Geraint Thomas, vincitore del Critérium du Dauphiné 2018 © ASO
Geraint Thomas, vincitore del Critérium du Dauphiné 2018 © ASO

Stavolta la sfortuna non ferma Thomas

Il gallese della Sky vince il Critérium du Dauphiné nonostante due forature. Ultima tappa ad Adam Yates che beffa il fuggitivo Daniel Navarro

Anche in questo Critérium du Dauphiné la sfortuna ha deciso di bersagliare Geraint Thomas, come ormai puntualmente accade da più di un anno, almeno dal Giro d’Italia del 2017: questa volta però il gallese del Team Sky è stato più forte di tutto, anche della malasorte che in Francia lo ha colpito prima con la scivolata nel prologo e oggi nell’ultima decisiva frazione con ben due forature, ed è riuscito ad aggiungere al proprio palmarès una nuova breve gara a tappe. Oggi Thomas ha dovuto soffrire, ma il supporto di una grandissima formazione ed il vantaggio accumulato in precedenza, in particolar modo nella cronometro a squadre, hanno fatto la differenza: per la sesta volta nelle ultime otto edizioni è un corridore britannico a conquistare il Delfinato.

Per il ciclismo di oltremanica oggi è arrivato un doppio successo perché la frazione conclusiva è stata vinta da Adam Yates che ha chiuso anche secondo in classifica generale. Il corridore della Mitchelton-Scott quest’anno aveva già vinto la tappa della Tirreno-Adriatico con arrivo a Filittrano e dedicata al ricordo di Michele Scarponi, ora invece punta forte sul Tour de France per provare a replicare almeno in parte quanto fatto dal fratello Simon al Giro d’Italia: al momento tra i due c’è una certa differenza in termini di spettacolarità, ma anche Adam va molto forte e ha forse un po’ di esperienza in più nei grandi giri.

Ancora Ravasi in fuga da lontano
Per la frazione finale gli organizzatori del Critérium du Dauphiné hanno scelto un’altra tappa dal chilometraggio breve ma ricca di salite: quattro ascese di prima categoria ed una di terza erano infatti in programma lungo i 136 chilometri da Moûtiers a Saint-Gervais Mont Blanc, con il finale (gli ultimi 50 chilometri circa) identico a quello della 19esima tappa del Tour de France 2016. Uscendo da Moûtiers i corridori hanno incontrato un tratto di pianura e leggero falsopiano lungo circa 25 chilometri che portava all’imbocco della salita della Cormet de Roselend: di fughe neanche a parlarne, ci sono stati attacchi e tentativi di allungo ma complice l’alta andatura nessuno è stato in grado di fare la differenza.

Appena iniziata la salita c’è stata subito selezione nel gruppo, ma soprattutto gli attaccanti hanno avuto il terreno per portare via di forza un gruppetto: la fuga di giornata si è formata quinti al chilometro 31 quando Julian Alaphilippe (Quick-Step Floors), David Gaudu (Groupama-FDJ), Pierre Rolland (EF Education First), Daniel Navarro (Cofidis), Edward Ravasi (UAE Team Emirates) e Antwan Tolhoek (Team LottoNL-Jumbo) hanno iniziato a prendere vantaggio sugli inseguitori. Con un po’ di ritardo hanno provato ad uscire dal gruppo principale anche Brice Feillu e Dario Cataldo, ma anche senza riuscire a rientrare in testa per l’abruzzese dell’Astana la giornata è stata positiva: anche vincendo tutti i gpm, nessuno dei fuggitivi poteva superarlo nella speciale classifica e la vittoria della maglia azzurra a pois bianchi dipendeva quasi solo dall’arrivare al traguardo come poi è stato.

Doppia foratura per Geraint Thomas
Alaphilippe, Gaudu, Navarro, Ravasi, Rolland e Tolhoek hanno avuto un vantaggio massimo di poco superiore ai tre minuti: la Sky non poteva lasciare loro troppo spazio perché Rolland partiva con 4’00” di ritardo in classifica, Tolhoek con 4’50” e Navarro con 4’52”; meglio non rischiare. Dopo la Cormet de Roselend e la Côte de la route des Villes, nella vallata che precedeva l’ascesa verso il Col des Saisies è arrivato comunque un piccolo brivido per Geraint Thomas: una foratura lo ha costretto a fermarsi e ripartire, ma fortunamente si trattava di una fase di corsa abbastanza tranquilla e non ha avuto particolare problemi a riprendere le ruote del gruppo. Ben diversa è stata invece la seconda foratura del gallese del Team Sky, avvenuta quando mancavano poco più di 40 chilometri al traguardo.

Sulla salita del Col des Saisies l’AG2R La Mondiale aveva iniziato a sgretolare il gruppo principale con un bel forcing: al gran premio della montagna a 47 chilometri dall’arrivo il vantaggio dei sei fuggitivi era sceso a 1’50”, poi in discesa ecco l’ennesimo episodio sfortunato per Geraint Thomas. Stavolta la foratuna è arrivata in un momento molto delicato con l’AG2R che nulla ha fatto per agevolare il rientro della maglia gialla: la squadra francese ha scelto di non aspettare il leader anche perché la sua azione era già iniziata in precedenza, ma bisogna anche dire che non c’è stata un’ulteriore accelerazione e che il ritmo è rimasto alto ma regolare tanto che la fuga ha perso solo una ventina di secondi. Thomas si è ritrovato anche con 45″ da recuperare, ma Castroviejo e Kwiatkowski su tutti hanno fatto un ottimo lavoro per ricucire il buco a 29 chilometri dal traguardo.

La discesa crea problemi al gruppo
Ai meno 20 chilometri il percorso presentava un tratto di discesa abbastanza tecnico, quello in cui al Tour 2016 ci fu l’attacco vincente di Romain Bardet e la caduta di Chris Froome: oggi, con la strada asciutta, i sei battistrada si sono presentati tutti assieme ad affrontare la dura Côte des Amerands dove è arrivata l’accelerazione in testa di David Gaudu, con Daniel Navarro e Pierre Rolland unici a resistere al suo inseguimento. Il gruppo della maglia gialla invece si è spezzato e corridore come Daniel Martin, Damiano Caruso, Emanuel Buchmann e Ilnur Zakarin che si sono fatti sorprendere nella seconda parte: al gpm a 10 chilometri dall’arrivo con Geraint Thomas erano rimasti solo Tao Geoghegan Hart, Romain Bardet, Pierre Latour e Adam Yates, mentre da dietro Daniel Martin ha trovato l’aiuto di un ottimo Edward Ravasi, molto convincente in questi giorni, per cercare di avvicinarsi ai primi.

Alla fine i due gruppetti degli uomini di classifica si sono riuniti ai meno 7 chilometri, praticamente all’inizio della salita di Saint-Gervais Mont Blanc. Davanti intanto Rolland e Navarro avevano ripreso Gaudu e a 6.2 chilometri dall’arrivo lo spagnolo della Cofidis ha tirato dritto togliendosi di ruota gli altri ex compagni di fuga: da 30″ sei meno 6, Navarro si è trovato ad avere addirittura 45″ di margine sulla maglia gialla quando di chilometri al traguardo ne mancavano solo quattro e ormai poteva iniziare a fare un pensierino alla seconda vittoria in carriera in un tappa del Delfinato dopo quella del 2010 in maglia Astana.

Il sogno di Navarro si infrange ai 50 metri
Nel finale di tappa gli allunghi di Romain Bardet e Emanuel Buchmann hanno fatto sì che all’inseguimento di Daniel Navarro si formasse un quartetto comprendente anche Geraint Thomas e Adam Yates: il francese dell’AG2R ed il tedesco della Bora erano i due più attivi, i due britannici invece restavano sornioni in scia per centellinare le energie a disposizione. All’ultimo chilometro Navarro aveva ancora 18″ di vantaggio, da dietro c’è stato un altro tentativo abbastanza velleitario di Romain Bardet che non ha fatto male agli altri (Thomas non ha risposto subito, forse per un problema al cambio) ma che ha ridotto le distanze dalla testa della corsa: ai 250 metri è arrivata quindi la sparata di Adam Yates, questa sì in fotocopia al gemello, che è andato a riprendere e superare Navarro quando ormai mancavano meno di 50 metri alla linea del traguardo.

Tappa a Yates, generale a Thomas
Una bella vittoria per Yates, una beffa atroce per Navarro che comunque è arrivato secondo a 4″. Nel finale Yates è riuscito a scavare distacchi interessanti sui rivali: Romain Bardet ha perso 9″, Emanuel Buchmann 14″, Geraint Thomas ha sofferto finendo a 19″, poco più indietro sono arrivati anche Daniel Martin e Damiano Caruso a 24″, Guillaume Martin a 28″, Pierre Latour a 35″ e Pierre Rolland a 41″. La potente accelerazione di Adam Yates e la contemporanea difficoltà di Geraint Thomas hanno spinto molti a domandarsi cosa sarebbe potuto accadere se lo scatto fosse arrivato prima: onestamente, difficile pensare che la classifica finale potesse essere diversa, perché il gallese della Sky ha avuto a lungo al suo fianco l’ottimo Tao Geoghegan Hart e comunque ha vinto la classifica generale con un minuto esatto di vantaggio sull’alfiere della Mitchelton-Scott.

Alla fine il terzo gradino del podio finale lo ha agguantato Romain Bardet, staccato comunque di 1’47”, poi quarto ha chiuso Daniel Martin e quinto un bravissimo Damiano Caruso che ha guadagnato terreno con la cronosquadre e poi si è difeso con grande regolarità in salita. Tra le note negative di quest’ultima tappa c’è lo spagnolo Marc Soler, mai brillante in questa settimana francese ma oggi è proprio crollato perdendo 6’04” (come Vincenzo Nibali, sempre in atteggiamento di preparazione) e finendo fuori dai primi dieci della generale senza la maglia bianca di miglior giovane che aveva conquistato ieri.

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