Il quartetto femminile in gara a Hong Kong © UCI
Il quartetto femminile in gara a Hong Kong © UCI

I quartetti sono i re di Coppa

Doppio trionfo a Hong Kong per gli inseguitori azzurri che portano a casa anche il successo nelle Coppe del Mondo di specialità

La prima giornata ufficiale di gare al velodromo di Hong Kong che ospita la sesta ed ultima tappa stagionale della Coppa del Mondo su Pista è stata un autentico trionfo per l’Italia con la bandiera tricolore che ha sventolato più volte sul gradino più alto del podio. Il merito è stato dei quartetti dell’Inseguimento a Squadre, entrambi capaci di arrivare fino alla medaglia d’oro e non solo: oltre al successo nella tappa asiatica, sia il quartetto femminile che quello maschile hanno conquistato anche la Coppa del Mondo di specialità. Per gli uomini si tratta del secondo titolo consecutiva, addirittura il terzo per le donne.

Certo, per il successo assoluto in Coppa sono state decisive alcune assenze di peso come quelle di Gran Bretagna e Danimarca che oltre a Hong Kong (i britannici sono attualmente impegnati nei campionati nazionali) hanno saltato anche la tappa precedente di Cambridge in Nuova Zelanda. Ma l’Italia può essere felice per molti motivi: la costanza di rendimento ad alti livelli a prescindere dalla formazione schierata e dalla qualità dei rivali, inoltre ad Hong Kong le vittorie sono state accompagnate da ottime prestazioni cronometriche con le ragazze che sono state addirittura capaci di far segnare il nuovo record italiano sui 4000 metri.

Ed al termine di questa stagione di Coppa del Mondo su Pista c’è anche la possibilità posizione in cui è riuscita a collocarsi l’Italia nel percorso di qualificazione ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020: entrare tra le migliori otto dell’Inseguimento a Squadre vuol dire guadagnarsi automaticamente un posto anche per l’Omnium e la Madison e per gli azzurri la strada sembra essere in discesa. Tuttavia guai a rilassarsi, il cammino è ancora a lungo ed in ballo ci saranno i punti di ben due edizioni dei Campionati del Mondo, ma i risultati di quest’anno potrebbero permettere ai nostri di affrontare la prossima edizione della Coppa del Mondo con qualche ansia in meno e magari con la possibilità di fare un po’ più di turn-over.

Vittoria e record italiano per il quartetto femminile
In ordine temporale la prima medaglia d’oro è stata quella conquistata dal quartetto femminile con il commissario tecnico Dino Salvoldi che ha schierato sempre la stesse quattro atlete fin dalle qualificazione, senza alcun avvicendamento. Nonostante la brutta caduta della settimana scorsa, che in un primo momento aveva fatto temere anche per uno stop più lunga, Elisa Balsamo è subito tornata in pista apperentemente senza essere limitata da dolori o contusioni varie; con la piemontese c’erano anche Martina Alzini, Marta Cavalli e Letizia Paternoster che, per non sbagliare, hanno fatto segnare subito il miglior tempo in batteria anche se nella serata di giovedì le condizioni al velodromo di Hong Kong non dovevano essere le migliori per ottenere un grande riscontro cronometrico.

Diverso il discorso di oggi con la pista che si è rivelata decisamente veloce, le nostre poi ci hanno messo un’eccellente condizione fisica ed il risultato di questa somma è stato il nuovo record italiano. Nella sfida di primo turno contro l’Australia, le azzurre hanno surclassato le rivali e hanno fermato il cronometro in 4’17″438 migliorando di circa quattro decimi il precedente primato fatto a Berlino nell’ottobre 2017: Balsamo e Paternoster c’erano anche allora, ma con Alzini e Cavalli al posto di Guderzo e Valsecchi la squadra si è ringiovanita senza perdere di qualità. Nella finale contro la Germania l’Italia è nuovamente scesa sotto al tempo di Berlino, seppur peggiorandosi leggermente complice la fatica per i turni ravvicinati: 4’17″833 il tempo con le tedesche che sono letteralmente scoppiate nel finale dopo aver tentato invano di tenere il ritmo delle nostre il più a lungo possibile.

Successo e prestazione convincente anche per gli uomini
Molto convincente anche il percorso del quartetto maschile che non è riuscito a migliorare il record italiano pur arrivandoci molto davvero vicino. Liam Bertazzo, Filippo Ganna, Francesco Lamon e Michele Scartezzini sono partiti con il primo posto in qualificazione con un buon margine in una pista non velocissima: lo stesso quartetto ha poi affrontato questa mattina la Germania riuscendo ad entrare in finale con una prestazione in pieno controllo senza dover sprecare più energie del dovuto, visto anche che si prospettava una sfida con gli Stati Uniti del primatista individuale Ashton Lambie.

Per l’atto decisivo c’è stato un cambio nell’Italia con Michele Scartezzini che è stato sostituito da Davide Plebani. Il duello con gli americani è rimasto in bilico fino a poco più di metà gara, poi non c’è più stata storia: impressionante la velocità di crociera dei nostri che dopo la partenza da fermi hanno fatto registrare parziali di 56″7, 56″7 e 57″0 ad ogni chilometro. Il tempo finale degli azzurri è stato di 3’53″478 a soli tre decimi dal record nazionale: l’indicazione è che di inseguitori affidabili ne abbiamo tanti, ai cinque che hanno gareggiato ad Hong Kong ci possiamo aggiungere anche Elia Viviani e Simone Consonni ma un tale problema di abbondanza non può che essere un’ottima notizia per il nostro commissario tecnico Marco Villa.

Vittorie di Cina e Australia nella Velocità a Squadre
Il programma della giornata, prevedeva anche i due tornei della Velocità a Squadre maschile e femminile con l’Italia impegnata solo tra le donne: per Martina Fidanza e Miriam Vece è arrivo un non certo esaltante diciassettesimo posto su diciotto formazioni iscritte. La Cina ha trionfato in campo femminile con Junhong Lin e Tianshi Zhong (sfruttata in precedenza anche Yufang Guo) che hanno battuto l’Ucraina in finale: 32″934 l’ottimo tempo che è valso la medaglia d’oro alla corazzata asiatica che ha schierato addirittura quattro squadre (la nazionale e tre team privati) con il peggiore che ha chiuso decimo; in lavoro che stanno facendo in Cina sul settore velocità sta creando un movimento ricchissimo di atleti di qualità.

La gara maschile della Velocità a Squadre ha visto sfidarsi terzetti abbastanza sperimentali con i big quasi tutti concentrati già sui prossimi Campionati del Mondo. A vincere è stata l’Australia che ha schierato James Brister, Thomas Clarke e Matthew Richardson: nella finale per l’oro è tempo degli aussie è stato di 43″815 con il Giappone che si è dovuto accontentare di un comunque ottimo secondo posto, mentre nella finale per il bronzo c’è stata la vittoria della Polonia sul terzetto di Trinidad e Tobago.

Visita lo store di Cicloweb!

Archivio

Versione stampabile