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Ciclodonne, si cresce: lo dice anche il calendario

La vittoria di Marta Bastianelli al GP Beghelli © Bettiniphoto

Analizziamo date e appuntamenti 2018 del ciclismo femminile: il movimento è in espansione, nascono nuove corse, tornano alcune delle vecchie

Le due gare italiane dello scorso fine settimana, il Giro dell’Emilia vinto da Tatiana Guderzo e il Gran Premio Bruno Beghelli conquistato da Marta Bastianelli, hanno segnato di fatto la fine della stagione del ciclismo femminile e possiamo quindi cogliere l’occasione per iniziare ad analizzare ciò che ci aspetterà nel 2018: dopo le anticipazioni arrivate già nel mese di giugno sul nuovo Women’s World Tour, come di consueto durante la settimana dei Campionati del Mondo l’UCI ha pubblicato tutti i calendari delle corse su strada per la prossima stagione e tra le donne troviamo molto conferme e alcune novità su cui vale la pena soffermarsi. A dire il vero, qualcosa andrebbe già detto del finire del 2017: è stata infatti confermata la presenza nel calendario internazionale della Vuelta a Colombia Femenina Oro y Paz nel mese di ottobre (24-29), una bella prima volta per la corsa sudamericana.

Per quanto riguarda l’annata 2018 vera e propria, l’inizio sarà in Australia con il Santos Women’s Tour dall’11 al 14 gennaio: la corsa è stata promossa alla categoria 2.1 e punta ad attirare al via una campo partenti più prestigioso che in passato, sfruttando anche la presenza della Cadel Evans Great Ocean Road Race il 27 gennaio (anche qui con salto a 1.1) e poi la novità della due giorni del Women’s Herald Sun Tour andando a creare quasi un mese intenso di corse per chi vuole iniziare la stagione al caldo dall’altra parte del mondo.

Per chi invece preferisce iniziare con una trasferta più breve e forse anche meno impegnativa dal punto di vista economico, ma senza lanciarsi subito sul pavé e sui muri dell’Omloop Het Nieuwsblad, nascerà un’interessante alternativa: dal 15 al 17 febbraio in Turchia è in programma il Tour of Eftalia Hotels & Velo Alanya, una breve gara a tappe di categoria 2.2. La zona del sud della Turchia è molto apprezzata dalle nazioni dell’est Europa o comunque dell’area ex sovietica come sede per i ritiri di preparazione visto il clima favorevole: nel periodo di febbraio, vista l’alta concentrazione di atlete e atleti, capitava anche che si disputassero alcune gare improvvisate come sorta di allenamento e per il 2018 l’intenzione è di far diventare le corse un po’ più serie.

 

Il Women’s World Tour e le classiche italiane
La terza edizione del Women’s World Tour prenderà il via sabato 3 marzo dall’Italia con la bellissima Strade Bianche, gara sempre più apprezzata e diventata ormai una vera e propria classica nonostante la storia molto recente. Il weekend successivo si volerà in Olanda per la Ronde van Drenthe e poi ancora Italia con il Trofeo Alfredo Binda di Cittiglio: rispetto all’anno scorso, in mezzo alle due gare italiane non ci sarà più la Setmana Valenciana che invece è stata posticipata al 22-25 marzo, una posizione che significa sovrapposizione con due gare del Women’s World Tour contro l’una sola di quest’anno.

Dove però il movimento è molto più attivo a livello di corse, ma forse meno come atlete, è senza dubbio il Belgio: da un lato spariscono il Le Samyn des Dames e la Pajot Hills Classic, dall’altro c’è l’introduzione della gara di un giorno legata alla Tre Giorni di La Panne che subito è stata inserita nel calendario Women’s World Tour ad anticipare di pochi giorni la Gent-Wevelgem; ad aprile poi ci sarà anche la versione femminile della Freccia del Brabante mentre nel resto del calendario sono comparse altre due gare di un giorno internazionali di categoria 1.2.

Tra fine aprile ed il mese di maggio ci saranno alcune modifiche al calendario, con un chiaro intento dell’Unione Ciclistica Internazionale di rendere più lineare e completo il calendario del Women’s World Tour. Se l’anno scorso l’Amgen Tour of California ed il Tour of Chongming Island erano estremamente vicini tanto che solo tre squadre hanno doppiato l’impegno (Astana, Cylance e Wiggle), quest’anno le cose cambieranno: la corsa cinese è infatti stata anticipata al 26-28 aprile subito dopo il trittico delle Ardenne. Così facendo soffriranno il GP Liberazione (1.2, 25 aprile), il Gracia Orlova (2.2, 26-29) e il Festival Elsy Jacobs (2.1, 27-29): le squadre con i mezzi per sostenere una doppia attività non avranno che l’imbarazzo della scelta.

