La volata della terza tappa dell'Abu Dhabi Tour © LaPresse - Ferrari
La volata della terza tappa dell'Abu Dhabi Tour © LaPresse - Ferrari

Il razionalismo di Bauhaus spunta sull’impeto di Kittel

Abu Dhabi Tour, il giovane della Sunweb supera al fotofinish il rimontante connazionale. Viviani quarto e sempre leader

Quanto manca il successo a Marcel Kittel! Lui, che con la vittoria ha un rapporto strettissimo (quasi come quello che lo lega alla pallavolista Tess von Piekartz), va in bianco da tanto, troppo tempo. L’ultima volta che il biondissimo ha levato le braccia al cielo risale al 12 luglio scorso, quando dominò letteralmente a Pau, conquistando la quinta affermazione al Tour de France. Oggi, nonostante l’ormai solita volata partita da casa sua, pareva essere finalmente giunto all’obiettivo tanto ambito. Ma il nativo della Turingia deve inchinarsi a un connazionale più giovane ma che, almeno oggi, ha saputo posizionarsi meglio.

Non parte Bilbao, in quattro in fuga fra cui Maronese
La più breve delle quattro tappe in linea dell’Abu Dhabi Tour è quella disputatasi oggi, nella zona che si può parzialmente definire come il centro cittadino del ricchissimo emirato. 133 km tutti pianeggianti (si oscilla fra i 2 e i 40 metri sopra il livello del mare) tra la Nation Towers e la Big Flag, uno degli orgogli della città nazione. Un non partente, e si tratta di un nome di un certo peso, dato che lo spagnolo Pello Bilbao (Astana Pro Team) era da previsioni l’ultimo gregario di López in salita.

La prima azione di giornata nasce attorno al km 7 e vede tre francesi provare a evadere: Clément Chevrier (AG2R La Mondiale), Charles Planet (Team Novo Nordisk) e Pierre Rolland (Team EF Education First-Drapac) rimangono però in avanscoperta giusto un paio di km. La fuga buona nasce immediatamente dopo con Rolland come superstite: assieme a lui si avvantaggiano il britannico Sam Brand (Team Novo Nordisk), il russo Sergey Firsanov (Gazprom-RusVelo) e l’italiano Marco Maronese (Bardiani CSF).

Fuga annullata prima dei meno 50 km. Abbozzo, ma nulla più, di ventagli
Il margine massimo viene toccato dopo una ventina di km a quota 2’20”, con il gruppo che decide di non concedere nulla. La prima ora scorre via veloce a 45.8 km/h di media; giusto poco dopo, al primo sprint intermedio di Al Wathba (km 46.4), è Maronese a transitare per primo. Il plotone, sorprendentemente tirato dalla Gazprom-RusVelo, si mette a tirare a testa bassa tanto che già ai meno 53 km si assiste ad un prematuro ricongiungimento.

Il secondo traguardo volante di New Al Falah (km 83.9) diventa così terreno di caccia per sprinter e uomini di classifica: a beneficiarne è Elia Viviani, che consolida la leadership in classifica con 3″ di abbuono. Un cambio di direzione della corsa, e conseguentemente del vento, provoca un sussulto generale: davanti, effettivamente, si sventaglia, con la solita Quick Step Floors attentissima. Il gruppo si spezza in tre tronconi, ma si tratta di una situazione momentanea: già ai meno 42 km tutti sono tornati tranquilli in gruppo. Può rientrare anche Alexander Kristoff, caduto in una rotatoria: il norvegese striscia il lato destro del corpo ma si tratta di graffi superficiali.

Sprint caotico, Kittel rimonta a tutta velocità
Il gruppo appallottolato prosegue, quasi per inerzia, senza alcuna variazione di andatura fino ai meno 10 km, quando le formazioni degli sprinter e degli uomini che puntano alla generale iniziano a battagliare per un posto al sole. Mitchelton-Scott e Quick Step Floors sono le squadre che si fronteggiano e che entrano in testa all’ultimo km; ambedue, però, si sfilacciano e danno il là a una volata caotica, senza treni e con tanti cambiamenti.

Luka Mezgec (Mitchelton-Scott) è il miglior pesce pilota, ma alla sua ruota staziona non Ewan quanto Fabio Sabatini. Il toscano non riesce però ad uscire, con Viviani che sceglie di muoversi autonomamente sulla sinistra della carreggiata. Ewan va a destra assieme a tutti gli altri, tranne uno. Quell’uno è Marcel Kittel che, agli 80 metri dal termine, è settimo e chiuso da tutti (e ancora una volta il treno Team Katusha-Alpecin è insufficiente); il tedescone trova però un pertugio a sinistra del suo sostituto in Quick Step Floors, giungendo a doppia velocità e superandolo grazie al colpo di reni. Pare vittoria per il nativo di Arnstadt; pare, appunto, perché al centro della strada c’è chi riesce a eseguire uno slancio ancor migliore.

Bauhaus vince al fotofinish, Viviani quarto e ancora leader
E così Phil Bauhaus lo beffa, nel vero senso della parola; il ventitreenne renano ha la meglio solo grazie al fotofinish, che assegna a lui e al suo Team Sunweb (unico team World Tour ancora a digiuno) la prima vittoria dell’anno. L’en plein teutonico prosegue grazie al terzo posto di un altro giovane di qualità come Pascal Ackermann (Bora Hansgrohe). Quarto, e primo tra gli stranieri, Elia Viviani (Quick Step Floors).

Seguono l’australiano Caleb Ewan (Mitchelton Scott), il veterano tedesco André Greipel (Lotto Soudal), il francese Rudy Barbier (AG2R La Mondiale), il norvegese Alexander Kristoff (UAE Team Emirates), l’olandese Danny van Poppel (Team Lotto NL-Jumbo) e il veronese Andrea Guardini (Bardiani CSF). In classifica Viviani continua a vestire la casacca rossa di capoclassifica con 3″ su Kristoff e Bauhaus, 5″ su Ackermann e 7″ su van Poppel e Kittel. Domani la novità della quarta edizione della corsa con una cronometro individuale di 12.6 km a Al Maryah Island. Chiusura domenica con la salita di Jebel Hafeet che

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