X
    Categories: ProfessionistiSliderSquadre

I team 2018: AG2R La Mondiale

La AG2R La Mondiale in allenamento © Vincent Curutchet

Francesi sempre più ambiziosi: Bardet e Naesen certezze, Gallopin porta versatilità. E si punta sulla crescita di Latour

Da oggi iniziamo l’analisi delle diciotto formazioni che compongono il World Tour 2018. Numero di compagini identico a quello della scorsa stagione ma, per la prima volta nella storia del massimo circuito, non vi sono cambiamenti fra ingressi, chiusure e uscite. Finalmente quella stabilità tanto richiesta ai prodromi del ProTour pare essere giunta.

Il primo appuntamento si concentra sulla AG2R La Mondiale: la compagine savoiarda è una delle colonne del massimo circuito, con una dirigenza oculata e un patrocinatore che assicura stabilità. Per il secondo anno di fila i francesi sono saliti sul podio del Tour de France grazie a Romain Bardet. Accanto al leader c’è Oliver Naesen, che rappresenta ormai una garanzia nelle classiche delle pietre. Solo quattro i volti nuovi, tutti però di elevato potenziale.

ROSA
Gediminas Bagdonas (Ltu, 1985), Jan Bakelants (Bel, 1986), Rudy Barbier (Fra, 1992), Romain Bardet (Fra, 1990), François Bidard (Fra, 1992), Mikaël Cherel (Fra, 1986), Clément Chevrier (Fra, 1993), Benoît Cosnefroy (Fra, 1995), Nico Denz (Ger, 1994), Silvan Dillier (Sui, 1990), Axel Domont (Fra, 1990), Samuel Dumoulin (Fra, 1980), Hubert Dupont (Fra, 1980), Julien Duval (Fra, 1990), Mathias Fränk (Sui, 1986), Tony Gallopin (Fra, 1988), Ben Gastauer (Lux, 1987), Cyril Gautier (Fra, 1986), Alexandre Geniez (Fra, 1988), Alexis Gougeard (Fra, 1993), Quentin Jauregui (Fra, 1994), Pierre Latour (Fra, 1994), Matteo Montaguti (Ita, 1984), Oliver Naesen (Bel, 1990), Nans Peters (Fra, 1994), Stijn Vandenbergh (Bel, 1984), Clément Venturini (Fra, 1993), Alexis Vuillermoz (Fra, 1988)

L’ANALISI

Romain Bardet

CORSE A TAPPE: Il punto di riferimento è, indubbiamente, Romain Bardet: il ventisettenne punterà di nuovo alla Grande Boucle e in cuor suo spera di effettuare quel salto di qualità fondamentale per ambire alla maglia gialla. Non c’è più Pozzovivo per cui viene promosso sul campo a secondo leader Pierre Latour: il ventiquattrenne deve però crescere, perché alterna belle prestazioni a troppi passaggi a vuoto. Mathias Fränk e Alexandre Geniez rappresentano corridori di affidabilità, soprattutto nelle corse di medio livello. L’eterno Hubert Dupont, la sorpresa François Bidard e il solido Ben Gastauer sapranno farsi valere a supporto.

 

Rudy Barbier

VOLATE: Salutato senza rimpianti Holst Enger, la scarno settore delle ruote veloci conosce un solo ingresso. Clément Venturini sprinter puro non è, però il crossista sa farsi valere nelle prove minori. Annata difficile quella passata per Samuel Dumoulin: il pollicino francese sente il peso delle primavere ma nelle prove in patria è sempre in lizza per la vittoria. Julien Duval è più apripista, così la migliore opportunità è quella di Rudy Barbier: il venticinquenne ha convinto al primo anno in squadra e potrebbe lottare per qualche piazzamento nelle volate dei grandi giri.

 

Oliver Naesen

PAVÉ: Il faro assoluto risponde al nome di Oliver Naesen, sorprendente per come abbia saputo già lottare ad armi pari con i vari Gilbert, Sagan e Van Avermaet per tutta la primavera. Il campione belga potrà avere il supporto di Stijn Vandenbergh, reduce da una annata sfortunatissima con un pauroso incidente: se torna in perfetta forma il corazziere sarà preziosissimo. Il neoarrivato Silvan Dillier è un corridore versatile ma sulle pietre, complice anche l’imbottigliamento in casa BMC, non ha mai avuto l’opportunità di dare continuità: e se fosse lui il jolly per Naesen? Non sta dando segnali di crescita Alexis Gougeard ma il suo lavoro di supporto potrà fornirlo.

 

Tony Gallopin

CLASSICHE: Il pezzo grosso dell’ultimo mercato è Tony Gallopin: l’ex RadioShack e Lotto sarà gregario fondamentale nei grandi giri e sul pavé mentre agirà da leader nelle prove vallonate, quelle a lui più congeniali e dove raramente esce dai primi 15. Negli appuntamenti più complicati dal punto di vista altimetrico toccherà principalmente a Alexis Vuillermoz comandare la truppa, lui che sarà protagonista anche al Tour: il quarto posto a Il Lombardia lo ha finalmente portato in una nuova dimensione. Proprio nell’ultima monumento del 2017 ha vissuto una giornataccia Jan Bakelants, caduto rovinosamente e infortunatosi: c’è anche lui, ma dovrà recuperare dalle fratture patite. Curiosità per vedere il rendimento di Benoît Cosnefroy, iridato under 23 e abile sugli strappetti. Completano il quadro due elementi di provata affidabilità come Cyril Gautier e Matteo Montaguti, rimasto unico italiano in rosa.

Alberto Vigonesi :