Sempre in questo periodo c’è la crescita del Tour de Yorkshire che passa da uno a due giorni di gara ma soprattutto, finalmente verrebbe da dire, dopo due anni di lotta e di polemiche all’Emakumeen Bira è stato giustamente riconosciuto lo status di corsa del Women’s World Tour perché va bene appoggiare e dare sostegno alle nuove corse di organizzatori importanti, ma non si può trascurare chi per anni (per l’Emakumeen Bira l’anno prossimo sono 31) ha mandato avanti la baracca. Attenzione, dopo un anno di stop prova a tornare anche la corsa di Philadelphia con il nome di Independence Cycling Classic: l’organizzazione è la stessa del passato, ma si partirà dalla categoria 1.1 per valutare in seguito una possibile crescita.

 

Il Giro Rosa segue il Tour maschile e si sposta in avanti
Nella seconda metà della stagione molte corse maschili sono state spostate in avanti di una settimana: tutto nasce dal Tour de France che è stato avanzato per non andare a sovrapporsi troppo ai Campionati del Mondo di calcio che altrimenti avrebbero monopolizzato tutte le attenzioni sportive. Di conseguenza anche alcune corse femminili si sono adeguate: ad iniziare dal Giro Rosa che si correrà dal 6 al 15 di luglio interamente nel nord Italia partendo dal Piemonte; il cambio di data può essere una buona notizia per quelle atlete che dovranno sostenere anche l’esame di maturità proprio in quel periodo.

Novità anche per quanto riguarda La Course by Le Tour de France che dovrebbe essere di nuovo abbinata ad una tappa di montagna della Grande Boucle maschile: la gara femminile non sarà il giovedì della terza settimana come avvenuto quest’anno, bensì il martedì della seconda che, secondo le indiscrezioni, dovrebbe proporre una frazione dura nella zona di Le Grand-Bornand. Per saperne di più bisognerà aspettare la presentazione del tracciato del Tour de France a metà ottobre: alcune voci non escludono anche che quel martedì possa essere in realtà una giornata di riposo per gli uomini con le donne che si sfiderebbero quindi sul percorso del giorno successivo ottenendo però una migliore visibilità sui media.

 

Il ritorno di Route de France e Trophée d’Or apre l’ultima fase di stagione
Nel finale di stagione bisogna registrare soprattutto i graditissimi ritorni della Route de France e del Trophée d’Or, le cui assenze hanno causato quest’anno un terribile buco nel calendario internazionale nel mese di agosto. Certo, essere presente ora nella lista delle gare internazionali vuol dire poco sull’effettivo svolgimento della corsa stessa, ma se non altro si manifesta l’intenzione di provare ad organizzarla: la Route de France dovrà purtroppo fare i conti con la sfortunata concomitanza dei Campionati Europei su strada di Glasgow in Scozia.

Ad inizio settembre ci sarà come sempre un gran pienone con ben quattro gare a tappe racchiuse nello spazio di pochi giorni: il Boels Ladies Tour aprirà le danze, Lotto Belgium Tour, Tour de l’Ardèche e Giro della Toscana invece forzeranno le squadre a scegliere oppure a fare una doppia attività. E per fortuna da questa mischia si tira fuori almeno per un anno la Madrid Challenge by La Vuelta: lo spostamento di una settimana della massima gara a tappe iberica significa che la giornata conclusiva a Madrid non sarà il 9 settembre ma il 16.

Per la gara su strada dei Campionati del Mondo di Innsbruck le scalatrici hanno già segnato sul calendario la data del 29 settembre ma dopo l’assegnazione della maglia iridata ci sarà ancora spazio per una prova del Women’s World Tour: il 21 ottobre in Cina si correrà il Tour of Guangxi, gara che vivrà già quest’anno la sua prima edizione con categoria 1.1. La collocazione sembrerebbe decisamente poco allettante per squadre ed atlete: l’impressione è che i rimborsi degli organizzatori dovranno essere importanti per convincere un buon numero di squadre a fare una trasferta lunga e per un solo giorno di gara.

Sebastiano Cipriani: