Alejandro Valverde in maglia iridata sul Ghisallo © Bettiniphoto
Alejandro Valverde in maglia iridata sul Ghisallo © Bettiniphoto

Valverde, anche con l’iride il Lombardia resta grigio

Le pagelle: ancora rimandato il Campione del Mondo, ottimi Bernal e Roglic, Bardet respinto con perdite

Thibaut Pinot – 10
Quest’anno la tanto amata Italia non era stata tenera con lui: la terribile crisi nel tappone finale di Cervina non solo gli era costato quello che sarebbe stato un meritatissimo podio al Giro, ma lo ha tenuto lontano dalle corse per più di due mesi. Da quello stop, però, è partito il lavoro per un finale di stagione da grande protagonista: due tappe vinte alla Vuelta, un Mondiale corso in supporto dei compagni di squadra Bardet e Alaphilippe, ma soprattutto questa magica settimana italiana dove, senza fare alcun tipo di calcolo, è stato secondo alla Tre Valli Varesine, primo alla Milano-Torino e ancora primo oggi al termine di una gara letteralmente dominata.

Vincenzo Nibali – 9.5
Se oggi fosse andato male e si fosse staccato prima che la corsa entrasse nel vivo ce ne saremmo fatti una ragione facendogli comunque un applauso per il tentativo di recupero lampo dopo la caduta sull’Alpe d’Huez al Tour de France. Ma invece vedere Nibali all’attacco con un grandissimo Thibaut Pinot e rimanere in lotta per la vittoria fino alle ultime rampe del Civiglio ci fa salire ancora più rabbia per quel maledetto incidente del 19 luglio che gli ha compromesso la gara iridata più adatta di sempre: oggi ha dimostrato che gli sarebbero bastare solo due settimane in più di lavoro per poter provare a sperare in qualcosa di grande.

Dylan Teuns – 7.5
Rivelazione dell’estate 2017 con otto successi nell’arco di un mese, il belga della BMC ha concluso la sua stagione 2018 senza neanche una vittoria: più volte c’è andato vicino, quattro volte ha chiuso secondo e altre quattro volte terzo. Il risultato di oggi, ottenuto vincendo la volata del gruppetto dei battuti, conferma che Teuns non soffre i chilometraggi delle grandi classiche e che già dal prossimo anno potrebbe essere uno dei nomi da tenere d’occhio per un grande risultato nelle gare di giorno.

Primoz Roglic – 8
Il coraggio non gli è mai mancato e, per uno che era solo lanciarsi e saltare con gli sci da un trampolino, attaccare a 50 chilometri dalla conclusione di un Lombardia non può fare paura. Lo scatto sul Muro di Sormano poteva forse essere preparato un po’ meglio, ma ha avuto il merito di far esplodere la corsa dove non avveniva gli anni scorso in cui nel finale c’era anche il San Fermo della Battaglia: cercava una forma di riscatto dopo la sfortunata caduta di Innsbruck, ha avuto l’atteggiamento giusto ma sul Civiglio gli sono mancate le gambe ed a quel punto tra perdere un minuto e mezzo o perderne tre cambiava poco.

Egan Bernal – 8.5
Lo scorso 4 agosto alla Clásica San Sebastián era stato vittima di una bruttissima caduta che lo ha costretto a dare forfait al Campionato del Mondo: a quel punto avrebbe potuto dare l’arrivederci al 2019, e invece si è presentato al via di queste ultime gare italiane e pure con una buona condizione. Oggi abbiamo capito che Bernal, grazie al suo passato nella MTB, è capace di andare fortissimo anche in discesa con un numero giù da Sormano che ci ricorderemo a lungo; inoltre adesso sappiamo che un giorno Egan potrà essere un protagonista anche nelle gare di un giorno più impegnative se lo vorrà.

Rigoberto Urán – 6.5
Chiude ai piedi del podio, quarto: un risultato che non può che aumentare il rimpianto per aver avuto la giornata più negativa dell’ultimo periodo proprio al Mondiale di Innsbruck. Tuttavia non convince del tutto la condotta di gara del Team EF Education First-Drapac che non sa scegliere su chi puntare tra Urán ed un oggi deludente Michael Woods e si affida esclusivamente al grandissimo lavoro di Dani Martínez: con il senno di poi, se il canadese avesse lavorato per la squadra, ci sarebbe stata la possibilità di salire sul podio.

Alejandro Valverde – 6
Dopo aver vinto il Campionato del Mondo è logico e ampiamente giustificabile un calo di concentrazione, inoltre i tanti inviti ad eventi collaterali non aiutano certo a mantere alto il livello della forma fisica: ad Alejandro Valverde va comunque dato atto di averci provato, ma già sul Sormano era in difficoltà e non ha neanche avuto una grande squadra a supportarlo al suo fianco. Tutto sommato, un undicesimo posto è comunque un risultato dignitoso, specie si va a vedere i risultati degli altri iridati al Lombardia negli ultimi 10 anni.

Romain Bardet – 5
Non era il Romain Bardet del Mondiale di Innsbruck e sia al Giro dell’Emilia che alla Tre Valli Varesine lo si poteva quantomeno intuire: oggi il francese dell’AG2R La Mondiale è andato in difficoltà già sulle prime rampe del Muro di Sormano. Difficilmente sarebbe potuto rientrare nel gruppo dei migliori, ma proprio in cima alla salita ha dovuto mettere il piede a terra dopo un contratto con un tifoso-fotografo a bordo strada, dovuto anche alla poca lucidità di Romain: per fortuna gli è andata meglio che a Nibali.

Ion Izagirre e Domenico Pozzovivo – 7
Molto buona la prestazione di squadra della Bahrain-Merida a questo Lombardia: Franco Pellizotti ha lavorato sul Muro di Sormano prima dello scatto di Vincenzo Nibali, poi sono entrati in azione Izagirre e Pozzovivo che hanno messo da parte le ambizioni personali per coprire l’azione dello Squalo e stoppare ogni tentativo di contrattacco. Se Nibali è riuscito ad arrivare secondo, il merito è anche del loro “lavoro sporco”: e nonostante ciò, alla fine chiudono tutti e due nelle prime dieci posizioni.

Adam Yates – 4.5
Altra prestazione anonima del britannico che oggi ha chiuso staccato di quattro minuti rispetto a Thibaut Pinot. Inizialmente tra i due gemelli sembrava lui quello che si era adattato meglio al professionista, ma ormai Simon è nettamente avanti: difficile dire se la frattura patita in Catalogna a marzo, possa in qualche modo aver condizionato questa sua brutta seconda parte di stagione, anche perché al Delfinato era comunque stato secondo con una vittoria di tappa.

Umberto Orsini – 7.5
Come sempre, una doverosa menzione va anche ai fuggitivi di giornata e tra questi segnaliamo il toscano Umberto Orsini: 24 anni da compiere il prossimo 6 dicembre, il corridore della Bardiani-CSF ha concluso la sua prima stagione da professionista mettendosi in evidenza in una grande classifica e transitando per primo sul Ghisallo. Un applauso per il coraggio anche a Davide Ballerini (Androni), Alessandro Tonelli (Bardiani), Florian Sénéchal (Quick-Steo), Franck Bonnamour (Fortuneo), Michael Storer (Sunweb) e Marco Marcato (UAE).

Visita lo store di Cicloweb!

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile