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Cavalli, il galoppo è tricolore

L’atleta della Valcar PBM vince a sorpresa il titolo italiano davanti a Bertizzolo e Bronzini. Tra le juniores successo di Vittoria Guazzini

In uno sport duro e imprevedibile come il ciclismo, può capitare spesso che nella vita di un’atleta si verifichi un episodio che finisca per rappresentare uno spartiacque importante, che in qualche caso può determinare addirittura il prosieguo o meno della carriera. Per Marta Cavalli, atleta cremonese di San Bassano nata il 18 marzo 1998, lo snodo cruciale ha la data ben precisa dell’11 maggio 2016: lei, giovanissima passista già in forza al Team Valcar, che alla stagione d’esordio tra le juniores nel 2015 era già riuscita a conquistare il titolo europeo dell’inseguimento a squadre, è impegnata in un allenamento con la nazionale nel Velodromo Fassa Bortolo a Montichiari. Ad un tratto una bruttissima caduta la coinvolge, la situazione che appare subito seria.

Marta Cavalli: una grande rinascita dopo una grande paura
Marta viene portata in ospedale e vi resterà ricoverata per 23 giorni, col rischio concreto dell’asportazione di un rene e, di conseguenza, di non poter più salire in sella ad una bicicletta. 6 lunghi mesi di stop, in cui la voglia e la determinazione prevalgono sullo scoramento e al rientro, avvenuto proprio in conclusione d’anno, subito una splendida soddisfazione: il titolo italiano juniores dell’inseguimento. Inizia da lì il cammino verso la nuova carriera ciclistica di Marta Cavalli, che dopo pochi mesi ottiene a Sanremo una bella vittoria su strada da Under 20 e dimostra di essere tornata la coriacea atleta di sempre, a cui piacciono e si addicono anche le gare del nord, dove già si era messa in evidenza da juniores. (quest’anno sono arrivati per lei un bel nono posto all’Omloop Het Nieuwsblad e l’ottavo nel Trofee Maarten Wynants).

Se la vittoria sulle strade di casa, ottenuta a San Bassano nello scorso aprile, poteva costituire un momento di gioia indescrivibile, nulla può essere realmente paragonabile a ciò che la 20enne cremonese è riuscita a fare quest’oggi, in cui è riuscita a conquistare l’ambita maglia tricolore su strada. Una vittoria difficilmente pronosticabile alla partenza, che ha di fatto chiuso idealmente un cerchio di rinascita e perseveranza e che regala una soddisfazione immensa anche al Team Valcar, formazione che appena un anno fa ha deciso di compiere il salto tra le Elite ma che grazie ad un gruppo coeso e talentuoso si sta togliendo soddisfazioni sempre più importanti, per di più in una giornata in cui la formazione bergamasca si è trovata priva delle proprie atlete di punta Elisa Balsamo e Maria Giulia Confalonieri, che in occasioni come queste si trovano a dover gareggiare con la divisa del corpo militare d’appartenenza.

Una prassi, questa, divenuta sempre più consolidata nel movimento nostrano, sempre alle prese con risorse precarie per le atlete, costrette quindi a trovare anche un diversivo per potersi inventare un futuro diverso da quello in bicicletta. Di certo, si è giunti ad un punto in cui un campionato italiano riservato esclusivamente ai corpi militari avrebbe una competitività elevatissima, dato che praticamente tutte le atlete di punta del nostro movimento ne fanno parte. Quest’oggi però ad esultare è stata una ragazza più che promettente, di cui siamo certi che si sentirà ancora parlare in futuro.

Silvia Valsecchi subito in fuga. Una caduta estromette Balsamo, Paternoster e Confalonieri
Sono state 80 le atlete che in tarda mattinata hanno preso il via da Rivoli per percorrere i 117,8 chilometri del campionato italiano Donne Élite 2018, che al termine di un tracciato nervoso avrebbe condotto le atlete al suggestivo traguardo posto in prossimità del castello di Aglié, in provincia di Torino. Sono bastati pochi chilometri per assistere al primo concreto tentativo di fuga, operato dalla sempre instancabile Silvia Valsecchi.

L’esperta atleta lecchese della BePink, che fa delle proprie doti da passista il proprio punto di forza, ha guadagnato un margine sempre più consistente nei confronti del gruppo, giunto a sfiorare i 2’40” ancor prima di metà gara. Mentre lo show dell’atleta lombarda proseguiva in tutta tranquillità, attorno al quarantesimo chilometro le bizze di un tempo più primaverile che estivo contribuivano a creare il primo vero colpo di scena della giornata: la pioggerella caduta su un tratto di pavé posto in discesa ha fatto sì che il fondo stradale diventasse viscido quanto basta per procurare una reale condizione di pericolo e puntualmente, nelle posizioni d’avanguardia del gruppo, si è verificata una caduta che ha coinvolto numerose atlete: se alcune, come Marta Bastianelli, sono riuscite a superare indenni l’imprevisto, per altre la corsa è terminata proprio in quell’istante. A restare invischiate e a dire così addio a qualsiasi sogno di gloria sono state alcune delle atlete più attese, dal momento che il capitombolo ha costretto al ritiro tanto Maria Giulia Confalonieri ed Elisa Balsamo (oggi in gara con la casacca delle Fiamme Oro) quanto Letizia Paternoster, che per questa giornata ha vestito la divisa delle Fiamme Azzurre in luogo di quella dell’Astana Women (che nella caduta ha perso Sofia Beggin e Lara Vieceli).

