Chris Juul-Jensen vittorioso a Gstaad © Getty Images
Chris Juul-Jensen vittorioso a Gstaad © Getty Images

Juul-Jensen tira fuori il jolly dal mazzo

Fuga vincente nella quarta tappa del Tour de Suisse, esulta il danese della Mitchelton-Scott. Domani arrivo in salita a Leukerbad

Sulla carta la quarta tappa del Tour de Suisse non sembrava avere un percorso particolarmente favorevole al buon esito di una fuga da lontano: questa frazione da Gansingen e Gstaad di 189.2 chilometri prevedeva solo una salita di seconda categoria negli ultimi 20 chilometri e qualche breve strappetto iniziale, ma nel mezzo tanta pianura favorevole all’inseguimento del plotone. E invece a tagliare per primo il traguardo è stato il danese Christopher Juul-Jensen proprio al termine di una lunghissima azione, prima in compagnia di altri cinque corridori e poi da solo nel finale.

Juul-Jensen, soprannominato Joker in squadra, aveva provato a mettersi in evidenza anche ieri, attaccando negli ultimi 40 chilometri e riportandosi sui fuggitivi di giornata, ma in quel caso non era andato bene: oggi il corridore della Mitchelton-Scott, reduce da un buon Giro d’Italia in supporto di Yates, ha preferito muoversi la più lontano, provando ancora a far girare a proprio vantaggio la pioggia battente che ha condizionato la corsa fin dall’inizio. Per lui si tratta della terza vittoria da professionista: le precedenti erano entrambe datate 2015, il Campionato Nazionale a cronometro e la classifica finale del Giro di Danimarca.

Sei in fuga subito al primo tentativo
Proprio a testimonianza che questa tappa del Giro di Svizzera non fosse una di quelle considerate a rischio fuga, nei chilometri iniziale non c’è battaglia per sganciarsi dal plotone, esattamente come era avvenuto anche nelle giornate precedenti: vedendo il tracciato ciò era abbastanza comprensibile, e allora ecco che subito sono partiti Christopher Juul-Jensen (Mitchelton-Scott), Nathan Brown (EF Education First), Mark Christian (Aqua Blue), Paul Ourselin (Direct Energie) e due uomini dell’AG2R La Mondiale, Nans Peters ed il campione nazionale svizzero Silvan Dillier che era anche il meglio posizionato in classifica generale con solo 1’23” i ritardo.

Il vantaggio dei sei battistrada è crescuto molto rapidamente arrivano a superare i sei minuti nello spazio di appena 25 chilometri di corsa, ma il massimo di 6’40” è stato toccato più avanti attorno al chilometro 60, a circa 130 dall’arrivo. Nonostante la maglia gialla in pericolo per la presenta di Dillier, per molti chilometri la BMC si è limitata a controllare la fuga aspettando l’intervento di altre formazioni prima di accelerare il ritmo e dare il via all’inseguimento vero e proprio: al chilometro 100 il gap era ancora di sei minuti e sono a quel momento hanno iniziato a farsi vedere davanti anche maglia della Quick-Step Floors e della Bora-Hansgrohe.

Stavolta anche Gaviria soffre la salita
Con l’intervento di più squadre il vantaggio di Brown, Christin, Dillier, Juul-Jensen, Ourselin e Peters è iniziato a calare in maniera abbastanza graduale: a 50 chilometri dal traguardo erano 4’15” a dividerli dal gruppo principale, dieci chilometri più avanti la differenza era scesa a tre minuti e mezzo circa, ai meno 30 si è scesi per la prima volta sotto ai tre minuti ed infine il ritardo del plotone era di poco superiore al minuto e mezzo a 17 chilometri dall’arrivo dove iniziava l’ascesa di seconda categoria di Saanenmöser. In tutta questa fase l’unico fatto degno di nota è stata purtroppo una caduta avvenuta a 34 chilometri dall’arrivo: le rotaie di un passaggio a livello non vanno molto d’accordo con la strada bagnata ed a perdere per primo l’equilibro per primo è stato Filippo Ganna (UAE), imitato poi da altri corridori; fortunatamente tutti sono poi giunti al traguardo, sebbene Ganna e William Clarke (EF) lo abbiano fatto a quasi 20 minuti dal vincitore.

La salita di Saanenmöser, che terminava a 9.8 chilometri, era abbastanza lunga ma non c’erano pendenze tali da fare grande selezione: l’ascesa misurava complessivamente 7200 metri, ma la pendenza media era appena del 4.6%, abbastanza per far staccare alcuni dei velocisti del gruppo, ma non abbastanza per creare differenze anche in ottica classifica generale. Il Team Sunweb ha affrontato questa salita in maniera aggressiva ed il risultato è stato che, oltre ai vari Kristoff, Démare, Greipel e Degenkolb, già staccati anche nella seconda e terza tappa, dal gruppo ha perso contatto anche Fernando Gaviria. In fuga invece c’è stato subito un tentativo di Nathan Brown, poi a 14 chilometri si sono avvantaggiati Nans Peters e Chris Juul-Jensen con il francese dell’AG2R che è rimasto da solo in vista del gran premio della montagna.

Juul-Jensen costruisce il successo in discesa
In cima alla salita di Saanenmöser la parte decisiva della corsa era racchiusa in pochissimi secondi: Peters aveva solo una manciata di secondi su Juul-Jensen, poi a 20″ c’era il gruppo maglia gialla ristretto ad una sessantina di unità che ormai aveva ripreso tutti gli altri ex fuggitivi. La discesa con la strada bagnata ha però aiutato i fuggitivi che hanno potuto mantenere inalterato il loro vantaggio: anzi, ai meno 5 chilometri Chris Juul-Jensen è riuscito a riprendere e staccare Nans Peters dimostrando una bella abilità nel disegnare le traiettorie nella discesa bagnata. Gli ultimi due chilometri di gara erano disegnati all’interno del piccolo aeroporto di Gstaad con alcune curve che hanno aiutato anche Juul-Jensen a difendersi: nonostante ad un certo punto anche la maglia gialla Stefan Küng si fosse messa a tirare, il corridore della Mitchelton-Scott è riuscito a coronare la sua fuga con una bellissima vittoria in solitaria.

A 8″ è arrivato il primo gruppo che proprio nelle ultime centinaia di metri aveva riassorbito anche Peters: lo sprint per la seconda posizione è stato conquistato da Michael Matthews davanti a Yves Lampaerts, Peter Sagan, Sonny Colbrelli, Magnus Cort Nielsen, Enrico Battaglin e Michael Albasini. In classifica generale non è cambiato nulla anche perché Juul-Jensen partiva con 5’42” di ritardo: davanti a tutti c’è ancora il giovane svizzero Stefan Küng, ma domani fare un autentico capolavoro per tenerla anche sull’arrivo in salita di Leukerbad.

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