Rohan Dennis impegnato nella cronometro della Tirreno-Adriatico © Tim De Waele
Rohan Dennis impegnato nella cronometro della Tirreno-Adriatico © Tim De Waele

Dennis, la crono è questione di cuore

Abu Dhabi Tour, l’australiano del BMC Racing Team domina la sfida individuale. Sfortuna Dumoulin, domani si arriva in salita

Quest’anno il suo obiettivo stagionale si chiama Giro d’Italia: e non solo il traguardo parziale di Gerusalemme, dove potrà presentarsi, se non come favorito assoluto, quantomeno nel ventaglio dei primissimi. Rohan Dennis punta infatti a diventare uomo di classifica, iniziando un percorso che lo possa portare nel giro delle prossime stagioni nell’élite della categoria. Intanto splende già, e da parecchio tempo, in una tipologia di prove, quelle contro il tempo: e oggi ha dato un nuovo assaggio delle sue capacità.

Inedita cronometro assai filante: Craddock fa meglio di Brändle
Nella quadriennale storia dell’Abu Dhabi Tour non era mai stata proposta una prova a cronometro. Complice l’allungamento di un giorno della gara, l’occasione buona per inserire una seconda tappa chiave per la generale è stata dunque colta al balzo dagli organizzatori di RCS Sport. Il tracciato scelto per l’appuntamento è quello che si snoda attorno ad Al Maryah Island: 12.7 i km su strade ovviamente larghe e con poche curve. La vicinanza al mare ha favorito la presenza del vento, che ha soffiato in maniera talvolta fastidiosa per gli atleti.

Il primo a scattare alle 10.15 ora europea è stato il francese Charles Planet (Team Novo Nordisk), autore di un tempo di 16’26”. Già il terzo dei 136 sfidanti di giornata si è ben disimpegnato: considerando il curriculum, l’austriaco Matthias Brändle (Trek-Segafredo) era inserito tra i possibili vincitori e, con un riferimento di 14’58”, ha avanzato la propria candidatura. Tuttavia, neppure un quarto d’ora più tardi, l’ex IAM è costretto ad alzarsi dal leader box per merito di un corridore alquanto enigmatico nel suo rendimento: dopo un 2017 da mani nei capelli (mai nei primi 40), Lawson Craddock si ricorda di avere buoni numeri e fa segnare un interessantissimo 14’51”.

Arndt va forte, Scotson e soprattutto Dennis ancor di più
La gioia per la vetta provvisoria per lo statunitense del Team EF Education First-Drapac dura una ventina di minuti: a scalzarlo, per solo 1″ grazie al suo 14’50”, è uno specialista assoluto di questo tipo di prove e distanze come Alex Dowsett. Il britannico, neoarrivato al Team Katusha-Alpecin, cala soprattutto nella seconda metà di gara, lasciando spazio a ulteriori inserimenti. Uno dei quali giunge puntualmente: l’eclettico Nikias Arndt (Team Sunweb), dopo una prima parte di esercizio controllata, rimonta prepotentemente e con 14’43” si issa ampiamente in prima piazza.

A togliere ogni sogno di gloria al tedesco ci pensa una coppia australiana in maglia BMC Racing Team: prima è Miles Scotson che ritocca il tempo con 14’37” poi arriva un carrarmato di nome Rohan Dennis che vola letteralmente a 14’21”, dimostrando di poter essere l’uomo giusto per la vittoria, anche della generale. A proposito di generale, scendono in pista anche chi punta a imporsi domani: Miguel Ángel López (Astana Pro Team) non dispiace con 15’10”, tempo ripetuto da Simon Yates (Mitchelton-Scott). Fa ancora meglio Julian Alaphilippe (Quick Step Floors) con un significativo 14’55”.

Castroviejo si comporta molto bene, sfortuna Dumoulin
Uomo da classifica lo è anche Jonathan Castroviejo e fa valere il suo status più unico che raro di leader in casa Team Sky: il basco si inframezza rispetto ai BMC con un eccellente 14’35”. Tanto che anche uno specialista puro come Jos van Emden (Team LottoNL-Jumbo) va dietro con 14’37”, stesso tempo di Scotson ma alle spalle per una questione di centesimi. Un pochino sotto le attese Alexandre Geniez (AG2R La Mondiale) con 15’17”, non male invece Fabio Aru con 15’12” e il suo compagno in UAE Team Emirates Alberto Rui Costa con 15’08”.

Si attestano in quella zona anche Rafal Majka (Bora Hansgrohe) con 15’05” e Domenico Pozzovivo (Bahrain Merida) con 15’15” mentre fa, come da previsioni, decisamente meglio Wilco Kelderman: il neerlandese del Team Sunweb va ad appaiarsi a Scotson e van Emden con 14’37”. Il suo compagno di squadra più nobile Tom Dumoulin parte fortissimo, tanto che all’intermedio anticipa di 1″ Dennis; ma subito dopo, ahilui, è vittima di una foratura che gli impedisce sogni di gloria. Nonostante tutto il nativo di Maastricht conclude con 14’52”, segnale di come la forma sia già quella buona.

Ulissi piace, Valverde sempre in palla. Domani c’è Jebel Hafeet
Va abbastanza bene Ilnur Zakarin (Team Katusha-Alpecin) con 15’01”, vanno ancora meglio altri due uomini del BMC Racing Team: Brent Bookwalter viaggia a 14’38”, Patrick Bevin a 14’44”. Non conferma le attese Ion Izagirre (Bahrain Merida) con 15’10” che va come uno scalatore puro quale Davide Formolo (Bora Hansgrohe), lui bene con 15’11”. In chiave azzurra bella prestazione di Diego Ulissi: il toscano della UAE Team Emirates scende sotto i 15′ con 14’58”, risultando il migliore nella sfida interna. L’ultimo uomo di classifica in gara è Alejandro Valverde: il murciano del Movistar Team, ancora una volta, non molla e, con 14’48”, guadagna terreno su buona parte dei rivali.

Il resto della truppa è formato da velocisti, nessuno dei quali riesce a far segnare un tempo inferiore ai 15′. L’ultimo a partire, la maglia rossa Elia Viviani (Quick Step Floors), va forte con 15’10” per un trentatreesimo posto finale. Vince quindi Rohan Dennis con 14″ su Jonathan Castroviejo, 16″ su Miles Scotson, Jos van Emden e Wilco Kelderman, 17″ su Brent Bookwalter, 22″ su Nikias Arndt, 23″ su Patrick Bevin, 27″ su Alejandro Valverde e 29″ su Alex Dowsett.

La classifica rispecchia l’ordine di tappa, con Dennis leader. L’unico ad avere un distacco minore è Valverde che staziona a 24″. Domani l’ultima e decisiva tappa, con il traguardo in quota simbolo della corsa. Si parte ad Al Ain e si raggiunge dopo 199 km Jebel Hafeet: l’ascesa conclusiva misura 11 km e vanta una pendenza media dell’8%, con punte all’11%, cifre che diventano complicate se affrontate a fine febbraio e con una temperatura vicina ai 30°.

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