Alvaro Hodeg vittorioso a La Ceja © Tour Colombia 2.1
Alvaro Hodeg vittorioso a La Ceja © Tour Colombia 2.1

Hodeg festeggia in casa di Gaviria

Arrivo in volata nella 2a tappa del Tour Colombia 2.1: esulta lo sprint della Deceuninck-QuickStep. Tre italiani nei primi dieci

L’uomo più atteso della seconda tappa del Tour Colombia 2.1 era senza dubbio il 24enne velocista colombiano Fernando Gaviria, originario proprio di La Ceja, città che era sia sede di partenza che di arrivo, e grande favorito su un percorso che si annunciava propizio per un arrivo in volata: ad alzare le braccia invece è stato il 22enne Alvaro Hodeg che festeggia il recente prolungamento di contratto con la Deceuninck-QuickStep con la prima vittoria stagionale, dopo che in Argentina si era fermato ad un secondo ed un terzo posto. Per Hodeg gioia doppia visto che con i 10″ di abbuono al traguardo è riuscito anche a conquistare la maglia di leader.

Óscar Sevilla anima la fuga di giornata
Come detto, questa seconda giornata del Tour Colombia 2.1 proponeva un tracciato relativamente facile con partenza e arrivo a La Ceja, ed un circuito attorno a Rionegro da ripetere cinque volte con piccole ondulazioni. La fuga del giorno è uscita dal gruppo al chilometro 6, poco prima di entrare nel primi dei 5 giri previsti: i protagonisti erano i colombiani José Tito Hernández (Orgullo Paisa), German Chavez (Coldeportes Zenú), Steven Cuesta (Deprisa) e Luis Felipe Laverde (GW Shimano), lo svizzero Simon Pellaud (IAM Excelsior) ed un po’ a sorpresa anche lo spagnolo Óscar Sevilla, capitano del Team Medellín ed potenziale uomo di alta classifica dopo essere piazzato terzo nella classifica generale finale della Vuelta a San Juan in Argentina.

A causa della presenza di un uomo esperto e pericolo come Sevilla, i sei fuggitivi sono sempre stati considerati come una minaccia reale per gli obiettivi del gruppo e delle squadre dei velocisti in particolare: la EF Education First ha trovato la collaborazione di UAE Team Emirates e Deceuninck-QuickStep per non far salire il ritardo dalla testa della corsa oltre i quattro minuti, e così ai battistrada non è rimasto che dividersi i punti in palio ai gran premi della montagna (tutti e cinque vinti da José Tito Hernández) e ai traguardi volanti. Nel finale l’andatura è salita in maniera sensibile, con Sevilla e Pellaud che hanno tentato il tutto per tutto nel tentativo di resistere il più a lungo possibile al ritorno degli inseguitori: a circa 5 chilometri dall’arrivo, però, anche loro sono stati costretti ad arrendersi.

Gaviria non c’è, Hodeg non sbaglia
Il finale è stato quindi un monologo delle squadre dei velocisti e, ancora una volta, è stata la Deceuninck-QuickStep a prendere in testa gli ultimi 500 metri ed a pilotare Alvaro Hodeg nelle ultime due curve prima della linea d’arrivo. Ormai non è una novità il grande lavoro di Maximiliano Richeze che ha lasciato al vento il compagno di squadra Alvaro Hodeg a meno di 150 metri dall’arrivo: per il giovane colombiano è stato un gioco da ragazzi andare a prendersi la vittoria, ma non deve passare inosservato anche il lavoro “sporco” dell’argentino che dopo aver tirato la volata ha continuato a pedalare per cercado il piazzamento personale (ha chiuso quinto) ma anche per ostacolare in maniera lecita i rivali, su tutti Sebastián Molano.

Per la UAE Team Emirates è stato proprio il colombiano meno atteso a fare la volata con Fernando Gaviria (malato) che ha tagliato il traguardo attardato nei confronti del gruppo: complice il contatto con Richeze, Molano ha chiuso terzo preceduto anche dall’estone Martin Laas (Team Illuminate) mentre l’altro baltico Mihkel Raim (Israel) si è piazzato in quarta posizione. Tre gli italiani nelle prime dieci posizioni: dalla sesta all’ottava posizione troviamo nell’ordine Luca Pacioni (Neri Sottoli), Imerio Cima (Nippo) e Paolo Simion (Bardiani).

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