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Cicloproiezioni: The Flying Scotsman

The Flying Scotsman © Youtube

Viaggio divertito nel ciclismo secondo il cinema, quarta puntata: la biografia di Graeme Obree, bizzarro recordman dell’ora

Con The Flying Scotsman, pellicola britannica del 2006, per la prima volta in questa rubrica andiamo ad analizzare un film biografico. Come molti avranno già capito, stiamo parlando della storia di Graeme Obree, bizzarro ciclista scozzese sconosciuto ai più fino al 1993, quando batté il record dell’ora di Francesco Moser con una bici costruita da lui stesso.

La narrazione parte subito con un tono drammatico: il protagonista si addentra in un bosco, bici in spalla, per andarsi a impiccare:

Da qui torniamo indietro in flashback fino all’infanzia di Graeme, quando viene bullizzato regolarmente da alcuni suoi compagni di scuola. In tutta questa allegria il ragazzino vede una luce quando i genitori gli regalano una bicicletta, che fra le altre cose gli permette di sfuggire ai bulli.

Subito lo ritroviamo adulto, mentre scala il muro di Huy di Glasgow, cercando di non farsi investire dalle macchine:

Obree è interpretato da Jonny Lee Miller, tra le altre cose indimenticabile Sick Boy in Trainspotting e recentemente Sherlock Holmes nella serie Elementary. Il ruolo (un sognatore fragile e depresso, lontano dai personaggi arroganti e sicuri di sé in cui siamo abituati a vedere l’attore) è valso a Miller diversi premi, unici riconoscimenti per un film buono ma che in effetti lascia sempre l’impressione di non riuscire a sfruttare le potenzialità di una storia avvincente.

Questa immagine intanto la mettiamo nel nostro album di attori sotto sforzo:

Il giovane Obree infatti corre a livello locale, andando al doppio degli altri partecipanti, come è classico in tutte le pellicole che parlano di ciclismo.Ha un negozio di biciclette sgarrupato, una moglie e un figlio piccolo, sapientemente raccolti dal regista in un’unica inquadratura:

La sua bottega è piena di ritagli di giornale e poster alle pareti, alcuni sui suoi (pochi) successi, altri su quelli del rivale Chris Boardman, che invece è già famoso. Inoltre soffre la concorrenza di un cycle shop molto hipster giusto dall’altro lato della strada, e per mandare avanti la famiglia è costretto a un secondo lavoro come fattorino.

Insomma, la vita del nostro eroe è difficile e qui chiaramente si domanda: ma non era meglio se restavo sposato ad Angelina Jolie?

Intanto fa amicizia con il suo collega Malky, interpretato da Billy Boyd, che qualcuno riconoscerà come Pipino nella trilogia de Il Signore degli Anelli, che diventerà in breve suo allenatore e manager. Qui lo vediamo già all’opera mentre gli offre caffè lungo e ciambelle, la colazione dei campioni:

Uno dei problemi narrativi di un film biografico è che, per forza di cose, più di tanto non ti puoi inventare. E se il protagonista è già sposato con prole, come fai a metterci una linea romance, per quanto minima?

Ecco che torna subito utile Pipino, che si può piazzare con l’amica della moglie. Certo, se ti fai trovare piegato in due dalla fatica alla fine dell’uscita in bici, è difficile conquistare le donne:

Mentre Pipino tenta di portare a casa il risultato, Obree pensa che può provare il record dell’ora. Persino i suoi amici, giustamente, lo prendono per pazzo. E bisogna fare pure in fretta, perché Boardman ha già annunciato il suo tentativo.

Il nostro allora inventa quella che verrà chiamata superman position, assai aerodinamica nonché utile anche per la discesa libera o per i bisogni fisiologici tra le frasche:

L’attenzione ai dettagli di Sky erano ben lontani da venire, ma l’approccio di Obree alla preparazione è parecchio naif anche rispetto al movimento britannico dell’epoca: l’allenamento tipo è pedalare su una cyclette davanti a una sveglia che segna lo scorrere dei minuti:

C’è dunque tutto il tempo per far passare sullo schermo un po’ di immagini di repertorio, con fra gli altri Magni, Baldini e Coppi. Curiosamente però tutte riprese di gare su strada che non c’entrano con il record dell’ora, ma vabbé, non si può avere tutto dalla vita, figuriamoci da un film.

Lui intanto si costruisce da solo i pezzi della futura bici:

Hai poco da sorprenderti se tua moglie ti trova strano, dopo che hai smontato la lavatrice:

Ma il mezzo, ribattezzato Old Faithful, è presto pronto, e si può andare a sfidare il cronometro, Moser, Boardman, e pure la morte lungo le trafficate strade scozzesi:

Nel frattempo Pipino ha trovato un finanziamento per il tentativo di record, grazie al dirigente di un’agenzia di lavoro interinale appassionato di ciclismo. Così si parte tutti per Oslo, sede deputata a tentare l’impresa.

Nel velodromo non c’è pubblico, assistono solo i funzionari della federazione internazionale e lo staff di Obree. “Guarda, c’è anche Moser!” dice Pipino a Sick Boy, ma onestamente non riusciamo a capire chi possa essere a interpretarlo fra quelli inquadrati:

Obree non sa se avrà successo, ma sfoggia un completino così sobrio ed elegante da rendere parecchio attrattiva la lobotomia frontale:

La prova inizia e il nostro è subito indietro, mentre un dirigente tedesco si complimenta con Moser, così viene subito messo in chiaro chi sono i nemici europei. Attori sotto sforzo, collezione privata:

Obree comunque decide di riprovare la mattina seguente. La giornata parte benissimo, visto che non gli suona nemmeno la sveglia e così devono andare di corsa al velodromo, come nelle migliori o peggiori commedie slapstick.

Però stavolta il protagonista parte forte, e mano a mano che i minuti scorrono si capisce che il record è possibile. Anche Moser prende a incitarlo a bordo pista, solo il tipo della WCF continua a restarci male. Già, perché il film ha degli evidenti problemi di concessione di diritti, quindi non si parla mai di UCI, bensì di WCF, come fosse una di quelle innumerevoli sigle pugilistiche che tutti confondono fra loro.

Il porro sulla fronte simboleggia tutta la cattiveria del personaggio:

Dunque il record dell’ora è fatto, ma manca ancora quasi mezzo film, che facciamo per i prossimi tre quarti d’ora? Per fortuna Boardman appena una settimana dopo migliora il fresco primato, così possiamo andare ai mondiali su pista per vedere la sfida dell’inseguimento fra i due:

La suspence è relativa, perché come detto trattandosi di un’opera biografica sappiamo già chi vincerà, così non possiamo non notare invece come i problemi di diritti proseguano con la maglia iridata, che non è proprio come siamo abituati a conoscerla:

Obree si gode il successo mentre il cattivo della WCF trama letteralmente nell’ombra per cambiare le regole e fermarlo. La superman position viene bandita, e così si arriva ai mondiali siciliani del 1994 senza alcuna certezza, nemmeno della lingua italiana, in questo “cyclismo” contemporaneo:

Il tipo della federazione usa anche alcune norme inventate sul momento, e Obree è costretto ad apportare così tante modifiche alla bici e alla posizione del defecatore nei prati, che finisce per cadere durante la sua prova, rompendosi un braccio.

Torna a Glasgow messo parecchio male, non tanto fisicamente quanto psicologicamente. In una sequenza emotivamente toccante tutti i suoi fantasmi tornano a farsi vivi sotto forma di uno dei bulli che lo tormentavano da ragazzino.

Quindi arriviamo alla scena iniziale con lui che va nel bosco a suicidarsi. Ma la corda si spezza, e qui di seguito vediamo Sick Boy guardarla con astio. “Signora mia, una volta si che le cose duravano, adesso le producono solo per rompersi così devi comprarne di nuove”.

Ma la vicinanza della moglie e degli amici lo spingono a tornare in sella, e i mondiali in Colombia del 1995 sono l’occasione per l’ennesima rivincita.

In realtà tutte le scene nei velodromi sono girate in Germania, così la regia mette un po’ di colore per far capire che con il racconto siamo invece in Sud America:

Obree riesce ancora una volta a vincere il titolo mondiale, e Pipino non trova niente di meglio per festeggiare che dichiarare a favore di telecamera il suo amore per la tipa, come fosse un Batistuta dei poveri:

Lo sconfitto nella finale dell’inseguimento è Andrea Collinelli, e come abbiamo ormai capito la produzione ha avuto dei problemi con le varie federazioni, così anche la maglia italiana risulta un po’ così. Più che altro sembra la maglia del PD:

Ma chi se ne importa direte voi, Sick Boy ha vinto e l’odiato dirigente della WCF è costretto a premiarlo come campione del mondo, sempre con questa maglia non ufficiale ma tutto sommato gradevole.

Con il podio finale il film volge dunque al termine, e durante i titoli di coda non possiamo che continuare a pensare: ma se terzo in Colombia finì l’australiano Stuart O’Grady, chi cavolo è l’olandese con la medaglia di bronzo?

Gianluca Colloca :