In salita rientrano Pattaro e Sanguineti, dal gruppo attaccano decise Longo Borghini e Magnaldi
L’azione della Valsecchi ha visto il proprio gap ridursi progressivamente man mano che l’atleta della BePink si avvicinava verso un primo snodo cruciale della gara, vale a dire l’ascesa di Forno Canavese, la cui vetta era posta a 26 chilometri dalla conclusione. Nel mentre, al suo inseguimento si era portata la ligure della Valcar Ilaria Sanguineti, alla cui ruota si è prontamente posta Francesca Pattaro, compagna di squadra della Valsecchi. Le due atlete, anch’esse eccellenti passiste, hanno recuperato sempre più terreno, fino a raggiungere la battistrada proprio in prossimità dello scollinamento, dove la lecchese ha anche perso qualche metro per poi rientrare nella successiva discesa.

Alle loro spalle la situazione si è fatta frizzante anche in gruppo: dapprima è uscito all’inseguimento un quartetto costituito dalle piemontesi Elisa Longo Borghini (Fiamme Oro) ed Erica Magnaldi (BePink) oltre all’altoatesina Elena Pirrone (anch’essa Fiamme Oro e impegnata anche con l’esame di maturità in queste giornate) e all’emiliana Vania Canvelli (Top Girls). Proseguendo verso la vetta però la Longo Borghini, tornata abbastanza pimpante nelle ultime settimane dopo una primavera non troppo soddisfacente, ha forzato il ritmo ed ha proseguito in solitudine, scollinando con circa 30” dal terzetto di testa. La Magnaldi, rimasta inizialmente distanziata, è riuscita a rientrare nel successivo tratto di discesa ed ha lasciato che fosse la campionessa italiana uscente a sobbarcarsi il grosso del lavoro per riagguantare un terzetto in cui erano presenti ben due compagne di squadra.

L’accordo in testa non resiste, le Fiamme Azzurre riportano sotto il gruppo
La situazione tattica, a questo punto, si faceva estremamente interessante per la BePink di Walter Zini: l’azione di Longo Borghini e Magnaldi è riuscita ad avere buon gioco e nel momento in cui le due inseguitrici si sono portate sulla testa della corsa al culmine della discesa, quando mancavano all’incirca 15 chilometri dalla conclusione, il team brianzolo si è trovato così con ben 3 proprie atlete al comando, che potevano gestire un vantaggio di circa 1’20” nei confronti di un gruppo chiamato ad inseguire a tutta per non vedere la gara irrimediabilmente compromessa.

Dopo chilometri in cui l’accordo si è mantenuto buono, i dilemmi hanno cominciato ad aprirsi attorno ai 10 chilometri dall’arrivo: collaborare a pieno regime col rischio di vedersi beffate allo sprint dalla più veloce Sanguineti o da un possibile veemente anticipo della Longo Borghini o provare a sfiancare le avversarie più pericolose con scatti a ripetizione? Ha finito col prevalere la seconda soluzione, che però ha rappresentato tatticamente il maggior viatico per la conclusione anticipata del tentativo. La prima a rompere gli indugi è stata Francesca Pattaro, prontamente ripresa dalla Sanguineti; poi è stata la volta di Erica Magnaldi, una delle note più liete di questa stagione, in cui l’ex sciatrice di fondo ha colto risultati più che lusinghieri soprattutto all’estero, che ci ha provato per ben due volte ai -11 e ai -9.

In un simile frangente l’azione del quintetto ha subito un deciso rallentamento, che di conseguenza ha agevolato l’inseguimento di un gruppo, ridotto a non più di una ventina di atlete, in cui dapprima sono state l’emiliana Elena Franchi della Conceria Zabri e nuovamente Elena Pirrone a tentare la sortita, poi sono state le Fiamme Azzurre a sobbarcarsi la maggior parte del lavoro: Tatiana Guderzo prima e la tre volte tricolore Elena Cecchini poi hanno menato decisamente le danze in testa al plotone, trovando anche la preziosa collaborazione di Soraya Paladin dell’Alé Cipollini, con l’intento di ricucire sulle fuggitive per poi assecondare al meglio le ambizioni di Marta Bastianelli nel finale.

