La tirata volata nella quinta tappa della Volta a la Comunitat Valenciana © Jim Artero
La tirata volata nella quinta tappa della Volta a la Comunitat Valenciana © Jim Artero

Il rush di Groenewegen è il migliore della domenica

Vittoria per Dylan nella tappa conclusiva della Volta Valenciana. Terzo di giornata Trentin, quattro italiani nei 10; corsa a Ion Izagirre su Valverde

Emozioni concentrate nel finale, volata equilibratissima risolta al colpo di reni, prima vittoria stagionale per Dylan Groenewegen a premiare l’ottimo lavoro della Jumbo-Visma, tanta Italia in ogni caso, quattro in top ten a partire da Matteo Trentin terzo, e classifica tutta spagnola con il vincitore Ion Izagirre che si tiene dietro nientemeno che Sua Maestà Alejandro Valverde. Un buon mix di spettacolo e pathos per la frazione conclusiva della Volta Valenciana 2019: sempre tenendo a mente che la cosa più importante di questo scorcio di stagione è mettere buoni chilometri nelle gambe, badando a non farsi male. Certo, chi vince è certo più soddisfatto di chi non vince: ma questo vale per ogni aspetto della vita di noi tutti…

 

Fuga a quattro ma la volata non è mai in discussione
La tappa conclusiva della Volta a la Comunitat Valenciana era un’occasione unica per gustarsi i panorami dei grandi vialoni del capoluogo regionale, più che altro mancando di contenuti tecnici di grosso spessore, o quantomeno non comparabili – questi ultimi – con le interessantissime architetture di Santiago Calatrava a lungo inquadrate dalla regia di casa.

Partenza da Paterna, arrivo a Valencia e circuito di 7 km (o poco più) da ripetere 5 volte e mezza, per un totale di 88 km: il tutto, riassumibile nella categoria “perfetta kermesse domenicale di inizio stagione”. Ovviamente nemmeno una rampetta strada facendo, piattone altimetrico e velocità in bici come indissolubili compagni di viaggio. Unico elemento da annotare, la consueta fuga del giorno, animata da 4 superprofessionisti. Superprofessionisti perché andare all’attacco in una giornata del genere, col gruppo che ti tiene sempre sotto controllo concedendoti quanto, un minuto?, è proprio sintomo di grande abnegazione, decisamente caratteristica tipica di questo fantastico sport.

I fuggitivi erano tre giovani e un fuoriclasse dell’esercizio: i tre imberbi erano Alexey Kurbatov, 24enne della Gazprom-Rusvelo; Gotzon Martin, 22enne della Fundación Euskadi; Aaron Van Poucke, appena 20enne della Topsport Vlaanderen; il fuoriclasse, Alexis Gougeard, che la sua maglia AG2R La Mondiale la porta molto spesso in fuga, e a volte pure con successo.

Non era oggi, però, il giorno di vittorie a lunga gittata: la fuga è stata annullata a 13 km dalla fine, poi un contropiede di un altro AG2R (Julien Duval) è durato un paio d’altri chilometri, e nient’altro se non treni con vista sulla volata. Su tutti, quello della Jumbo-Visma, che aveva lavorato assai anche in precedenza, per tenere i quattro attaccanti a tiro. Diciamo che Dylan Groenewegen aveva tutta la volontà di battere il primo colpo dell’anno.

 

Groenewegen sbuca all’ultimo centimetro
Una caduta all’ultimo chilometro ha spezzato il gruppo (fortunatamente nessuno ha riportato conseguenze serie), lasciando davanti una trentina di uomini, anzi anche meno. In prima linea, tutti gli sprinter attesi alla lotta sul rettilineo d’arrivo. La Cofidis aveva un uomo a lanciare Nacer Bouhanni, ma ai 400 metri sono emersi molto bene i Mitchelton-Scott, con Luka Mezgec che fendeva l’aria per Matteo Trentin, sempre più convinto nei panni dello stoccatore.

Alle spalle del Campione Europeo c’era Alexander Kristoff, poi Bouhanni, e ben più indietro Groenewegen. Ultima curva a destra coi Mitchelton entrati e usciti benissimo dalla svolta, e ai 200 metri Mezgec si è spostato con Trentin che – dopo un’occhiata alle proprie spalle – ha capito che era il momento di scattare. Il trentino però stavolta non ha fatto benissimo i conti: ha provato a metterla sul piano della resistenza, ma gli son mancati 30 centimetri, in quanto proprio sulla linea d’arrivo Kristoff l’ha superato al colpo di reni.

Però il problema per il norvegese della UAE Emirates era che da dietro rinveniva a velocità doppia proprio Dylan Groenewegen, una rimonta mozzafiato, con tanto di spallate (corrette) con Bouhanni, e un rush strepitoso grazie al quale l’olandese ha messo il primo segno 1 nella personale schedina del 2019. Kristoff secondo, Trentin terzo, Mezgec che – anziché smettere di pedalare – ha messo a referto un quarto posto, e Bouhanni quinto. Un po’ più indietro gli altri, a partire da Michele Gazzoli (Kometa), sesto, e proseguendo con Sondre Holst Enger (Israel Cycling Academy), Sonny Colbrelli (Bahrain Merida), Edvald Boasson Hagen (Dimension Data) e Giovanni Lonardi (Nippo-Vini Fantini) a chiudere la top ten.

Immutata la classifica, con Ion Izagirre (Astana) che porta a casa la corsa con 7″ su Alejandro Valverde (Movistar) e Pello Bilbao (Astana); quindi troviamo Daniel Martin (UAE) a 16″, Dylan Teuns (Bahrain) a 18″, Jesús Herrada (Cofidis) a 29″, Jack Haig & Adam Yates (entrambi Mitchelton) a 33″ e 34″, Boasson Hagen a 46″ e Rui Costa (UAE) a 48″. Prossime corse in Spagna nel weekend a venire, con Vuelta a Murcia venerdì e sabato, e Clasica de Almeria domenica.

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