Sam Bennett conquista la sesta tappa della Paris-Nice © ASO - Alex Broadway
Sam Bennett conquista la sesta tappa della Paris-Nice © ASO - Alex Broadway

Sam Bennett prenota un posto al Sole

Paris-Nice, l’irlandese vince ancora e si candida come outsider per la Sanremo. Terzo Trentin, domani l’arrivo in salita

Nei piani di inizio stagione, Sam Bennett non prenderà parte né al Giro d’Italia né tantomeno al Tour de France mentre alla Milano-Sanremo, se vi gareggerà, sarà la pedina di riserva di Sagan. Ma come si fa a lasciar fuori colui che, numeri alla mano, è il miglior velocista del momento al pari di Groenewegen e Viviani? Dichiaratosi subito – e comprensibilmente – arrabbiato per le decisioni della dirigenza, l’irlandese della Bora Hansgrohe sta dimostrando sulla strada il suo valore. E chissà che non faccia cambiare idea a Ralph Denk e soci.

Si arriva a Brignoles, in fuga anche Finetto
Dopo la cronometro di ieri, conclusasi con la sorprendente affermazione di Simon Yates, la Paris-Nice è ripartita con la sesta frazione, l’ultima che non dovrebbe segnare il destino della classifica generale. La Peynier-Brignoles di 176.5 km completa la discesa verso sud della Corsa verso il Sole, ma di tempo per ammirare il Mediterraneo non ce n’è; tappa vallonata, quella odierna, soprattutto nella seconda fase, a cui si sommano le previsioni di vento forte man mano che ci si approssima alla parte cruciale.

149 i corridori ancora in gara, che alle 12.12 hanno varcato il km 0. Il primo tentativo di attacco è di un grosso calibro; Lilian Calmejane, infatti, si lancia in avanscoperta attorno al terzo km. Ad inseguire il transalpino si lanciano il lussemburghese Alex Kirsch (Trek-Segafredo), il francese Laurent Pichon (Team Arkéa-Samsic) e l’italiano Mauro Finetto (Delko Marseille Provence).

Il gruppo non lascia spazio, caduta e ritiro per Ventoso
Il gruppo non lascia spazio, complice anche la posizione in classifica del leader della Direct Énergie, 19° a 2’15” da Thomas. E così l’albigese si convince/viene convinto a rialzarsi al km 13, attendendo il plotone; via libera, invece, per i tre rimanenti, che al km 20 transitano con solo 1’05” causa un’accelerazione del plotone dovuta a un momentaneo frazionamento causa vento. Ma una volta tornata la calma, i battistrada tornano ad avere un solido vantaggio, concludendo la prima ora a 42.8 km/h di media e con 2’30” di margine.

Attorno al km 70 si registra una caduta in gruppo; a pagare le maggiori conseguenze sono Lawson Craddock (EF Education First) e Francisco Ventoso (CCC Team), entrambi costretti al ritiro. Deceuninck-Quick Step, Groupama-FDJ e UAE Team Emirates sono le formazioni che fanno il ritmo e che non concedono spazio all’azione, che in cima al primo gpm di giornata, la Côte de la Sainte Baume (km 114, vinto da Finetto), transita a soli 25″. La fuga viene definitivamente annullata a 48.5 km dal traguardo.

Il gruppo si spezza in discesa, restano dietro Groenewegen, Konrad e Yates
Giusto poche centinaia di metri prima che il gruppo si frazioni in discesa, complice il vento laterale, riducendo l’avanguardia a una sessantina abbondante di elementi; tra gli attardati nessun uomo di classifica, dato che Daniel Martínez e Simon Yates non lo sono più dato l’esito delle prime due frazioni; le uniche eccezioni sono quelle di Patrick Konrad e Tejay van Garderen, comunque distanti dalla top 10. Non fanno parte del plotone principale neppure la maglia a pois Thomas De Gendt e il vincitore della prime due tappe Dylan Groenewegen.

L’andatura elevata prosegue anche sulla seguente Côte de Mazaugues, con Iván García Cortina e i gregari del Team Sky a dettare il passo; allo scollinamento (km 131, lo spagnolo passa davanti) i primi inseguitori transitano con una trentina di secondi di disavanzo. È poi la Mitchelton-Scott che, con Jack Bauer e Mikel Nieve, prende in mano la situazione, aumentando vieppiù il vantaggio sui ritardatari, che gettano la spugna solamente ai meno 20 km dal termine.

