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Van Avermaet e Team Sky, il regno è loro

Greg Van Avermaet e Anna van der Breggen, vincitori dei ranking UCI World Tour, premiati a Guilin © Tim de Waele

Si è chiuso il World Tour 2017. Il belga conquista la classifica individuale battendo Froome, i britannici superano la Quick Step tra i team

Trentasette. Il numero di gare dell’UCI World Tour 2017, dieci in più rispetto a quelle presenti nel 2016. Due. Il numero di classifiche dell’UCI World Tour Ranking, riservate a atleti e squadre; da quest’anno, infatti, è stata abolita quella riguardante le nazioni, aperta in maniera saggia anche alle prove dei circuiti continentali. Uno. Il numero di persone a cui interessa tale graduatoria, vale a dire il team manager della miglior squadra.

Sì, perché, diciamolo chiaramente, del ranking World Tour non frega a nessuno. In primis gli atleti, come mostrato dalla decisione di quanti erano in lizza per spodestare il leader di saltare a piè pari tutte le opportunità di sorpasso. Stesso interesse, nullo, per tifosi, stampa e addetti ai lavori. Il nono anno del World Tour va così in archivio dopo la poco entusiasmante prima edizione del Tour of Guangxi, a cui è seguito un banchetto che ha premiato, fra gli altri, proprio chi di tale classifica si è incoronato vincitore.

Super primavera di Van Avermaet, Nibali buon quinto
Nonostante il cambio nel sistema di punteggio, a vincere è ancora una volta un uomo da prove di un giorno; sostanzialmente l’unico vincitore del ranking non avvezzo alla gare in linea è Contador, conquistatore dell’edizione 2009. Dopo Sagan, lo scettro dopo sei anni torna in Belgio. Merito di Greg Van Avermaet, e della sua primavera sensazionale: solo nel periodo febbraio-aprile il fiammingo ha ottenuto 2528 punti. A finalizzare il lavoro sono servite le belle prestazioni premondiali, che gli hanno permesso di essere premiato al galà UCI.

Il suo avversario più vicino, anzi, per la verità, l’unico capace di tenergli la ruota, è stato Christopher Froome. Nel suo caso è l’accoppiata Tour e Vuelta che ha fatto la differenza: 1465 punti raccolti in Francia, 1608 in Spagna. Terzo posto, ma a distanza siderale, per Tom Dumoulin, primo neerlandese a chiudere sul podio: il vincitore del Giro si è salvato per un misero punto dal ritorno di Peter Sagan, su cui ha ovviamente pesato l’esclusione dal Tour de France.

Quinto posto per il migliore degli italiani, vale a dire Vincenzo Nibali. Il messinese, unico a salire sul podio sia in un grande giro che in una classica, centra la top 5 per la quinta volta: meglio di lui solo Alejandro Valverde, quest’anno settimo nonostante sia ai box da inizio luglio. In mezzo ai due trova spazio il rinato Michal Kwiatkowski, che ha sacrificato il mese di luglio al puro gregariato. Si ripropone il distacco di un punto anche fra ottavo (Daniel Martin) e nono (Michael Matthews), quest’ultimo per altro unico della top 10 ad essere quantomeno presente nella prova di chiusura. A proposito di chiusura, Alberto Contador, nella sua stagione finale, riesce ad agguantare il decimo posto.

Per quanto riguarda gli italiani, dietro al vincitore de Il Lombardia, il migliore è Diego Ulissi, sedicesimo a quota 1569. Tra i primi cento anche Domenico Pozzovivo (24°), Fabio Aru (26°), Elia Viviani (35°), Sonny Colbrelli (41°), Damiano Caruso (53°), Fabio Felline (54°), Gianni Moscon (58°), Matteo Trentin (61°) e Sacha Modolo (99°). Solo Belgio e Paesi Bassi, con dodici atleti ciascuna, hanno fatto meglio.

Questa la classifica individuale finale relativamente ai migliori 10
1) Greg Van Avermaet (Belgio) – BMC Racing Team: 3582
2) Christopher Froome (Gran Bretagna) – Team Sky: 3452
3) Tom Dumoulin (Paesi Bassi) – Team Sunweb: 2545
4) Peter Sagan (Slovacchia) – Bora-Hansgrohe: 2544
5) Vincenzo Nibali (Italia) – Bahrain Merida: 2196
6) Michal Kwiatkowski (Polonia) – Team Sky: 2171
7) Alejandro Valverde (Spagna) – Movistar Team: 2105
8) Daniel Martin (Irlanda) – Quick Step Floors: 2050
9) Michael Matthews (Australia) – Team Sunwb: 2049
10) Alberto Contador (Spagna) – Trek-Segafredo: 1987

 

Classifica a squadre, la Sky interrompe il dominio Movistar
Quattro anni di filotto, impossibile da portare avanti se il tuo leader si fa male a inizio luglio e l’altro capitano vive una stagione inferiore alle attese. Per il Movistar Team è quindi impossibile poter solo pensare di difendere il titolo: gli spagnoli, che a tale riconoscimento tengono molto, chiudono in una comunque valida sesta posizione.

A vincere, come accaduto nel magico per loro 2012, è il Team Sky. I britannici, trascinati da Froome e Kwiatkowski, si sono meritati il riconoscimento, forti di una rosa oggettivamente di livello superiore a tutte le altre. Ma la conquista del primato non è stata per nulla agevole: a contendere il trionfo è stata, fino all’ultimo, la Quick Step Floors. Dall’alto delle sue trenta vittorie nel massimo circuito, la compagine belga ha provato il sorpasso al Tour of Guangxi con quattro tappe vinte da Gaviria e il quarto posto di Alaphilippe in classifica; il contemporaneo settimo posto di Poels ha però reso impossibile tutto, tanto che neppure la vittoria della generale sarebbe bastato.

Al terzo posto, distanziata sia dalla coppia di testa che dalle altre inseguitrici, ha concluso il BMC Racing Team, che torna sul podio dopo due anni di digiuno. Clamoroso invece il miglioramento del Team Sunweb: se nel 2016 furono sedicesimi e terzultimi, i tedeschi, che sono anche la squadra più giovane dell’intero circuito, balzano addirittura al quarto posto. E il futuro è dalla loro. Quinto posto per la poco appariscente ma costante Trek-Segafredo, mentre il settimo posto di un’Orica-Scott deludente è alquanto sorprendente, a conti fatti.

Ottavo posto per la debuttante Bora-Hansgrohe, a dimostrazione che il gruppo attorno a Sagan è di livello. Quattordicesima invece l’altra new entry, la Bahrain Merida: in questo caso Nibali ha tirato la carretta in maniera fondamentale. Dodicesimo posto l’altro team di matrice italiana, ossia la UAE Team Emirates; lontanissime infine FDJ e soprattutto Team Dimension Data, che paga oltremodo i tanti infortuni che hanno colpito Cavendish.

Questa la classifica a squadre finale
1) Team Sky (Gran Bretagna): 12806, con 27 atleti andati a punti
2) Quick Step Floors (Belgio): 12652, con 27 atleti andati a punti
3) BMC Racing Team (Stati Uniti): 10961, con 28 atleti andati a punti
4) Team Sunweb (Germania): 8033, con 22 atleti andati a punti
5) Trek-Segafredo (Stati Uniti): 7934 con 24 atleti andati a punti
6) Movistar Team (Spagna): 7399, con 26 atleti andati a punti
7) Orica-Scott (Australia): 7190, con 24 atleti andati a punti
8) Bora-Hansgrohe (Germania): 6516, con 25 atleti andati a punti
9) AG2R La Mondiale (Francia): 6316. con 26 atleti andati a punti
10) Cannondale-Drapac (Stati Uniti): 6049, con 23 atleti andati a punti
11) Team Katusha-Alpecin (Svizzera): 5619, con 23 atleti andati a punti
12) UAE Team Emirates (Emirati Arabi Uniti): 5494, con 23 atleti andati a punti
13) Lotto Soudal (Belgio): 5466, con 25 atleti andati a punti
14) Bahrain Merida (Bahrain): 5277, con 20 atleti andati a punti
15) Astana Pro Team (Kazakistan): 5018, con 28 atleti andati a punti
16) Team LottoNL-Jumbo (Paesi Bassi): 4846, con 23 atleti andati a punti
17) FDJ (Francia): 3616, con 20 atleti andati a punti
18) Team Dimension Data (Sudafrica): 2575, con 22 atleti andati a punti