Una voragine tra Colbrelli e i rivali alla Bernocchi © Bergamaschi
Una voragine tra Colbrelli e i rivali alla Bernocchi © Bergamaschi

Il resto può accompagnare Sonny

Volata devastante di Colbrelli alla Bernocchi, già vinta l’anno scorso. Moscon ancora all’attacco

Giusto il tempo di assorbire la beffa del Gp Montréal, che Sonny Colbrelli torna a casa, respira l’aria buona e ritrova il successo dove aveva già colpito l’anno scorso: netto, inappellabile, disarmante per i rivali, magari non di grido come in Canada ma abituati di solito a essere più vicini, se non a dargli paga. Un successo che sicuramente dà morale, quando si va verso la fine di una stagione che ormai per lui non ha molto da dire, che però andrebbe terminata con un numero di vittorie almeno pari ai secondi posti, 5 in tutto e spesso pesanti come al Tour. Il tutto in una Coppa Bernocchi che ha trovato un certo equilibrio nel percorso, con l’arrivo in volata che resta il più gettonato, pur offrendo la possibilità a diversi atleti di metterlo in dubbio.

 

Ganna alimenta la fuga del mattino
La partenza da Legnano è piuttosto tirata: bisogna aspettare 35 km per vedere 4 uomini evadere, sotto la spinta del cronoman Filippo Ganna (UAE Team Emirates). È proprio un quartetto d’élite, in senso lato (visto che son quasi tutti under): c’è il campione del mondo under 23 in carica Benôit Cosnefroy (Ag2r – La Mondiale), già protagonista ieri, l’interessante Alessandro Fedeli stagista con la Delko-Marseille, e lo scalatore portoghese Amaro Antunes (CCC). Insieme i 4 riescono a raggiungere il vantaggio massimo di 5 minuti quando raggiungono per la prima volta la vetta del Piccolo Stelvio, la salita-simbolo della corsa da affrontare 5 volte.

Dopo il circuito: la Bahrain riaccende la corsa
La corsa diventa vivace all’ultimo attraversamento del circuito, con Davide Ballerini (Androni-Giocattoli) che evade dal gruppo in compagnia di Roman Maikin (Gazprom-Rusvelo), per poi sbarazzarsene e riportarsi sulla fuga, ormai a meno di un minuto di vantaggio. La distensione in gruppo dopo le salite spinge in molti ad emulare Ballerini, da Enrico Barbin (Bardiani CSF) a Enrico Salvador (Biesse Carrera – Gavardo) e Michele Gazzara (Sangemini Mg.Kvis), tutti senza successo.

Offre più possibilità la sezione di corsa tra Cappine  Gorla Minore, 20 km ricchi di strappetti che favoriscono gli attacchi. La Bahrain-Merida prende in mano la situazione a Cairate, col forcing di Grega Bole che porta via un gruppetto di 13 uomini: con lui c’è il suo capitano Sonny Colbrelli, Edward Dunbar e Michal Golas (Team Sky), Francesco Gavazzi e Mattia Cattaneo (Androni – Giocattoli), Romain Bardet e Axel Domont (Ag2r – La Mondiale), Lillian Calmejane (Direct Énergie), Elie Gesbert e Maxime Bouet (Fortuneo Samsic), Marco Canola e Mauro Santaromita (Nippo – Vini Fantini). Ai -38 i fuggitivi e il gruppetto si ricompattano e sono in 18 pericolosamente davanti, ma questo tentativo non ha vita facile

Moscon ancora tra i protagonisti
Dopo aver fatto fallire questo pericoloso tentativo, Gianni Moscon (Sky) spinge per un nuovo tentativo, affiancato in blocco dagli svizzeri: ci sono Marc Hirschi, anch’egli già protagonista alla Agostoni, Patrick Müller e Patrick Schelling, in forza però alla Voralberg-Santic. Bardet, Cosnefroy, Gavazzi e Bouet restano della partita, formando un tentativo di 8 corridori che vende cara la pelle tra i -30 ed i -22: è la spinta di Rein Taaramäe, già lodevole ieri, assieme ai compagni di squadra della Direct Énergie a permettere di chiudere su questa fuga piuttosto pericolosa.
Non tutti sono rassegnati alla volata però, e l’errore in testa di Meyin Wang (Bahrain-Merida) sull’ultima curva prima di entrare nel circuito finale ai -16 favorisce l’azione appena cominciato di Giovanni Carboni (Bardiani CSF), Davide Orrico (Voralberg-Santic), ancora Calmejane e soprattutto ancora Cosnefroy, inesauribile protagonista di giornata sin dai primi chilometri.

Ultima fuga ripresa ai -3, poi è solo Colbrelli
Non ha molte speranze una fuga composta da gente già esausta e con un intero gruppo alle spalle all’inseguimento, ma i 4 ci provano comunque, arrivando ad essere ripresi ad un dignitoso -3 dall’arrivo, sotto il ritmo di Sky, Gazprom e CCC. All’ultima curva, il treno Sky viene affiancato e superato da quello Bahrain, il quale lancia alla perfezione un Colbrelli inafferrabile: 5-7 metri di margine sul secondo per il bresciano, che ottiene il terzo successo stagionale. Battuto Manuel Belletti (Androni-Giocattoli), sempre presente nonostante gli anni che passano, ed è confortante il terzo posto del padovano Paolo Simion (Bardiani-CSF), già salito sul podio due anni fa.
Un Juan José Lobato (Nippo – Vini Fantini) in ripresa raccoglie il quarto posto. Tutti si aspettavano il norvegese Halvorsen, ed è stato invece Leonardo Basso ad onorare al meglio lo sprint del team Sky, raccogliendo il quinto posto. Seguono Marco Frapporti (Androni Giocattoli), Oliviero Troia (UAE Team Emirates), Alexander Porsev (Gazprom-Rusvelo), Vincenzo Albanese (Bardiani CSF) e Jonas Koch (CCC Polsat). Delusione per la nazionale italiana, con Sacha Modolo che rimbalza come in altri sprint stagionali terminando in quindicesima posizione.

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