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Conferme, novità e rientri nel calendario maschile

Il gruppo impegnato in montagna © Razvan - Istock.com

L’analisi dei calendari continentali maschili. Si rivedono Aragona, Germania e Sudafrica, novità Bahrain e Colombia

Dopo aver analizzato quali saranno le maggiori novità del calendario femminile, spazio ora all’analisi del piano di gare del ciclismo maschile professionistiche, ossia quelle categorizzate come Hors Categorie o .1. Molte le novità, alcune delle quali interessanti. Altre ancora, invece, incoraggianti, con diversi paesi che faranno il loro debutto, o in qualche caso il ritorno, nel panorama globale. Di questa esposizione non fanno parte le prove del World Tour, il cui calendario è stato rivelato già nello scorso giugno, e quelle italiane, elencate nella seguente news.

Tante novità ad inizio stagione: l’apertura in Gabon fra graditi ritorni e interessanti novità
In attesa di notizie dal Venezuela, dove hanno questioni decisamente più importanti da definire per la corsa comunque 2.2, l’apertura di stagione spetterà alla Tropicale Amissa Bongo: la settimana in Gabon si sposta dalla fine di febbraio alla metà di gennaio. Indubbiamente una buona scelta. La settimana seguente un doppio, gradito ritorno: dopo un anno di pausa torna lo Sharjah Tour, nell’omonimo territorio degli Emirati Arabi Uniti. Sette invece gli anni di assenza del Tour of Indonesia. Ambedue le prove asiatiche dureranno 4 giorni.

Un paese che farà il debutto tra le corse professionistiche è il Bahrain. E diversamente dai paesi limitrofi lo farà con una gara in linea, ossia la Desert Pearl. La curiosità di questo appuntamento, previsto per sabato 3 febbraio, è un altro: a organizzarla dovrebbe infatti essere RCS. Che così continua a sviluppare il proprio business nell’area. Torna, e viene da dire finalmente, anche il Sudafrica: solo nel 2011 si è affrontato il giro nazionale. E ora ecco tornare il Tour of South Africa, cinque giorni dal 7 all’11 febbraio. Attenzione al campo dei partenti, perché diversi nomi (due su tutti, Froome e Chaves), hanno scelto nelle ultime annate il paese australe come ritiro prestagionale.

Il professionismo sbarca anche in Colombia. Finalmente.
Una delle novità più attese vede la prima corsa professionistica (nel concetto attuale) per uno dei paesi faro del movimento mondiale, ossia la Colombia. Come, il paese degli scalatori per antonomasia? Sì, proprio quello. La colpa principale risiede nella politica adottata dalla locale Federciclismo, interessata prima di tutto a sponsorizzare se stessa piuttosto che il movimento, impedendo fino ad ora la possibilità per enti totalmente privati (o stranieri) di organizzare una corsa internazionale. Il ciclismo escarabajo è così profondamente sviluppato nel calendario nazionale (nel solo 2017 circa 150 giorni di gara per i soli élite, per un attività ininterrotta da inizio gennaio a inizio dicembre).

Ecco quindi la nascita del Colombia Oro y Paz, corsa a tappe di sei giorni dal 6 all’11 febbraio. Di categoria 2.1, la gara si inserisce in un periodo ricco di appuntamenti (contemporaneamente prove a tappe in Emirati Arabi Uniti, Francia – causa anticipazione del Tour de la Provence – e Sudafrica, senza contare le sfide in linea di Italia e Spagna); tuttavia la partecipazione non dovrebbe mancare, con i Quintana, Chaves, Urán e compagnia finalmente alle prese con una sfida sulle strade di casa.

Langkawi e Taiwan, eccessiva vicinanza. Il GP de Denain anticipa a marzo
Passando a fine mese, si nota lo spostamento in avanti di una settimana del Tour de Langkawi, ora posizionato nella prima decade di marzo. Altro cambio di data per la Volta ao Alentejo: dalla fine di febbraio la prova lusitana si sposta a metà marzo. Scelta strana e, sulla carta, errata in quanto nel periodo 26 febbraio-2 marzo vi sarà solo il Le Samyn, anticipato da mercoledì a martedì. Altro cambiamento, ma stavolta solo di categoria, per una corsa neerlandese (Ronde van Drenthe) e una belga (Handzame Classic), entrambe elevate a HC.

Poco comprensibile l’anticipo di due settimane del Tour de Taiwan, che entra in conflitto con il Langkawi: quest’ultima terminerà il 10 marzo, mentre a Formosa si gareggerà dall’11 marzo, impedendo così un eventuale accoppiata (quest’anno erano presenti in entrambi gli appuntamenti sei squadre). Cambiamento di data per il GP de Denain, solitamente accoppiato con il Brabantse: la prova francese si sposta a domenica 18 marzo, occupando il posto della Classic Loire Atlantique che si sposta di 7 giorni in avanti.

De Panne mutilata: da 3 a 1 giorno. Tro-Bro Léon in contemporanea con l’Amstel
Uno dei cambiamenti più importanti e anche quello più brutto: la Driedaagse De Panne Koksijde si riduce da 3 a solo 1 giorno andando a precedere, e non più a seguire, Harelbeke e Gent-Wevelgem. Un enorme peccato per l’unica gara a tappe fiamminga del periodo, che spesso e volentieri ha permesso di affinare la forma a quanti si sono giocati il successo al Fiandre. La colpa di tale spostamento è da imputarsi proprio agli organizzatori della Ronde, che hanno posticipato la Dwars door Vlaanderen nella data solitamente occupata dalla De Panne. E così, per l’ennesima volta, un organizzatore indipendente deve fare i conti con la maggior forza economica e politica di uno dei tre colossi del ciclismo internazionale.

Altro rammarico lo suscita l’anticipo di un giorno della Tro-Bro Léon: se nel 2017 la corsa sui ribinou bretoni aveva sfruttato la Pasquetta, nel 2018 tornerà alla sconveniente concomitanza con l’Amstel. Nel periodo di metà aprile anche una promozione a HC per il Tour of Croatia e l’arrivo della Vuelta a Castilla y León, che anticipa di un mese la disputa. Passa dal 21 maggio al 6 maggio il GP de la Somme mentre il Tour of Yorkshire porta a quattro le giornate di gara e posticipa di una settimana, non rappresentando più una preparazione inconsueta per il Giro d’Italia.

Nuova corsa in Azerbaigian. Aragón e Peace Race, la storia ritorna in calendario
Trasloca dalla prima alla seconda settimana di maggio il Tour d’Azerbaidjan, sempre di 5 giorni. A cui, però, farà da prologo una nuova corsa in linea martedì 8 maggio ossia la Baku-Khizi Eco. Il finesettimana 11-13 maggio ospiterà un graditissimo ritorno: dopo 13 anni torna a disputarsi la Vuelta a Aragón, con gli organizzatori che hanno già presentato le località di arrivo e le linee guida dei tracciati. Cambiamenti importanti per il Tour de l’Ain: dalle 5 tappe a inizio agosto, la corsa francese passa a 3 frazioni a metà maggio.

Proverà a debuttare, dopo un anno mancato, il New Energy Tour, erede della defunta World Ports Classic: solo una giornata, da vedere se effettivamente realizzata. Promozione a HC ma riduzione da 5 a 3 tappe del Tour des Fjords: la causa risiede nella volontà degli organizzatori di accoppiarsi alla nuova prova delle Hammer Series, che di disputerà nei giorni immediatamente seguenti a Stavanger. Maggio si chiude con il Tour de Korea, spostato rispetto all’edizione 2017 di metà giugno, e con la novità della Peace Race: 6 giorni in Repubblica Ceca sulle orme della storica corsa disputata fino al 2006. Se la corsa venisse confermata e quindi riproposta, un’altra notizia di cui essere felici.

