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Moscon, primo podio monumentale

Il podio de Il Lombardia 2017 © LaPresse - Fabio Ferrari

Il Lombardia, le pagelle: Alaphilippe continua a crescere, Aru tenace. Pinot ci prova, Urán rimbalza

Vincenzo Nibali – 10
Secondo sette giorni fa al Giro dell’Emilia, terzo martedì alla Tre Valli Varesine. Quello che mancava al siciliano era un successo. Arrivato, puntualmente, oggi nel giorno dell’ultima classica monumento della stagione. Nel finale di Civiglio raggiunge Pinot, buttandosi con il transalpino in discesa. E, sfruttando le sue doti, lo stacca nel tratto conclusivo della picchiata. Fra falsopiano e San Fermo della Battaglia continua, incessantemente, a guadagnare. Gli ultimi mille metri sono stati un’apoteosi per lo Squalo che ha colto la meritata vittoria, a conclusione di una stagione corsa ad alti livelli con i podi a Giro e Vuelta. Sul palco delle premiazioni si è coccolato la figlia Emma Vittoria, che al mattino aveva chiesto al papà una coppa. Un campione a tutto tondo come il messinese, in grado di vincere sia i grandi giri sia le classiche, non c’è nel ciclismo attuale. Favoloso.

Julian Alaphilippe – 9
In questa stagione ci ha preso gusto. Il francese della Quick Step Floors quest’anno ha potuto prendere pare solo alle due classiche monumento italiane, raccogliendo altrettanti podi. Purtroppo per lui alla Sanremo Kwiatkowski e Sagan lo hanno regolato in volata, mentre oggi Nibali era imbattibile. In una stagione rovinata dagli infortuni il venticinquenne ha comunque mostrato il suo talento, dimostrando di saper farsi volere su molti terreni. Il futuro è dalla sua. Un talento definitivamente sbocciato.

Gianni Moscon – 9
I giorni passano, le polemiche aumentano. Quest’oggi il corridore del Team Sky è stato, ingiustamente, accusato di aver chiuso alle transenne Vuillermoz. Arrivano le critiche? E lui si scatena in corsa. Che ai cugini d’Oltralpe il noneso non stia molto cuore lo si sapeva, ma le prestazioni sono dalla sua. Il suo primo podio in un monumento, dopo la quinta piazza alla Parigi Roubaix e la mole di lavoro della Vuelta, ne sono la conferma. L’Italia per le corse di un giorno si affida soprattutto a lui. Sempre in crescita. Sempre più alto.

Alexis Vuillermoz – 7.5
Ci è andato veramente vicino a salire per la prima volta sul podio di una classica. Il francese ha corso molto attentamente andando a giocarsi il terzo posto con i migliori. L’unico neo della giornata è stata l’inutile protesta ai danni di Gianni Moscon. Quarto dopo un bel Lombardia.

Domenico Pozzovivo – 7
Gli manca sempre quel qualcosa per ottenere un grande risultato. Disputa una delle sue migliori classiche monumento dimostrando di essere uno dei più in palla in salita. Alla soglia dei trentacinque anni è ancora lì a battagliare con i più giovani; questo è un bel messaggio per Nibali, che dall’anno prossimo lo avrà con sé come gregario di lusso. Un pozzo che non si esaurisce mai. Presente.

Fabio Aru – 6
Certo, dal campione sardo ci si attende sempre molto e bocciare il suo Lombardia sarebbe ingiusto. Paga sempre qualcosa quando gli altri attaccano in salita riuscendo però a rientrate in ogni occasione. Tenta senza successo di attaccare negli ultimi mille metri del San Fermo della Battaglia. Nella probabile ultima recita in maglia Astana termina settimo. Saronni lo aspetta. Noi anche. In una stagione molto difficile, il suo bicchiere è più mezzo vuoto che pieno. La grinta, però, non manca mai. Combattivo.

Thibaut Pinot – 6
Alla Tre Valli Varesine aveva mostrato una buona forma, che anche oggi gli ha permesso di essere grande protagonista nel finale. Attacca sulla salita del Civiglio ma in discesa patisce il ritmo di Nibali che, curva dopo curva, vede allontanarsi. Così come svaniscono le possibilità di vittoria. Sull’ultima ascesa di giornata paga lo sforzo compiuto per cercare di rimanere con il siciliano, venendo ripreso proprio allo scollinamento. Alla fine conclude il Lombardia in quinta posizione, anche se le sua aspettative odierne erano ben diverse.

Nairo Quintana – 5.5
Nel finale rimane nelle posizioni che contano provando anche qualche circostanza a mettere il muso fuori dal gruppo, cosa che ormai non vedevamo da molto tempo. La sua condizione non era al cento per cento ma per la prima volta in carriera centra la top ten in una grande classica. E magari, già a partire dalla prossima stagione, nei progetti potrebbe far capolino quello di migliorarsi sia alla Liegi che al Lombardia, corse dure che possono esaltare le sue qualità. Oggi nono, nel futuro chissà.

Rigoberto Urán – 5
La vittoria alla Milano Torino aveva abbassato di molto la sua quota di vittoria nella Classica delle foglie morte. Il corridore della Cannondale Drapac non ha però confermato il risultato di due giorni fa, rimanendo senza energie fra Civiglio e San Fermo della Battaglia. Il colombiano ha corso per gran parte della giornata a ruota di Nibali ma, al momento dello scatto decisivo, non è riuscito a tenere la ruota. Tenta invano in un secondo momento di andarsene, provando a riportarsi sotto in discesa. La sua azione viene però stoppata prima da Moscon e poi dal gruppo dei migliori. Sul San Fermo alza bandiera bianca e arriva al passo, fuori dai 20. Giovedì un Mi-To. Oggi no.

Diego Ulissi – 5
Il binomio Ulissi-grandi classiche non è mai stato favorevole al livornese. Anche stamane partiva con buone possibilità di far bene e con una forma più che valida; la strada, però, non gli è stata amica. Sempre alla ricerca di un risultato di prestigio. Sempre deluso.

Mattia Spreafico: