Gianni Moscon conquista il Giro della Toscana © Team Sky
Gianni Moscon conquista il Giro della Toscana © Team Sky

Moscon, una vittoria tira l’altra

Giro della Toscana, il trentino del Team Sky fa la voce grossa sul Monte Serra. Battuti Bardet e Pozzovivo

La rabbia può essere liberata in diversi modi. Uno di essi è darsi ancora più da fare nel proprio lavoro. Questo è quello che ha fatto Gianni Moscon: dopo l’espulsione dal Tour de France il noneso si è allenato in silenzio, macinando sessioni su sessioni e mettendo quella distanza che gli mancava per la prolungata assenza dalle competizioni. Una volta tornato ad attaccare il numero sulla maglia, non ce n’è per nessuno: due vittorie su due e l’obiettivo Mondiale nella “sua” Innsbruck sempre più vicino.

Lieve cambiamento di percorso, parte la fuga a cinque
Abbandonato il format a tappe visto nella precedenti due edizioni, il Giro della Toscana torna a disputarsi in un’unica frazione. Gli organizzatori dell’US Pecciolese hanno deciso di proporre un percorso alquanto interessante anche in considerazione della tipologia di tracciato che sarà affrontato al prossimo Mondiale di Innsbruck. 203 i km (aumentati all’ultimo causa deviazione per lavori stradali) con partenza e arrivo a Pontedera: a caratterizzare la gara sono le tre scalate del Monte Serra, ascesa mitologica per tutti gli appassionati e i professionisti della zona.

Il via attorno alle 11.30 è subito a tutta andatura e la fuga di giornata si forma dopo 10 km. Quattro i componenti, ossia Ettore Carlini (D’Amico Utensilnord), Iuri Filosi (Delko Marseille Provence KTM), Michele Gazzara (Sangemini-MG.KVis) e l’eritreo Daniel Teklehaymanot (Cofidis, Solutions Crédits), che gareggia sulle strade di casa dato che da anni risiede in provincia di Lucca. Al quartetto si aggiunge dopo pochi km anche Alessandro Fedeli: il veronese, stagista della Delko Marseille Provence KTM e già confermato per la prossima stagione, dimostra le sue doti di attaccante ancora una volta.

Il gruppo controlla senza problemi
Il gruppo non si danna l’anima e permette loro di guadagnare in breve tempo un margine interessante: al km 28 il gap è di 7’25”, che risulterà poi il divario massimo di giornata. A iniziare a lavorare nel plotone sono i gregari della AG2R La Mondiale e del Team Sky, che presentano i due principali favoriti, ovvero sia Romain Bardet e Gianni Moscon: il distacco così scende progressivamente, diventando di 4’40” attorno al km 50, lì dove inizia il Monte Serra.

Non accade nulla nella prima scalata: al gpm è Teklehaymanot a transitare per primo davanti a Fedeli e Gazzara, con il gruppo che paga 4’05”, ritardo pressoché identico anche al primo passaggio sotto il traguardo di Pontedera. Il secondo giro vede un’aggiunta tra le formazioni in testa al plotone: è la Wanty-Groupe Gobert, detentrice del titolo grazie a Guillaume Martin, che si affianca alle due compagini World Tour.

Il gruppo si riavvicina, Landa in difficoltà
L’andatura dietro si fa importante e ai piedi della seconda scalata al Monte Serra il margine dei cinque è ridotto a soli 1’30”. Un gap così scarso fa venire voglia a qualcuno di muoversi sulle impegnative rampe della salita: sono Ion Irisarri (Caja Rural-Seguros RGA) e Domen Novak (Bahrain Merida) a muoversi, andando a riprendere il distanziato Ettore Carlini attorno a metà salita. Ma questi non fanno strada.

Davanti il più pimpante è Teklehaymanot che, momentaneamente, riesce persino a guadagnare terreno prima di essere ripreso da Filosi e da Danilo Celano (Caja Rural-Seguros RGA), bravo ad avvantaggiarsi dal gruppo. Al gpm è il trentino Filosi a passare davanti a Celano e a Teklehaymanot mentre il plotone transita dopo soli 25″. In coda al gruppo sono segnalati, fra gli altri, Edvald Boasson Hagen (Team Dimension Data) e soprattutto Mikel Landa (Movistar Team): il basco appare ancora lontanissimo dalla condizione giusta per essere della partita a Innsbruck. E nel tardo pomeriggio ufficializzerà la propria rinuncia.

Nuovo terzetto ma non fa strada, inizia l’ultima salita
Teklehaymanot si rialza in discesa: non così Celano e Filosi che proseguono l’avventura e, assieme al rientrante Irisarri, guadagnano terreno. Ai piedi della discesa il trio può contare su un vantaggio di 40″ che diventa 1’10” a Pontedera, quando inizia il giro conclusivo di 55.3 km. E da qui il gruppo torna a darsi da fare con serietà: alla lista di formazioni interessate a lavorare vi sono anche UAE Team Emirates e Team Dimension Data mentre davanti solo la coppia della compagine spagnola lavora.

Il loro tentativo termina a 42 km dalla fine quando la lotta per prendere al meglio la scalata conclusiva al Monte Serra è già iniziata. Sempre AG2R e Sky sono le squadre che si danno da fare con Clément Chevrier e il neoarrivato Edward Dunbar. Il primo a muoversi è Delio Fernández, ma lo spagnolo della Delko resiste col vento in faccia per meno di 1 km. A fare l’andatura è Kenny Elissonde e il minuto francese riduce il drappello a soli 30 elementi.

Un Dunbar superbo sfila il gruppo: Moscon e Bardet restano in testa
La lotta fra AG2R e Sky prosegue: ai meno 32 km parte Mathias Fränk ma Dunbar si porta subito a ruota, poco più tardi è il turno di Alexis Vuillermoz controllato da Diego Rosa. Il piemontese, ancora lontano parente di quello ammirato nel 2016, si sfila e rientra in azione Edward Dunbar: il neoarrivato irlandese ripaga sin da subito la fiducia e imposta un ritmo impossibile per molti, tanto che prima rimangono in nove e poi in tre. Con lui il capitano Gianni Moscon, Romain Bardet (AG2R La Mondiale), Domenico Pozzovivo (Bahrain Merida) e Sébastien Reichenbach (Groupama-FDJ).

Lo svizzero deve però sfilarsi ai meno 31 km e aspettare il secondo gruppo con Barguil, Ulissi e compagnia. A cercare di testare la risposta altrui è Bardet: il francese parte ai meno 29.5 km trovando la risposta sia di Moscon che di Pozzovivo mentre lo splendido Dunbar si stacca. Una volta che a fare il forcing è Moscon il trio diventa coppia: Pozzovivo, infatti, non ce la fa e deve andare su del suo passo. Il noneso viaggia che è un piacere fino al gpm, con Bardet bravo a restare con lui ma che appare a tutta.

Pozzovivo rientra in discesa e non lavora, dietro in diciannove
Allo scollinamento Pozzovivo transita con 13″ mentre la coppia Edward Dunbar e Mauro Finetto (Delko Marseille Provence KTM) è a 50″. Un minuto tondo, invece, per Giovanni Carboni, Mathias Fränk, Sébastien Reichenbach, Ivan Santaromita, Marco Tizza, Diego Ulissi e un sorprendente Luca Wackermann. Ancora più attardati, invece, Eros Capecchi e Giovanni Visconti a 1’20”.

Nella non semplice discesa Pozzovivo è bravissimo a rientrare e a mettersi a ruota, sfruttando l’altrui maggior forza allo sprint e la composizione numerica del gruppo inseguitore. Infatti, alle loro spalle, si sono ricompattati in diciannove: oltre agli undici sopra citati hanno avuto la possibilità di rifarsi sotto in discesa Warren Barguil, Mattia Cattaneo, Delio Fernández, Ángel Madrazo, Matej Mohoric, Hideto Nakane e Alexandr Riabushenko.

In tre si giocano il successo, la spunta Moscon
La collaborazione, però, fra gli inseguitori latita tanto che Dunbar, Finetto e Mohoric riescono momentaneamente a guadagnare: ai meno 15 km il divario è di 40″ che aumenta a 1’10” ai meno 10 km. Consci del margine ormai irrecuperabile, con solo Fernández e Riabushenko a tirare, dall’ammiraglia Bahrain Merida danno il via libera a Pozzovivo che inizia a collaborare con i due colleghi.

Il terzetto prosegue di comune accordo fino ai meno 2 km quando iniziano a controllarsi. Il meno veloce del terzetto, vale a dire Pozzovivo, prova a sorprendere i rivali poco prima dell’arco dell’ultimo km, non riuscendo nel proprio intento, Il lucano resta così in testa nel minidrappello sino ai meno 400 metri quando Gianni Moscon lancia la volata. La sua condizione attuale gli permette di partire da una distanza simile: Romain Bardet prova ad affiancarsi, ma di più non riesce a fare.

Sul podio Bardet e Pozzovivo, quarto Visconti
Vince così il trentino del Team Sky, alla seconda affermazione consecutiva dopo la Coppa Agostoni di sabato. In vista di Innsbruck questa è, ovviamente, una notizia entusiasmante per il commissario tecnico Davide Cassani, che dopo il traguardo va subito a complimentarsi con colui che, con ogni probabilità, sarà la prima punta della nazionale. Seconda piazza per un Romain Bardet (AG2R La Mondiale) in gran forma e sempre in palla nelle prove italiane, terzo a 5″ un Domenico Pozzovivo (Bahrain Merida) che neppure cerca di sprintare ma che, con oggi, pare strappare la maglia azzurra per il Tirolo.

Il gruppo alle loro spalle giunge dopo 1’22” con Giovanni Visconti (Bahrain Merida) in quarta piazza. Completano la top 10 Marco Tizza (Nippo-Vini Fantini-Europa Ovini), Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli-Sidermec), Matej Mohoric (Bahrain Merida), Mauro Finetto (Delko Marseille Provence KTM), Mathias Fränk (AG2R La Mondiale) e Diego Ulissi (UAE Team Emirates). Domani, per diversi protagonisti, la rivincita alla Coppa Sabatini

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