Markus Wildauer conquista la tappa di Sestola al Giro d'Italia Under 23 © Isolapress
Markus Wildauer conquista la tappa di Sestola al Giro d'Italia Under 23 © Isolapress

Born to be Wildauer

Giro d’Italia Under 23, l’austriaco del Tirol Cycling Team si impone a Sestola e si veste di rosa. Sul podio Covi e Corradini

Tappa e maglia per Markus Wildauer (Tirol Cycling Team) a Sestola, nella prima tappa complessa di questo Giro d’Italia Under 23. L’austriaco ha vinto per distacco precedendo di 33″ Alessandro Covi (Team Colpack) e di 36″ Michele Corradini (Mastromarco-Sensi-FC Nibali). In classifica generale, invece, il portacolori del team tirolese, al momento, ha 41″ di vantaggio sull’ex leader Jasper Philipsen (Hagen-Berman Axeon) e 48″ lo stesso Covi.

Da Nonantola non riparte Scotson, Zoccarato ancora sugli scudi
La seconda tappa in linea del Giro d’Italia Under 23 lascia la Romagna e si disputa totalmente in territorio emiliano e, per meglio specificare, completamente in Provincia di Modena: dalla pianeggiante Nonantola si arriva dopo 138.2 km ai 1021 metri di altitudine di Sestola, località toccata più volte dalle due ruote, per il primo arrivo in salita dell’edizione 41 della prova organizzata dalla Nuova Ciclistica Placci.

Un non partente, ma di peso: ha terminato la propria avventura Callum Scotson, fratello minore del professionista della BMC e importante supporto in casa Mitchelton-BikeExchange per Stannard. Dopo il via dato attorno alle 11.35 si sono susseguiti, come da prassi, diversi tentativi di attacco: si segnala particolarmente attivo Samuele Zoccarato (General Store Bottoli Zardini), già grande protagonista della giornata di ieri.

Andatura elevatissima, in 20 rimangono davanti fra cui Philipsen
Un drappello di sei cerca di avvantaggiarsi in prossimità del km 32, ma rimane in avanscoperta per una decina scarsa di km. Dopo una prima ora corsa a tutta (48 km percorsi in 60′) il gruppo si spezza in tre tronconi attorno al km 55: ma se la seconda e la terza parte si ricongiungono, non così avviene per la prima, che prosegue la sua azione e, di fatto, va a comporre la fuga di giornata, passando al km 60 con 35″ di margine.

Presenti anche nomi di peso a cominciare dalla Jasper Philipsen (Hagens Berman Axeon), partito stamattina in maglia rosa. Oltre al promettente belga presenti anche Gabriel Cullaigh (Team Wiggins), Mikkel Bjerg (Hagens Berman Axeon), Edoardo Faresin (Zalf Euromobil Désirée Fior), Alex Colman e Brent Van Moer (Lotto Soudal), Moreno Marchetti (Petroli Firenze Hopplà Maserati), Giulio Branchini (Team Palazzago), Nicolas Nesi (Maltinti Lampadari), Federico Orlandi (Biesse Carrera Gavardo), Daniel Smarzaro e Samuele Zoccarato (General Store Bottoli Zardini), Fabrizio Capodicasa (Delio Gallina Colosio Eurofeed), Edoardo Affini e Daan Hoole (SEG Racing Academy), Paolo Baccio (Mastromarco-Sensi-FC Nibali), Sven Burger (Tirol Cycling Team), Andrea Micheletti (Viris Vigevano) e Giovanni Iannelli (Malmantile).

A Burger e Faresin i gpm in una fase alquanto caotica
All’intergiro di Vignola (km 64.8) Colman, già leader della speciale classifica, anticipa due sprinter come Philipsen e Marchetti: per il gruppo le cose iniziano a farsi preoccupanti, dato che il gap è di 1′. E sale ancora, toccando quota 1’25” al km 80, poco prima che inizi la lunga salita (13.4 km) di Sant’Antonio: il plotoncino di testa si dimezza lungo le rampe della salita, con Affini, Bjerg, Branchini, Burger, Faresin, Hoole, Philipsen, Smarzaro e Van Moer a rimanere davanti: in vetta (km 98.3) è l’austriaco Burger che fa sua la prima salita di seconda categoria della corsa, precedendo Philipsen e Faresin.

Il gruppo è però ormai prossimo, dato che transita dopo soli 20″. La breve distanza e il falsopiano seguente scombina la situazione, creando un nuovo gruppetto la cui completa composizione non viene identificata neppure da Radiocorsa: quel che si sa è che al gpm di Lama Mocogno (km 116.2) è Faresin che passa davanti a Burger e Branchini, mentre il gruppo dista 40″. La confusione prosegue nella discesa che porta a Scoltenna, lì dove inizia la salita finale.

Wildauer, Corradini e Iversen riprendono e staccano i fuggitivi
Quel che si sa è che, a circa 20 km dalla fine si è mosso Markus Wildauer. L’austriaco del Tirol Cycling Team ha rapidamente ripreso i fuggitivi e, in seguito, è balzato in testa al gruppetto deciso a imporre un forcing estenuante. Il ritmo del corridore classe ’98 ha immediatamente messo in difficoltà molti dei componenti della fuga: Philipsen ha provato a resistergli per un po’, nel tentativo di tenere la maglia, ma vanamente, dovendo perdere terreno.

A 12 km dalla fine, dunque, si è formato in testa un terzetto: con Wildauer un bravissimo Michele Corradini (Mastromarco Sensi Nibali), riuscito a sganciarsi in discesa e a rientrare in salita, e il danese Rasmus Iversen (General Store Bottoli Zardini). A poche centinaia di metri dal gpm di Montecreto (km 128.7) Corradini distanzia gli altri due, venendo ripreso in discesa da Iversen a 9 km dal termine. Wildauer rientra 200 metri più tardi e, immediatamente, attacca i colleghi, cogliendoli di sorpresa e lasciandoli sul posto.

Wildauer stacca tutti e vince, Covi e Schinnagel attaccano
Quasi in contemporanea dal gruppo attacca Alessandro Covi (Team Colpack), non venendo marcato. Davanti, intanto, Markus Wildauer guadagna man mano su Corradini e Iversen, con lo scandinavo al gancio. La marcia trionfale del tirolese prosegue, il quale, in pochissimi km, guadagna addirittura 40″ sugli immediati inseguitori. La cavalcata termina solo sul traguardo, che varca a braccia alzate, conquistando il primo successo della carriera tra gli under 23.

Iversen non dà un cambio a Corradini mano per sbaglio e, ai meno 4 km, rientra su di loro uno scatenato Covi. Il suo ritmo provoca subito la perdita di contatto del danese ma, poco dopo, si riforma il terzetto in quanto giunge su di loro Johannes Schinnagel, anch’egli del Tirol Cycling Team. Il tedesco, probabilmente ignaro della presenza in testa alla corsa del compagno di squadra, accetta di dare cambi a Covi.

Covi e Corradini sul podio, Battistella perde terreno. Domani si va a Mornico al Serio
Nel finale Covi stacca i rivali, andando a conquistare una bella seconda piazza a 33″. Nella lotta per il terzo posto a 36″ Corradini ha la meglio su Schinnagel. Nel gruppo della maglia rosa non succede di fatto nulla: solo nelle ultime centinaia di metri hanno sprintato il colombiano  Wilmar Paredes (Colombia) e l’australiano Robert Stannard (Mitchelton-BikeExchange), tagliando il traguardo con 42″ e guadagnando un paio di secondi sul gruppo, forte di una quarantina di unità. Completano la top 10 il belga Julian Mertens (Lotto Soudal), il russo Nikolay Cherkasov (Russia), lo spagnolo Roger Adriá (Equipo Lizarte) e il lombardo Matteo Moschetti (Polartec-Kometa).

Deve direi addio ai sogni di classifica Samuele Battistella: il veneto della Zalf Euromobil Désirée Fior paga 8’51”, dovendo così ricalibrare il proprio Giro sui traguardi parziali. Come detto, grazie al successo Wildauer conquista anche la maglia rosa. L’austriaco ora conduce con 41″ su Philipsen, 48″ su Covi, 49″ su Corradini, 52″ su Matteo Sobrero (Dimension Data for Qhubeka) e Stannard. Domani spazio alla frazione più lunga della corsa, la Rio Saliceto-Mornico al Serio di 164.3 km, totalmente piatta e che, salvo sorprese, si concluderà allo sprint.

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