Tim Wellens vince la Freccia del Brabante e dedica il successo a Goolaerts © Photonews
Tim Wellens vince la Freccia del Brabante e dedica il successo a Goolaerts © Photonews

Tim Wellens: Attacco, Lotto, Vinco

De Brabantse Pijl, il belga si invola ai meno 8 km e dedica il successo a Goolaerts. Colbrelli buon secondo, sesto Pasqualon

Ama il freddo, la pioggia e i percorsi accidentati. Oggi mancavano sia il primo che il secondo elemento. C’era il terzo e tanto è bastato a Tim Wellens che si è andato a prendere un successo tanto bello nei modi quanto sentito nella sostanza, per quanto accaduto domenica sulle strade della Roubaix. Per il leader della Lotto Soudal l’ennesima dimostrazione di essere un corridore come pochi altri nel panorama internazionale contemporaneo. Da imitare, possibilmente.

Minuto di silenzio prima del via in memoria di Goolaerts. 27 côte in programma in 200 km
Atmosfera cupa nelle prime fasi della Brabantse Pijl. Il meteo, certo, non aiuta, ma la ragione risiede in quanto avvenuto domenica alla Paris-Roubaix. Per onorare al meglio Michael Goolaerts la Veranda’s Willems-Crelan ha deciso di confermare la propria presenza nella prima delle classiche delle Ardenne. E a sostenere i sette selezionati anche i rimanenti elementi del roster fiammingo sono stati a seguito della corsa, a cominciare dal minuto di silenzio osservato prima del via alle 12.30.

Da Leuven, ridente cittadina universitaria già sede del GP Jef Scherens di metà settembre, la carovana si è indirizzata in direzione sudovest fino ad Alsemberg, per poi tornare indietro e affrontare il circuito finale a Overijse. 201.9 i km di gara, con ben ventisette côte da scalare e l’accoppiata Ijskelderlaan e Schavei da affrontare quattro volte (e tre volte il circuito conclusivo di 23.4 km con Hagaard, Hertstraat e Holstheide ad anticipare le due salite), l’ultima delle quali in prossimità del traguardo.

Sette attaccanti, presente il padovano Andrea Peron
Poco dopo il km 0 si forma la fuga che caratterizza il pomeriggio. Presenti i belgi Dries De Bondt (Veranda’s Willems-Crelan), che onora al meglio la memoria del compagno di squadra, e Antoine Warnier (WB Aqua Protect Veranclassic), il rumeno Eduard Grosu (Nippo-Vini Fantini-Europa Ovini), l’italiano Andrea Peron (Team Novo Nordisk), il neerlandese Elmar Reinders (Roompot-Nederlandse Loterij), l’australiano Callum Watson (Aqua Blue Sport) e lo statunitense Tyler Williams (Israel Cycling Academy).

Il gruppo lascia fare, permettendo di guadagnare un margine massimo di 7’50” sullo strappo di Bruineput (km 71.7) ma poi entrano in azione Lotto Soudal e Team LottoNL-Jumbo, che si incaricano di far scendere il divario, con il gap di 3’30” al km 90 e si abbassa a 1’50” ai meno 70 km. I rossonerobianchi belgi si mostrano pimpanti e sul primo passaggio a Schavei fa accelerare Maxime Monfort e Jelle Vanendert, che contribuiscono a far allungare il gruppo.

Haig e Van der Sande al contrattacco, Grosu ultimo a mollare
Con Peron che si stacca e Grosu particolarmente attivo, davanti il margine dei sei superstiti sul gruppo scende a 50″ ai meno 60 km. Ma inframezzati vi sono due elementi come Jack Haig (Mitchelton Scott) e Tosh Van der Sande (Lotto Soudal), partiti ai meno 64 km su Hertstraat e riusciti a rientrare sulla testa ai meno 58 km. Dietro, intanto, lavora il BMC Racing Team e si cade: ne fanno le spese Florian Vachon (Team Fortuneo-Samsic) e Dennis van Winden (Israel Cycling Academy), costretti ad abbandonare con botte a gomito e ginocchio.

La maggior freschezza e qualità di Haig e Van der Sande fa in modo che sul secondo transito di Schavei la coppia riesca a distanziare tutti i fuggitivi della prima ora, eccettuato un tenace Grosu. Passati sul traguardo (-47 km) il terzetto ha una ventina di secondi sul velleitario tentativo di Benjamin Declercq (Sport Vlaanderen-Baloise) e una trentina sul plotone, composto da una sessantina abbondante di unità.

Canola, Martinelli e Pauwels: si susseguono i tentativi, tutti infruttuosi
Le forze di Grosu si esauriscono nello strappo di Hagaard mentre nel gruppo, con Declercq riassorbito, è Davide Martinelli (Quick Step Floors) a cercare vanamente di portare via gruppetto. Stesso obiettivo ma stesso risultato di Marco Canola (Nippo-Vini Fantini-Europa Ovini), che sulla seguente côte di Hertstraat accelera senza esito, mentre la coppia al comando entra negli ultimi 40 km con 40″. È poi il turno di un passistone come Frederik Backaert (Wanty-Groupe Gobert), ma il pavearo deve arrendersi ai meno 35 km.

Qualcosa di più sostanzioso si forma ai meno 34 km sulla salitella di Holshteide: Serge Pauwels (Team Dimension Data) accelera e riesce a portare via un drappello di una quindicina di elementi che comprende, fra gli altri, nomi come Sonny Colbrelli, Jesús Herrada, Bob Jungels e Jelle Vanendert (che però viene rallentato da una foratura). Nella discesa seguente, però, il plotone saggiamente riesce a riportarsi e ad annullare questo pericoloso tentativo.

Si muovono anche Sbaragli e Colbrelli, ma niente da fare
Oscilla sui 20″ il margine di Haig e Van der Sande ai piedi di Ijkselderlaan (-27.6 km) e, dato il ridotto divario, a provare a rientrare sui due sfruttando tale asperità è Kristian Sbaragli: il toscano della Israel Cycling Academy punta a mettersi in mostra in chiave Giro d’Italia ma quel che guadagna sul gruppo gli viene sottratto in toto sul penultimo passaggio di Schavei. Inizia così l’ultimo giro di 23.4 km con la coppia di testa in possesso di 25″ sul plotone tirato da Grega Bole (Bahrain Merida).

E si capisce il motivo dell’attività del sodalizio italo-sloveno-mediorientale: sul breve Hertstraat (-17.5 km) attacca secco Sonny Colbrelli, alla cui ruota si posizionano un attentissimo Bryan Coquard (Vital Concept), Dylan Teuns (BMC Racing Team) e il già citato Jelle Vanendert. Ma il gruppo non lascia terreno e, se la prima parte rientra già prima dello scollinamento, il resto si riposiziona nel corso della discesa.

Ripresi Haig e Van der Sande, la Lotto Soudal muove i grossi calibri
L’azione di Haig e Van der Sande termina ai meno 12 km, proprio ai piedi di Holstheide. E, ancora una volta, la Lotto Soudal non perde l’attimo mandando all’attacco Jelle Vanendert, alla cui ruota si portano Carlos Verona (Mitchelton Scott), Enrico Gasparotto (Bahrain Merida), Bertjan Lindeman (Team LottoNL-Jumbo), Pieter Serry (Quick Step Floors), Serge Pauwels (Team Dimension Data), Xandro Meurisse (Wanty-Groupe Gobert) e soprattutto Tim Wellens, che chiede al compagno di squadra di lavorare a testa bassa.

A impegnarsi in gruppo per provare a chiudere il distacco è soprattutto il BMC Racing Team, rimasto fuori da tale azione. Ma il drappello si frattura ai meno 7.8 km quando, in un tratto di leggera discesa, parte Wellens che in maniera decisa provando l’ennesima sparata della carriera ancora breve ma già ricca di vittorie. Il fiammingo pedala a più non posso e, sfruttando anche l’iniziale indecisione dei colleghi, guadagna fino ai 20″ con cui inizia Ijkselderlaan. E che mantiene anche in cima allo strappo, mentre dietro gli altri attaccanti vengono riassorbiti dal plotone.

Wellens è irraggiungibile e centra il quarto successo del 2018. Secondo Colbrelli, bene Pasqualon
Gasparotto e Verona si mettono quindi a disposizione di Colbrelli e Impey, incaricandosi di lavorare in gruppo. Ma la progressione dello scatenato battistrada fa in modo che all’imbocco di Schavei il margine sia addirittura aumentato di un paio di secondi (certo, se le moto fossero rimaste a maggior distanza non sarebbe stato un peccato. Anzi). A cercare di ribaltare un destino che pare segnato è Teuns, che scatta ai meno 800 metri ma viene ben marcato da Benoot, Colbrelli e Serry.

L’azione, però, è vana perché Tim Wellens riesce a vincere con margine e a braccia alzate, dedicando il successo alla memoria di Goolaerts, che nella Lotto Soudal ha militato a livello di formazione di sviluppo tra gli under 23. È la quarta affermazione stagionale per il formidabile ragazzo di Sint Truiden, dopo il Trofeo Serra da Tramuntana e tappa più maglia ottenuta in febbraio alla Vuelta a Andalucía.

La volata a cinque per il secondo posto ha premiato Sonny Colbrelli (Bahrain Merida), che si conferma sul podio dopo il successo del 2017. Il bresciano, che mostra una buona forma in vista dell’Amstel, ha la meglio per pochi centimetri su Tiesj Benoot (Lotto Soudal). Quarto Pieter Serry (Quick Step Floors), quinto Jan Tratnik (CCC Sprandi Polkowice) e sesto un bravissimo Andrea Pasqualon (Wanty-Groupe Gobert). Completano la top 10 Dylan Teuns (BMC Racing Team), Huub Duijn (Veranda’s Willems-Crelan), Thomas Sprengers (Sport Vlaanderen-Baloise) e Daryl Impey (Mitchelton Scott).

Visita lo store di Cicloweb!

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile