L'arrivo vittorioso di Tim Wellens © Vuelta a Andalucía
L'arrivo vittorioso di Tim Wellens © Vuelta a Andalucía

Vuelta a Andalucía, capolavoro di Tim Wellens che fa tappa e maglia

Seconda vittoria stagionale per Tim Wellens che dopo aver conquistato il Trofeo Serra de Tramuntana a Maiorca, oggi si è imposto alla grande anche nella quarta tappa della Vuelta a Andalucía: il belga della Lotto Soudal, che già aveva palesato un’ottima condizione fisica nell’arrivo in salita sull’Alto de Allanadas, oggi è stato il più forte sul duro strappo finale di Alcalá de los Gazules. Con questa vittoria Wellens ha conquistato anche il primato nella generale, ma la classifica è ancora cortissima: domani la Vuelta a Andalucía terminerà con una cronometro tutta da seguire.

La cronaca: ottima azione di Amador e Vanmarcke
Con un gran premio della montagna di prima categoria e uno di terza circa a metà percorso e tanta pianura prima e dopo di essi, in questa quarta tappa della Vuelta a Andalucía c’era tanta voglia di andare in fuga nella speranza che il plotone potesse concedere qualcosa oggi. Per più di un’ora sono stati diversi i tentativi di fuga, poi al chilometro 55 sono finalmente riusciti ad andare via in 13: si trattava di Imanol Erviti (Movistar), James Shaw (Lotto Soudal), Sep Vanmarcke (EF Education First), Julien Duval (AG2R), Guillaume Martin (Wanty), Marco Minnaard (Wanty), Thomas Boudat (Direct Energie), Delio Fernández (Delko), Lukasz Owsian (CCC Sprandi), Coen Vermeltfoort (Roompot), Huub Duijn (Verandas Willems), Jesús Ezquerra (Burgos) e Kyle Murphy (Rally Cycling) che sono arrivati ad imboccare il Puerto de las Palomas con circa due minuti di margine sugli inseguitori.

In salita è stata la coppia della Wanty-Groupe Gobert ad accelerare in testa alla corsa: Minnaard e un Martin che sembra in ripresa dopo qualche problema di salute, hanno staccato tutti passando per primi al gran premio della montagna, poi sul più breve Puerto del Boyar sono stati raggiunti da Sep Vanmarcke e da due uomini della Movistar che erano usciti dal gruppo in precedenza, Hector Carrettero ed Andrey Amador. Dopo la discesa sono rimasti in fuga solo Amador e Vanmarcke che a 40 chilometri dall’arrivo avevano poco più di due minuti di vantaggio sul gruppo principale tirato, come prevedibile, dagli uomini del Team Sky e da quelli dell’Astana.

Landa parte lungo, Wellens lo salta all’ultimo
Amador e Vanmarcke sono riusciti a resistere stoicamente fino allo strappo conclusivo di Alcalá de los Gazules: il plotone li ha ripresi proprio a 1200 metri dall’arrivo sulle prime durissime rampe di salita. Poi sono subito entrati in scena i big: all’ultimo chilometro si è messo davanti a tutti Mikel Landa e l’unico che è riuscito a tenere il ritmo del basco della Movistar è stato proprio Tim Wellens, mentre tutti gli altri hanno perso terreno.

A circa 300 metri dall’arrivo, sull’ultima dura rampa in pavé, Tim Wellens ha superato per la prima volta Mikel Landa che aveva dettato il ritmo fino a quel momento senza riuscire a mandare in crisi il belga: il corridore della Lotto Soudal ha cambiato ritmo ed è riuscito ad andare a prendersi la vittoria di giornata con 4″ di vantaggio su Landa. Stavolta l’Astana ha dovuto correre per limitare i danni: Jakob Fuglsang ha chiuso terzo a 12″, Luis León Sánchez solo ottavo a 20″. Il capoclassifica Wout Poels invece non è riuscito a replicare la fantastica sparata di due giorni fa, forse sorpreso dalla prima accelerazione di Landa: l’olandese del Team Sky è apparso in rimonta nel finale, ma non ha potuto far meglio di un quarto posto a 13″. Da segnalare anche l’ottimo decimo posto di Andrea Pasqualon a soli 24″ da Wellens.

Domani crono decisiva
Alla vigilia della cronometro finale quindi la classifica generale vede Tim Wellens in maglia rossa di leader con 7″ di vantaggio su Mikel Landa, a 11″ c’è Wout Poels seguito da Jakob Fuglsang a 14″ e quindi da Luis León Sánchez: il vincitore finale di questa Vuelta a Andalucía uscirà verosimilmente da questi nomi ma è difficile fare previsioni su corsa potrebbe succedere sui 14.2 chilometri di Barbate.

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