Campenaerts, Castroviejo e Schachmann sul podio © UEC/Bettiniphoto
Campenaerts, Castroviejo e Schachmann sul podio © UEC/Bettiniphoto

Campenaerts-Van Dijk, è l’Europeo dei soliti noti

A Glasgow conferme a crono per i campioni del 2017 al termine di sfide equilibratissime: il belga supera Castroviejo per soli 63 centesimi di secondo

La prova a cronometro dei Campionati Europei élite sembra essere un affare per pochi: la rassegna è stata introdotta per la prima volta nel 2016 e da allora, tra uomini e donne, abbiamo avuto tre edizioni disputati e solo tre vincitori diversi. A Glasgow il risultato finale è stato identico ad un anno fa: il belga Victor Campenaerts ha confermato il titolo conquistato nel 2017 dopo che nella prima edizione s’era piazzato secondo e dopo il successo tra gli Under 23 datato 2013, in campo femminile invece l’olandese Ellen Van Dijk ha proseguito la sua striscia vincente mettendo a segno il terzo titolo consecutivo che si aggiunge ai due conquistati da Under 23 nel 2008 in Italia e nel 2009 in Belgio.

Van Dijk batte la connazionale Van der Breggen
Nella mattinata scozzese si è svolta la prova contro il tempo femminile su un tracciato di 32.3 chilometri, molto scorrevole ma disturbato dalla pioggia che imponeva grande cautela soprattutto in partenza ed in pochi altri tratti del percorso. Le condizioni meteo sono rimaste bene o male identiche per tutte le 34 atlete in gara, ma oggi sarebbe servito un vero e proprio uragano per impedire il prevedibile dominio olandese: anche senza la presenza al via dell’iridata in carica Annemiek van Vleuten, Ellen Van Dijk e Anna van der Breggen erano nettamente superiori al resto della concorrenza e lo hanno dimostrato fin dal primo intermedio.

La campionessa europea uscente Ellen Van Dijk ha conservato il proprio titolo passando i testa a tutti i rilevamente intermedi, ma nel finale ha rischiato di subire una beffa cocente: dopo un quarto d’ora di gara il suo vantaggio sulla connazionale era di soli 3″ che poi sono diventati 17″ al secondo intertempo; i giochi potevano allora sembrare chiusi, Van der Breggen però si è scatenata nel tratto conclusivo e Van Dijk, che partiva per ultima, ha dovuto stringere i denti per riuscire a mantenere due piccoli secondi di vantaggio. Il tempo vincente alla fine è stato di 41’39” alla notevole media di 46.53 km/h.

Elisa Longo Borghini è sesta
Un posto sul podio lo ha preso anche l’esperta tedesca Trixi Worrack, atleta classe 1981, che era stata tra le prime a partire. Scattata abbastanza piano, 41″ di ritardo rispetto a Van Dijk al primo intermedio, Trixi Worrack ha poi aumentato il ritmo avvicinando il passo tenuto dalle due fenomenali olandesi: il suo tempo di 42’48” ha resistito un po’ come il migliore della gara, ma lei stessa ha inflitto distacchi importanti a tutte le altre atlete in gara e così si è assicurata una bella medaglia di bronzo. La francese Cordon ha chiuso quarta con 43’35”, quinto posto per la danese Mathiesen in 43’48”. Tra le specialiste, da segnalare la brutta giornata dell’altra tedesca Lisa Brennauer che ha perso ben tre minuti: il suo Europeo è comunque abbondantemente in attivo con l’oro su pista nell’Inseguimento e il bronzo ottenuto nella gara su strada.

Due le italiane in gara. La migliore è stata Elisa Longo Borghini che su un tracciato decisamente poco adatto alle sue caratteristiche non si è difesa male: l’ossolana ha fermato il cronometro in 43’51”, 2’12” in più rispetto a quello della Van Dijk, ma il sesto posto finale non è da disprezzare. Al via della cronometro è stata schierata anche la ventenne Marta Cavalli, campionessa italiana su strada, medaglia d’argento con l’Inseguimento a Squadre e parte del gruppo che ha portato Marta Bastianelli all’oro su strada: per lei è arrivato un ventesimo posto con un distacco di 3’43”.

Gli uomini partono all’asciutto e finiscono sul bagnato
Il percorso della cronometro maschile era ugualmente abbastanza filante sebbene la distanza fosse di 45.7 chilometri: la differenza principale rispetto alla gara maschile, oltre che per la lunghezza, è stata data dal meteo perché il vento aveva cambiato radicalmente le condizioni con la strada asciutta in partenza e la pioggia che si è abbattuta sui corridori solo nella parte finale della cronometro. Nonostante le condizioni siano cambiate nel corso della prova, l’impatto avuto dall’acqua è stato minimo: i corridori erano concentrati in appena 35 minuti, tutti i più forti erano vicini tra loro ed in più gli stradoni larghi attorno a Glasgow hanno aiutato nelle traiettorie e nella guida del mezzo.

Certo, l’arrivo della pioggia ha fatto sognare per un po’ il belga Yves Lampaert che era partito molto forte con un primo parziale da record e si era issato al comando della cronometro con il tempo di 54’09”, in attesa dell’arrivo gli ultimi. Il campione nazionale su strada, però, è andato in calando nella seconda parte e la pioggia, che comunque ha preso per qualche minuto, non è riuscito a salvarlo perché chi gli è arrivato davanti ha fatto una cronometro tutta in crescendo: il primo a battere il suo tempo, per soli 3″, è stato il tedesco Maximilian Schachmann che così si è preso la medaglia d’argento.

Campenaerts beffa Castroviejo nel finale
Bellissimo ed incredibilmente incerto è stato il duello per la medaglia d’oro tra i vincitori delle prime due edizioni di questo Campionato Europeo, lo spagnolo Jonathan Castroviejo ed il belga Victor Campenaerts. Il corridore iberico del Team Sky, titolato nel 2016, era partito meglio guadagnando 9″ che sono rimasti pressoché invariati tra primo e secondo intermedio, ma il finale migliore è stato quello del fiammingo: Campenaerts ha fatto una vera e propria volata sotto la pioggia per stoppare il tempo in 53’38″78 contro il 53’39″41 del rivale, 63 centesimi di secondo di differenza che sono valsi un successo. Dall’ordine d’arrivo ufficiale scopriamo che anche che c’era un bizzarro punto di rilevamento intermedio a 30″ circa dalla conclusione della cronometro: qui Castroviejo aveva ancora 47 centesimi di secondo di vantaggio e quindi sono state proprio le ultime centinaia di metri del percorso a fare la differenza decisiva.

Poca gloria per l’Italia che in questa gara ha conquistato un bronzo con Moreno Moser nel 2016: lo stesso atleta trentino era presente anche oggi a Glasgow ma non è mai stato della partita chiudendo ventiquattresimo (su trentaquattro) a 3’54” dal vincitore. È andato meglio invece Filippo Ganna che tuttavia nell’avvicinamento alla rassegna scozzese aveva concentrato gli sforzi maggiori nella preparazione dell’Inseguimento a Squadre su pista dove è arrivata una fantastica medaglia d’oro: oggi il giovane piemontese era sui tempi di Victor Campenaerts al primo intermedio, ma da quel punto in avanti ha perso parecchio finendo dodicesimo con un ritardo di 1’42”.

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