Lugano cambia ancora data. Due giornate in più in Danimarca a giugno
Giugno si apre, finalmente, con una razionalizzazione del calendario. Dopo tanti anni a febbraio e l’esperimento 2017 a maggio, il GP di Lugano trova nuova sede per il 3 giugno, avvicinandosi alle tradizionali Argovia e Svizzera. Dopo un anno di stop torna il ciclismo a Philadelphia con la Independence Cycling Classic, anch’essa il 3 giugno (nota a margine: 13 corse maschili in quella data, non saranno un po’ troppe?).

Dell’affollato mese non farà più parte il Tour de Slovaquie, emigrato a cavallo di agosto e settembre. Aumento di un giorno (da 4 a 5) per il Tour de Slovénie mentre la Danimarca torna ad avere corse di un giorno di categoria 1.1: sono la Fyen Rundt, una delle gare più antiche al mondo (la prima risale al 1894 e sinora sono 108 le edizioni disputate), e il GP Horsens Posten, previste rispettivamente per il 16 e il 17 giugno.

Il Tour fa slittare molte corse, con così Austria e Danimarca
Due cambi a inizio luglio: posticipa dalla prima alla seconda settimana il Giro dell’Austria che torna ad essere, meritatamente, di categoria HC, e si sposta a metà agosto la neerlandese KOGA Slag om Norg. L’avanzamento di una settimana del Tour de France provoca effetti anche sulle altre corse: ecco che quindi il GP Cerami, il Tour de Wallonie e la PolyNormande si disputano 7 giorni dopo al solito.

Scelta diversa per il PostNord Danmark Rundt che, dopo il posizionamento settembrino dovuto al Mondiale scandinavo, torna ad aprire il mese di agosto. Seconda settimana, e non più la prima, per il Tour of Utah (con il contemporaneo slittamento del Colorado Classic 7 giorni più tardi) e la Vuelta a Burgos, che andranno a scontrarsi con l’Arctic Race of Norway aumentata da 4 a 5 frazioni. Non mancano altre variazioni nella fase finale del mese, molte delle quali in Belgio: il GP Jef Scherens torna a metà settembre, la Druivenkoers e la Schaal Sels ritardano di una settimana e nasce, per merito degli organizzatori del Flanders Classic, la Great War Remembrance Race che affronterà i terreni teatro della Prima guerra mondiale.

Riecco il Giro di Germania, mentre in Belgio si corre sempre più
In Francia da segnalare la riduzione da 5 a 4 tappe per il Tour du Poitou Charentes mentre sarà il 31 agosto la giornata dedicata alla seconda edizione della Pro Ötztaler 5500, che quest’anno ha debuttato in maniera più che positiva. E l’anno prossimo il campo partenti potrebbe migliorare, data la vicinanza con una rinata corsa: dieci anni dopo l’ultima volta, ritorna in calendario il Deutschland Tour. La corsa a tappe tedesca si terrà dal 23 al 26 del mese e sarà curata da ASO.

Ha chiesto e ottenuto la promozione a 1.1 il GP Marcel Kint, che il 10 settembre aprirà il lungo filotto (6 in 10 giorni) di gare in Belgio. E non è finita, perché stessa ricompensa ha avuto la Gooikse Pijl del 24 settembre mentre la Famenne Ardenne Classic, che nel 2017 vedrà il debutto fra una settimana, si inserirà il 29 settembre, facendo indietreggiare di un giorno l’Omloop Eurometropool. Arriva anche ottobre, con il cinese Tour of Taihu Lake che si sposta dalla seconda alla prima settimana. L’ultima modifica riguarda il ritorno, almeno si spera, del Memorial Rik Van Steenbergen: con l’edizione 2017 annullata nelle scorse settimane, l’eventuale disputa il 14 ottobre 2018 rappresenterebbe il penultimo appuntamento dell’anno sul suolo europeo.

Alberto Vigonesi: