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Gilbert-Quick Step, matrimonio riuscito

Philippe Gilbert impegnato alla Ronde van Vlaanderen 2017 © Tim de Waele

Diamo uno sguardo ai migliori ingaggi dello scorso mercato: Canola, Cattaneo e Pasqualon hanno ben figurato con le nuove squadre

Finita la stagione è arrivato il momento di tirare le somme sul rendimento dei vari colpi del ciclomercato 2017, analizzando quelli che si sono rivelati vincenti e quelli che invece hanno deluso, in modo più o meno netto, le aspettative. Le classifiche non si basano solo sul rendimento del singolo corridore nella nuova squadra, ma su quella che è stata la reale efficacia del connubio, quanto un ciclista è stato in grado di rispettare, se non addirittura superare, le aspettative, e quanto a sua volta la squadra è stata in grado di supportarlo nelle varie occasioni.

10 – Pello Bilbao
Un top silenzioso, come lo abbiamo definito noi, Pello Bilbao. Si è visto poco durante questa stagione in maglia Astana Pro Team, ma ha lavorato alla grande per i capitani in tutte le occasioni in cui è stato chiamato in causa, soprattutto alla Vuelta quando è sempre rimasto al fianco di Fabio Aru, non lasciandolo solo neanche per un momento. Da leader improvvisato invece si è tolto lo sfizio di arrivare nei dieci al Tour de Suisse.

9 – Michael Matthews
L’australiano è stato preso dal Team Sunweb per colmare, in parte, il vuoto lasciato da Degenkolb. E Michael Matthews non ha deluso le aspettative conquistando due tappe e la maglia verde al Tour de France. Bling, inoltre, si è mostrato pimpante in tutto l’arco dell’anno: oltre ai successi parziali alla Vuelta al País Vasco e al Tour de Suisse, il ventisettenne si è ben comportato sulle Ardenne (con un bel quarto posto alla Liège-Bastogne-Liège), sul finale di stagione e, in maniera per lui inedita, anche sulle pietre.

8 – Oliver Naesen
La AG2R La Mondiale ha finalmente trovato l’uomo in grado di capitanare il team nelle classiche del nord, tenendo testa a corridore come Van Avermaet, Gilbert e Sagan. Lui però necessiterebbe di un supporting cast un pochino più forte (e chissà che Gallopin non possa dare una mano). Naesen ha confermato quanto di buono mostrato nel 2016, risultando preziosissimo anche al Tour de France in supporto a Bardet. Una sola la vittoria in stagione, ma di gran prestigio, dato che si tratta del campionato belga in linea. Il ventisettenne ha finalmente spiccato il volo.

7 – Mattia Cattaneo
Una firma che ha portato grandissimi benefici a entrambe le parti. Cattaneo, che ormai era diventato un oggetto misterioso, alla corte di Gianni Savio è tornato a essere un corridore più che valido, mentre l’Androni Giocattoli-Sidermec ha trovato in lui un ciclista in grado di essere sempre protagonista nelle corse italiane, dando visibilità alla squadra e portando tanti preziosi punti nella Ciclismo Cup. A inizio stagione, al Tour de la Provence, è per altro giunta anche la prima vittoria tra i professionisti. Senza Bernal può essere lui il leader del team nel 2018.

6 – Vincenzo Nibali
Fuori da questa top 5 nonostante una stagione ottima, con i due podi nei grandi giri disputati e la vittoria a Il Lombardia per il messinese. Lo Squalo ha fatto, con pieno merito, il suo; pesa l’appoggio, sì al di sopra delle aspettative, ma comunque solo discreto, che la Bahrain Merida ha saputo dare al suo capitano. In certe situazione, come nella tappa di Piancavallo al Giro d’Italia quando il gruppo si era spezzato in due tronconi e Dumoulin era rimasto dietro, avrebbero fatto comodo un paio di gregari di qualità in più.

5 – Andrea Pasqualon
Che il nativo di Enego fosse un bel corridore si era già visto ai tempi della Colnago/Bardiani e della Roth; la Wanty-Groupe Gobert è stata brava ad accaparrarselo dopo il ridimensionamento del team svizzero. Lui ha ricambiato la fiducia con l’ennesima stagione ricca di piazzamenti, impreziosita, oltretutto, dalla vittoria alla Coppa Sabatini. All’alba dei trentanni Pasqualon è pronto per provare a raccogliere un numero di successi sempre più cospicuo.

4 – Marco Canola
Quello dell’altro vicentino è stato l’unico acquisto totalmente azzeccato nel passato mercato da parte della Nippo-Vini Fantini. Ddopo un biennio non esaltante nella UnitedHealthcare, l’ex Bardiani ha trovato nel gruppo italo-giapponese il contesto giusto per dare sfoggio delle sue abilità. Dal canto suo il team di Pelosi può finalmente contare sul prototipo di corridore ideale per ottenere tanti bei piazzamenti nelle corse .1 e HC del calendario italiano. Sei i successi fra Giappone, Paesi Bassi e Stati Uniti e tanti i piazzamenti di qualità per lui.

3 – Stefan Denifl
Binomio a dir poco vincente quello tra Denifl e l’Aqua Blue Sport: l’austriaco nel 2017 ha vissuto la miglior stagione della carriera, portando alla squadra irlandese la vittoria nella classifica generale del Giro d’Austria e, soprattutto, quella nella diciassettesima tappa della Vuelta a España, primo sigillo in un grande giro per il team di Stephen Moore. Dopo una carriera con troppi problemi fisici il tirolese ha finalmente ripagato le attese. E con gli interessi.

2 – Wilco Kelderman
Dopo due anni negativi in LottoNL-Jumbo, in cui sembrava avviarsi velocemente verso una carriera da talento inespresso, Kelderman ha deciso di accettare, l’estate scorsa, l’offerta del Team Sunweb, ben disposta a puntare su di lui nonostante le premesse non entusiasmanti. La fiducia del sodalizio tedesco è stata ricambiata da una bella stagione dell’olandese, finalmente tornato sui livelli che gli competono, coronata da un gran quarto posto alla Vuelta.

1 – Philippe Gilbert
A oggi indubbiamente il trasferimento che ha portato il maggior benefico, sia al corridore che alla squadra. Gilbert, alla corte di Lefevere, è rinato dopo un lustro opaco in BMC, trionfando in una classica monumento per la prima volta dal 2011, aggiungendo alla Ronde anche la vittoria all’Amstel, a De Panne (con tanto di super frazione inaugurale) e una tappa al Tour de Suisse. La Quick Step Floors ha trovato nel vallone un corridore in grado di sostituire Boonen sia in gara sia come figura carismatica all’interno del team.