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Van Der Poel non fa regali neanche a Natale

Podio dell'Azencross, col vincitore Van Der Poel al centro © Twitter

Altro soliloquio del campione olandese all’Azencross, valido per il DVV Trofee. Eva Lechner 4a tra le donne

Non cambia la musica, nel mondo del ciclocross: finché ci troviamo di fronte a percorsi facili e senza dislivelli allucinanti, non c’è nessuno al mondo in grado almeno di scalfire il primato di Mathieu Van Der Poel, almeno al momento. Per fortuna non assistiamo ai soliloqui allucinanti di inizio stagione (e qualcuno gli avrà anche detto che non è il caso), ma la sensazione è che, come avvenuto oggi all’Azencross di Loenhout (valido per il DVV Trofee, praticamente già in tasca del capitano della Beobank-Coredon) da qui alla fine della stagione, Mathieu Van Der Poel vincerà ancora tanto, se non tutto: per fortuna il mondiale si disputerà in quel di Valkenburg, ed il circuito, per quanto casalingo rispetto a Mathieu, può esaltare le doti di Wout Van Aert che solo in quell’occasione, durante questa stagione, è riuscito a dare una sonora lezione all’attuale campione europeo.

Partenza in affanno, scattano Van Aert e Sweeck
Va detto che se la gara è stata aperta, nella località della provincia di Anversa vicina al confine olandese, dal circuito caratteristico per le sue gobbe da motocross, è stato anche grazie a una brutta partenza di Van Der Poel, scivolato intorno alla decima posizione all’inizio del primo giro, mentre Wout Van Aert tentava di forzare il ritmo, tallonato da Laurens Sweeck, sorpresa nell’ultima tappa di Coppa del Mondo di Heusden-Zolder. Un affanno iniziale al quale Van Der Poel cerca di rimediare subito, mettendosi in testa al gruppone all’inseguimento del tandem al comando, grazie al lungo rettilineo. Alla fine del secondo giro, grazie anche un pimpante Michael Vanthourenhout, si forma un gruppo compatto di 9 atleti, tra i quali oltre ai già citati troviamo Daan Soete, Corné Van Kessel, Toon Aerts, Kevin Pauwels e Tim Merlier.

L’attacco decisivo arriva a metà gara
Già dal terzo giro Van Der Poel intende muoversi sul serio, e Wout Van Aert non intende essere da meno, prestando il destro alle sue fiammate e mettendosi in testa; gli anelli più deboli del gruppo ovviamente soffrono l’iniziativa, e solo i più pimpanti, Michael Vanthourenhout e  Toon Aerts, escono indenni dal terzo giro, mentre Merlier e Van Kessel riescono faticosamente a rientrare e gli altri tre si disperdono esausti (Sweeck e Pauwels finiranno anche fuori dalla top ten). Non è però finita qui: all’inizio del quarto giro arriva l’accelerazione decisiva, sulla falsa riga di quanto successo in Coppa del Mondo due giorni fa, e Wout Van Aert e soci non possono che constatare il decesso delle loro gambe, a fronte del talento di sangue nobile.

Van Aert e Aerts si guadagnano il podio
Da qui in avanti, si assiste alla lotta per il podio, neanche tanto accesa: Wout Van Aert accelera già al quinto giro, mantenendo il suo distacco da Van Der Poel sempre attorno ai 30″, e nessuno riesce a stargli dietro. Restano all’inseguimento Toon Aerts e Corné Van Kessel, ma una foratura durante il sesto giro costinge l’olandese a scivolare nelle retrovie e a cedere il terzo posto al compagno di squadra. Di fatto negli ultimi due giri non succede niente degno di interesse, e Van Der Poel si aggiudica la quinta delle sei prove disputate finora nel DVV Trofee, con 35″ di vantaggio su Van Aert ed 1′ tondo tondo su Aerts. Volatina per il quarto posto tra Tim Merlier e Vanthourenhout, col compagno di squadra di Van Aert che passa agevolmente a 1’32”. Al sesto posto spunta un inatteso Jens Adams a 2′, precedendo di poco Tom Meeusen e Daan Soete (2’06”). Poi nono posto per Gianni Veermersch (2’33”) e decimo per Wietse Bosmans (2’40”). Il vantaggio di Van Der Poel a due prove dalla fine è stellare: 5’25” su Aerts, 7’51” su Vanthourenhout. Se non corresse la prossima prova di Baal sarebbe in ogni caso ancora leader del challenge.

Tanti italiani nelle altre categorie: c’è anche Eva Lechner
Salutiamo con piacere la presenza di diversi atleti italiani, 7 in tutto, divisi tra donne, juniores e allievi uomini, tutti autori di un’ottima prova: la nostra capofila è Eva Lechner, che se le è date di santa ragione con le solite rivali passando spesso anche in testa in una gara, quella femminile, molto più equilibrata rispetto alla prova uomini. La vittoria è andata alla campionessa del mondo Sanne Cant, che ha prevalso dopo un lungo testa a testa su una Lucinda Brand parecchio in forma, staccata di 13″ , la quale ha dovuto difendere il podio da Katie Compton; quarto posto per Eva, a 29″. Erano presenti anche la vincitrice del Giro Cross Alessia Bulleri, 25esima a 4’54”, le juniores Asia Zontone e Gaia Realini, rispettivamente terza e quinta di categoria; 48esima invece Giorgia Fraiegari.

Filippo Fontana si è presentato nella prova juniores, riuscendo a non andare oltre il nono posto ad 1’11” dal vincitore Ryan Cortjens; c’era addirittura un allievo, Lorenzo Masciarelli, rappresentante sì, di quella famosa dinastia, che sembra andar piuttosto bene nel ciclocross: e difatti, con un decimo posto pur avendo un pettorale alto, non ha affatto sfigurato in terra straniera.