Il Team Sunweb trionfa nella cronosquadre d'apertura del Giro Rosa © Flaviano Ossola
Il Team Sunweb trionfa nella cronosquadre d'apertura del Giro Rosa © Flaviano Ossola

Sotto questo Sunweb, bello pedalare

Le campionesse del mondo della cronosquadre vincono a Verbania: Ellen Van Dijk prima leader del Giro Rosa, ma Annemiek Van Vleuten già guadagna

Il Team Sunweb si è presentato al via di questa 29esima edizione del Giro d’Italia Femminile senza una grande velocista pura e senza un’atleta molto affidabile che potesse puntare ai piani altissimi della classifica generale, ma con una formazione fortissima sul passo guidata da atlete del calibro di Ellen Van Dijk, Lucinda Brand e Leah Kirchmann: proprio la cronometro a squadre d’apertura era quindi uno dei grandi obiettivi della formazione olandese, anche per onorare al meglio il titolo di campionesse del mondo della specialità conquistato l’anno scorso a Bergen. Ed alla fine è stato proprio il Team Sunweb a vincere la tappa coprendo i 15.5 chilometri attorno a Verbania con un tempo di 18’25”, alla notevolissima media di 50.5 km/h.

La prima maglia rosa è finita sulle spalle della 31enne olandese Ellen Van Dijk, una a cui il Lago Maggiore evoca altra bei ricordi: dieci anni fa a Stresa era riuscita a laurearsi campionessa europea a cronometro della categoria Under23, primo grande successo della carriera a livello internazionale, mentre oggi ha conquistato per la prima volta in carriera il simbolo del primato della corsa a tappe più prestigiosa del calendario femminile. E chissà, magari il risultato di oggi può aiutare a portare più in alto in classifica atlete come Lucinda Brand e Leah Kirchmann, rispettivamente settima l’anno scorso e ottava nel 2016; da notare anche che il Team Sunweb è arrivato al traguardo con tutte le sette atlete compatte, una grandissima prestazione di squadra.

Van Vleuten guadagna su tutte le rivali
Quella odierna è stata una sorta di prova di forza: si correva completamente in pianura, su belle strade e con poche curve insidiose, tutti fattori che contribuivano a tenere altissima la velocità. Chi sicuramente ha fatto un gran bel colpo in ottica classifica generale è la favoritissima Annemiek Van Vleuten, che già è reputata quasi da tutti la donna da battere e che oggi ha subito messo un bel po’ di secondi tra sé e le altre rivali più accreditate. La Mitchelton-Scott, infatti, si è piazzata in seconda posizione nella cronosquadre inchinandosi alla Sunweb per la miseria di un solo secondo dopo aver dato tutto restando in quattro, il numero minimo, nel finale: magari c’è un po’ di amarezza per aver mancato la vittoria di tappa, ma Van Vleuten è venuta in Italia per puntare a vestire la maglia rosa a San Vito al Tagliamento e scaricare, anche se solo per poco, un po’ di lavoro e responsabilità su un’altra squadra non può che fare bene nell’economia generale della corsa.

Ovviamente una cronometro a squadre di 15.5 chilometri non può bastare ad ammazzare una corsa, specie se poi ci sono da affrontare diverse tappe di montagna compresa una con arrivo in salita sullo Zoncolan, ma Annemiek Van Vleuten non può che sorridere: la statunitense Megan Guarnier della Boels-Dolmans è già staccata di 11″, la sudafricana Ashleigh Moolman con la sua Cervélo-Bigla ha perso 21″, Katarzyna Niewiadoma e la Canyon-SRAM hanno accusato un ritardo di 25″ dal team australiano, poi a 34″ troviamo la Waowdeals con la sua fuoriclasse Marianne Vos mentre per Elisa Longo Borghini e la Wiggle High5 il distacco da Annemiek Van Vleuten è stato di 38″. Tutte le principali favorite hanno chiuso qui tra le migliori sette: per molte di loro il Giro Rosa inizia quindi in salita, ma è proprio su quel terreno che dovranno poi dimostrare di essere in grado di recuperare nei prossimi giorni.

Le formazioni italiani fuori dalla top10
Tra le migliori sette squadre dell’ordine d’arrivo e tutte le altre c’è stato un piccolo abisso se si pensa che la Movistar, ottava, ha perso ben 1’11”. Tutte le principali favorite per la vittoria finale sono riuscite quantomeno a limitare il loro ritardo: di sicuro sperava di perdere qualcosa di meno l’australiana Shara Gillow, capitana della FDJ che ha lasciato per strada 1’13” e che in carriera vanta un quarto posto nel 2013 quando mancò il podio per 1’11”; l’augurio quindi è che il distacco di oggi non sia poi così fondamentale per lei.

Per quanto riguarda le squadre italiane, non è un mistero che questo tipo di esercizio risulti spesso abbastanza indigesto: la migliore è stata la Valcar-PBM che ha fatto segnare l’undicesimo tempo a 1’19” dalla Sunweb, solo pochi centesimi in meno della BePink che poi in salita proverà a recuperare con l’esperienza della vicentina Tatiana Guderzo, una che quando sente l’aria del Giro Rosa si trasforma, e con la 25enne Erica Magnaldi, una delle belle rivelazioni di questa stagione. A seguire sono poi arrivate l’Alé Cipollini tredicesima, l’Astana quindicesima, la Eurotarget diciassettesima, la Servetto diciottesima, e quindi Conceria Zabri, Top Girls, Michela Fanini e Vaiano dal ventesimo al ventitreesimo posto

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