La fuga termina, Bertizzolo gioca d’anticipo ma a vincere è Marta Cavalli
Il gran lavoro delle rappresentanti della Polizia Penitenziaria è stato positivamente coronato a circa 5 chilometri dall’arrivo, quando il gruppo è transitato nell’abitato di Ozegna e si proiettava ormai deciso verso l’insidioso arrivo di Aglié. Nonostante il ricompattamento, la situazione di ritrovata calma è stata solo apparente, poiché le Fiamme Oro hanno cercato di rendere a tutte la vita difficile: a poco meno di 4 km ha riprovato Elena Pirrone, subito stoppata da Guderzo, Pattaro e dalla valcarina Pollicini, quindi è stata la volta di Alice Maria Arzuffi, su cui è stata principalmente Elena Cecchini a spendere le ultime energie.

Superati i due chilometri dal traguardo è stata allora Sofia Bertizzolo a giocare la propria carta, con uno scatto deciso che le ha fatto subito guadagnare decine di metri sul gruppo. L’azione della trevigiana è stata condotta con ottimo tempismo e la sola Marta Cavalli del Team Valcar è riuscita ad accodarsi immediatamente, intuendo che l’azione potesse essere decisiva. Alle loro spalle, dove è stata l’altra atleta veneta Nadia Quagliotto della Top Girls a provare il ricongiungimento, il gruppo ha vissuto un attimo di smarrimento, con la sola Soraya Paladin rimasta ad inseguire in testa al gruppo.

Superato ormai l’ultimo chilometro, tutto l’onere dell’inseguimento era sulle spalle delle Fiamme Azzurre, con la strada ormai in costante salita. Giunte ai 500 metri, Marta Cavalli ha piazzato un deciso scatto a cui la Bertizzolo non è riuscita a rispondere ed ha permesso così all’atleta cremonese d’involarsi verso il traguardo. Nessuna ostacolo si è così frapposto tra lei e la vittoria e così l’atleta della Valcar è andata a prendersi con pieno merito il titolo italiano, il primo conquistato in carriera su strada ad appena 20 anni (l’ultima atleta così giovane a riuscirci era stata Dalia Muccioli, attuale compagna di squadra della Cavalli tra l’altro, nel 2013). Seconda posizione a 2” per una comunque bravissima Sofia Bertizzolo, a cui è mancata giusto la brillantezza nei metri finali per finalizzare al meglio un’azione che aveva perfettamente raggiunto lo scopo di scombinare i piani delle formazioni avversarie. In terza posizione è emersa un’altrettanto brillante Giorgia Bronzini, portacolori della Cylance, per la quale il campionato italiano continua a restare un tabù, visto che è una delle pochissime vittorie che ancora mancano alla sua personale e preziosa collezione: per la piacentina comunque un’ulteriore conferma della competitività su tracciati decisamente ostici per velociste pure.

Quarto posto ai piedi del podio per Marta Bastianelli, sicuramente tra le più deluse al termine di una giornata in cui le Fiamme Azzurre si sono spese moltissimo per la sua causa, mentre in quinta posizione altre note liete in casa Valcar sono giunte da Silvia Persico, altra atleta da seguire con molta attenzione. Nadia Quagliotto (Top Girls) ha centrato la sesta posizione dopo essere stata raggiunta negli ultimi metri, con Debora Silvestri (Eurotarget), Greta Marturano (Michela Fanini), Elena Franchi (Conceria Zabri) e Katia Ragusa (BePink) a completare la top ten di questa edizione, con la campionessa uscente Elisa Longo Borghini che dopo lo sforzo profuso nella fuga ha chiuso in 12esima posizione.

Tra le juniores trionfo pressoché annunciato per Vittoria Guazzini
Se nella massima categoria la vittoria di Marta Cavalli va sicuramente considerata una lieta sorpresa, tra le juniores il pronostico è stato sostanzialmente rispettato, dal momento che il titolo italiano è andato a Vittoria Guazzini: l’atleta del Team Zhiraf Guerciotti, che lo scorso anno al debutto nella categoria riuscì a laurearsi campionessa mondiale ed europea nell’Inseguimento a squadre su pista, rappresentava indubbiamente l’atleta di riferimento di questa edizione, in un 2018 che le aveva già riservato altre tre affermazioni.

Al termine dei 78,2 chilometri del percorso, la toscana classe 2000 ha fatto valere la propria brillantezza sull’ultimo strappo finale, con uno scatto nei 200 metri conclusivi che si è rivelato irresistibile per tutte le altre e le ha permesso così d’indossare nuovamente quella maglia tricolore, già vestita due anni fa nella categoria Allieve. In seconda posizione si è piazzata la veronese Giorgia Bariani del Team Wilier Breganze, una delle ragazze in maggiore evidenza in quest’annata mentre il podio è stato completato dalla padovana Camilla Alessio del Team Lady Zuliani, piazzatasi in terza posizione con un ritardo di tre secondi. Alle loro spalle quarto posto per la lombarda Barbara Malcotti del Team Valcar e quinto per l’abruzzese Gaia Realini, quest’ultima atleta del Team Vallerbike ma capace di cogliere ottimi risultati anche nel fuoristrada, tanto nel ciclocross quanto nella Mountain Bike.