori la sua assenza nella nazionale britannica aveva fatto strabuzzare gli occhi. Senza Cavendish e Froome (e Thomas, gli Yates, Rowe…), la squadra di Sua Maestà aveva ottenuto a Bergen un sorprendente quinto posto con Ben Swift. Ma i dubbi sull’assenza di Stephen Cummings dalla selezione sono ulteriormente aumentati oggi, quando il corridore del Team Dimension Data si è imposto in uno sprint a quattro dopo essere stato bravo a rientrare sull’attacco di tre colleghi ben più giovani. Ai microfoni anche il professionista del Merseyside ha alimentato gli altrui dubbi, mostrandosi a sua volta stupito per la mancava convocazione. La sua rivincita, comunque, se l’è presa oggi.

Quattro in fuga, c’è anche Scartezzini
La prima delle due giornate del Giro della Toscana-Memorial Alfredo Martini prevede una frazione sostanzialmente pianeggiante, con un anello di 54.4 km attorno a Pontedera da ripetere per tre volte, a cui ne fa seguito un altro di 7.7 km da affrontare per altrettante tornate. Rispetto all’elenco dei partenti non ha preso il via il crossista Nicolas Samparisi (D’Amico Utensilnord). La corsa è subito combattuta, con un drappello di una ventina di elementi che prova ad involarsi (fra di loro anche Gasparotto e Vendrame); la Fortuneo-Oscaro, assente nel tentativo, riesce però prontamente a ricucire questa potenziale situazione pericolosa.

L’azione di giornata si forma attorno al km 8 e vede protagonisti quattro elementi. Vanno in avanscoperta l’israeliano Roy Goldstein (Israel Cycling Academy), l’austriaco Maximilian Kuen (Tirol Cycling Team), l’italiano Michele Scartezzini (Sangemini-MG.KVis) e lo spagnolo Josu Zabala (Caja Rural-Seguros RGA). Su di loro tentano di riportarsi anche Igor Boev (Gazprom-RusVelo) e Umberto Orsini (Bardiani CSF), ma il russo e il corridore di casa (è pisano di Santa Croce sull’Arno) mancano il riaggancio.

Il gruppo controlla e qualcuno prova il contrattacco
I quattro vengono così lasciati andare dal gruppo, che rimane comunque ad una distanza di ampia tranquillità. Il gap non supererà infatti mai i 3′, in una prima ora condotta a 40.5 km/h di media. A stazionare nelle prime posizioni del gruppo è il Team Dimension Data di Mark Cavendish, intenzionato a disputare la volata sulle strade per lui abituali. Il quartetto diventa trio poco dopo metà percorso, dato che l’israeliano Goldstein non riesce più a tenere le ruote degli avversari, staccandosi irrimediabilmente e venendo presto riassorbito dal gruppo.

Anche Nippo-Vini Fantini e Wilier Triestina-Selle Italia vanno a dar manforte ai sudafricani, e il distacco degli attaccanti scende sotto i 60″ ai meno 60 km dal traguardo. Si fa vedere anche la Bardiani CSF, e presto si capisce il motivo: va infatti in avanscoperta Alessandro Tonelli, ma la sua azione dura poco. Ben più significativa il tentativo delle altre tre Professional tricolori, che mandano all’attacco Iuri Filosi (Nippo-Vini Fantini), Ilia Koshevoy (Wilier Triestina-Selle Italia) e Fausto Masnada (Androni Giocattoli).

Fuga ripresa e Nibali si muove. Con lui partono in tre
Il terzetto parte a circa 50 km dal traguardo, va a riprendere e a staccare il da poco distanziato Scartezzini, e si riuniscono con i superstiti Kuen e Zabala. Il neocostituitosi quintetto ha vita brevissima perché viene annullato dal gruppo. E non è tutto, perché poco prima del cartello dei meno 40 km, ai piedi di uno strappetto allungano in tre. E si tratta di nomi pesanti come il belga Frederik Backaert (Wanty-Groupe Gobert), il colombiano Egan Bernal (Androni Giocattoli) e soprattutto Vincenzo Nibali (Bahrain Merida).

Il messinese, al rientro alle competizioni dopo il problema occorsogli nella penultima tappa della Vuelta a España, è l’iniziatore del tentativo, con Backaert unico capace di tenerlo, mentre Bernal rientra proprio allo scollinamento. Al trio si aggiunge, in discesa, anche una vecchia volpe come il britannico Stephen Cummings (Team Dimension Data). Nibali mostra subito una bella gamba in vista del suo grande obiettivo delle prossime due settimane, vale a dire Il Lombardia, e collabora fattivamente con gli altri tre per la buona riuscita del tentativo. Che prende piede, se è vero che ai meno 30 km il loro vantaggio sulla prima parte del gruppo è di 25″.

La UAE Team Emirates prova a ricucire, invano
Nel quartetto nessuno salta un cambio, e così il margine sul primo gruppo inseguitore cresce sempre più. All’inizio dei 23.1 km del totalmente pianeggiante circuito conclusivo solo 20″ separano il quartetto e gli altri, dove è la UAE Team Emirates a tirare con lo stagista Alexandr Riabushenko e soprattutto con Filippo Ganna. Ma il passistone verbanese, costretto a lunghe trenate solitarie, poco può contro quattro pimpanti attaccanti decisamente collaborativi.

Il ritardo cresce ancora tanto che, ai meno 10 km, supera quota 50″. Caja Rural-Seguros RGA, Fortuneo-Oscaro e Gazprom-RusVelo si decidono, finalmente, a contribuire al lavoro. Ma ormai è troppo tardi, e i quattro battistrada, entrati negli ultimi 2 km con 35″ dalla loro, iniziano a marcarsi. Bernal accende le polveri con un attacco, ma il talento colombiano non va da nessuna parte. Si entra così nel lungo rettilineo finale con Cummings, Nibali, Bernal e Backaert in quest’ordine.

È volata, e a vincere è Cummings: terzo successo per lui in una stagione sfortunata
La volata viene lanciata da Backaert attorno ai meno 250 metri dal termine. Il belga si sposta dalla sinistra alla destra della carreggiata, venendo imitato dal solo Nibali. Gli altri due rimangono invece sul lato opposto. E, a posteriori, la loro scelte si rivela corretta. A tagliare per primo il traguardo è Stephen Cummings, uno dei tanti britannici di Quarrata, che riesce a cogliere il terzo successo di una stagione decisamente tribolata.

Il trentaseienne si era infatti gravemente infortunato ad inizio aprile alla Vuelta al País Vasco, rientrando alle competizioni solamente a fine giugno ai campionati nazionali, conquistandoli entrambi. E dopo il Tour de France, portato comunque a termine, si è dovuto fermare per una doppia frattura vertebrale patita alla Grande Boucle.

Battuti Bernal, Backaert e Nibali. A Colbrelli la volata del gruppo
Oggi, per lui, una bella soddisfazione, ottenuta sopravanzando di circa mezza bicicletta il sempre meno sorprendente Egan Bernal. Terzo posto per Frederik Backaert, uno che nelle classiche del pavé è spesso protagonista (seppur con poca sagacia tattica) in fuga. Quarto Vincenzo Nibali che, come detto, non può che guardare con ottimismo ai prossimi appuntamenti. Il gruppo è giunto a 12″ ed è stato regolato da un altro Bahrain Merida, ossia Sonny Colbrelli. Lo seguono Andrea Pasqualon (Wanty-Groupe Gobert), Marko Kump (UAE Team Emirates), Armindo Fonseca (Fortuneo-Oscaro), Francesco Gavazzi (Androni Giocattoli) e Marco Canola (Nippo-Vini Fantini).

La tappa odierna ha provocato due sconfitti in chiave classifica generale, entrambi della UAE Team Emirates. Se Darwin Atapuma ha pagato un ritardo di 3′ (come Damiano Cunego), ancora peggio ha fatto Louis Meintjes, che ha lasciato sul terreno 6’40”. Nel suo drappello anche Igor Antón e Francesco Manuel Bongiorno.

Domani secondo e ultimo appuntamento con la prova toscana. Da Lajatico, comune di provenienza del tenore Andrea Bocelli, si giungerà nella arcinota Volterra. Sono 165.1 i km da percorrere, con due ascese verso la cittadina etrusca. Giornata per corridori bravi in salita, e dunque probabile nuova sfida fra Bernal e Nibali.

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