Nel mentre, sul Col de la Bigue (km 146.5), lo sprint intermedio ha visto l’azione Astana con Luis León Sánchez a raccogliere i 3″ di abbuono e Ion Izagirre a parargli le spalle; è servito il colpo di reni, invece, a Jack Haig per prendersi il secondo rimasto ai danni di un arrabbiato Nairo Quintana. Niente lotta neppure sull’ultimo dentello di giornata, la Côte de Sainte Philomène (km 159), con Bauer che traina il plotone.

Caduta e ritiro per lo sfortunato Valls, Kwiatkowski prende l’abbuono
Tutto pare filare tranquillo in vista della volata senonché, a 14.7 km, Jan Bakelants finisce a terra per colpa di un sasso presente sulla carreggiata; assieme al belga del Team Sunweb finisce a terra Rafael Valls che, per l’ennesima volta nella carriera, viene bersagliato dalla malasorte. Quando tutti i problemi fisici parevano finalmente alle spalle, il trentunenne scalatore valenciano del Movistar Team deve ancora pagare pegno: dolorante alla spalla sinistra, l’ex Lampre è costretto al ritiro.

Con Nairo Quintana che si salva per un pelo dal patatrac, il gruppo di testa si spezza in due tronconi, ma il rallentamento permette a chi è stato ostacolato dall’incidente, come Bardet e Kristoff, di rientrare senza fatica. La Groupama-FDJ controlla la situazione fino al secondo traguardo volante, quello di Camps la Source (km 172.5); ancora una volta è la coppia Astana a muoversi ma, a loro, si somma Michal Kwiatkowski. La maglia gialla sprinta con Sánchez, transitando davanti e prendendosi i 3″ in palio.

Nuovo capitombolo, Ewan e Laporte tagliati fuori dallo sprint. Nuovo successo per Bennett
Subito dopo aver oltrepassato lo striscione dello sprint, a Sánchez passa per la mente l’idea di proseguire; fa un cenno a Kwiatkowski, che risponde in maniera affermativa. I due cercano lo scherzone, ma la Groupama non si fa sorprendere e li riprende dopo circa 300 metri di tentativo, a 2.7 km dal traguardo. Giusto pochi istanti prima, nella coda del gruppo, ecco un’altra caduta: coinvolti Giulio Ciccone, Tao Geoghegan Hart e soprattutto due papabili per la tappa odierna come Caleb Ewan e Christophe Laporte. Doppia beffa per quest’ultimo, régional della tappa e atteso all’arrivo da amici e parenti.

A prendere le redini nel finale è sempre la Groupama-FDJ, che entra nell’ultimo km in testa con Jacopo Guarnieri pronto a lanciare nel migliore dei modi capitan Arnaud Démare; così avviene, con il francese parte lungo e pare indirizzato al successo. Ma nulla può con la rimonta di Sam Bennett; l’irlandese della Bora Hansgrohe rimane coperto il più possibile dal vento e si lancia al momento opportuno, rimontando di gran carriera e conquistando il secondo successo in questa sua Paris-Nice, il quarto in questo suo già spumeggiante 2019.

Terzo Trentin, domani l’arrivo sul Col de Turini
Alle spalle dei primi due, terza piazza per Matteo Trentin (Mitchelton-Scott); seguono nell’ordine John Degenkolb (Trek-Segafredo), Bryan Coquard (Vital Concept-B&B Hotels), Anthony Turgis (Direct Énerge), Florian Sénéchal (Deceuninck-Quick Step), Oliver Naesen (AG2R La Mondiale), Alexander Kristoff (UAE Team Emirates) e Egan Bernal (Team Sky). Ritardo, invece, di 5’41” per il gruppo Groenewegen.

In classifica Michal Kwiatkowski (Team Sky) conserva la maglia gialla di leader; ora il polacco vanta 18″ su Egan Bernal, 22″ su Luis León Sánchez, 1′ tondo sulla coppia Wilco Kelderman e Bob Jungels e 1’04” su Nairo Quintana. Domani la tappa più dura dell’edizione, quella con l’arrivo sul Col de Turini, lunga ascesa di 15 km al 7.3% di pendenza media nella quale poter scavare un solco determinante ai fini del successo finale.

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