Victor Campenaerts taglia il traguardo nella crono finale della Tirreno-Adriatico © LaPresse
Victor Campenaerts taglia il traguardo nella crono finale della Tirreno-Adriatico © LaPresse

Per un secondo Adam perse la coppa

Tirreno-Adriatico, Yates beffato da Roglic con un distacco minimo. Tappa a Campenaerts, secondo un ottimo Bettiol

Solita crono a San Benedetto del Tronto, Martin controfigura di se stesso
Appuntamento fisso dal 2011 in poi, la cronometro di San Benedetto del Tronto chiude anche quest’anno la Tirreno-Adriatico. 10050 i metri del filante percorso finale tra le strade della città marchigiana, nel quale gli specialisti possono costantemente spingere il rapporto lungo macinando velocità di primo piano. Quattro volte Cancellara, una a testa per Martin e Malori il bis consecutivo di Dennis, questi i nomi nell’albo d’oro.

Ad aprire la lista dei 144 iscritti – ma non tutti partenti, con alcuni assenti per dolori o malanni; è il caso di Omar Fraile e Alexis Vuillermoz, ad esempio – alle 13.25 è Phil Bauhaus: lo sprinter tedesco della Bahrain Merida in 13’02” la prende come una sgambata. Il primo nome interessante è quello del terzo nell’ordine, vale a dire Mathias Brändle; l’austriaco della Israel Cycling Academy, specialista dell’esercizio individuale, non brilla con 11’59”. Discorso che è valido anche per Tony Martin: il tedesco del Team Jumbo-Visma, ormai ex dominatore del tic tac, è mediocre per i suoi standard in 11’52”.

Gran tempo di Campenaerts: la missione record dell’ora procede spedita
Il teutonico viene immediatamente sopravanzato per questione di centesimi da un altro nobile decaduto (nel suo caso soprattutto per i tanti infortuni) come Taylor Phinney. Anche l’interregno dello statunitense della EF Education First dura lo spazio di un caffè dato che lo svizzero Tom Bohli mette la casacca della UAE Team Emirates provvisoriamente in testa con 11’43”. Provvisoriamente, come detto, perché il diciannovesimo partente muove la graduatoria.

A un mese dal tentativo di record dell’ora in cui si cimenterà ad Aguascalientes, Victor Campenaerts dimostra di avere una condizione super: partito forse sin dalle prime pedalate, il belga della Lotto Soudal sbaraglia la concorrenza con 11’23”, tempo di eccellenza considerando le condizioni meteorologiche (vento contro nella seconda parte e temperature non certo primaverili) tutto fuorché perfette.

Van Emden di nuovo beffato, Dennis parte forte ma si spegne
Il campione europeo deve comunque tremare sin da subito perché uno dei suoi storici rivali, nonché ex compagno di squadra al Team Jumbo-Visma, rischia di precederlo: all’intermedio, infatti, Jos van Emden fa segnare il medesimo tempo ma con il passare dei km la sfida si risolve a favore di Campenaerts. 11’27”, infatti, il tempo del neerlandese, a cui la crono picena continua a rimanere indigesta dopo le piazze d’onore nel 2017 e nel 2018.

Finiscono lontani specialisti quali Miles Scotson (Groupama-FDJ) in 11’44”, Maciej Bodnar (Bora Hansgrohe) in 11’50” mentre si piazzano a metà strada due fenomeni della pista come Michael Hepburn (Mitchelton-Scott) e Filippo Ganna (Team Sky), rispettivamente esibitisi in 11’34” e 11’35”. Va bene ma non come potrebbe Rohan Dennis: l’iridato, nonché due volte detentore della prova, parte forte siglando il miglior tempo intermedio. Ma con il vento in faccia, l’australiano della Bora Hansgrohe segna il passo in 11’32”.

Buone prove da Langeveld e Lampaert, Küng e Durbridge in ombra
Discreto l’esperto Stephen Cummings (Team Dimension Data) in 11’39” mentre è sorprendente Sebastian Langeveld: il neerlandese della EF Education First va al terzo posto provvisorio in 11’29”, dando un ulteriore segnale, dopo quelli visti alla Paris-Nice, di come la compagine statunitense sia tornata competitiva nelle prove a cronometro. Un po’ deludente il campione svizzero Stefan Küng (Groupama-FDJ) in 11’42”, tanto che un non specialista come Nathan Van Hooydonck (CCC Team) gli rende solo 1″.

Prosegue invece la sua crescita in vista delle amate classiche delle pietre Yves Lampaert: il belga della Deceuninck-Quick Step piace in 11’30”. Un suo compagno di squadra è Kasper Asgreen che, nonostante le fatiche delle tante menate in testa al gruppo, va bene in 11’40”. Così così per le sue abilità Luke Durbridge (Mitchelton-Scott) in 11’38” mentre viaggia a tutta il talentuoso Mads Pedersen (Trek-Segafredo) in 11’31”.

Nibali nella media, che Bettiol!
Da qui in poi, lunga fase interlocutoria, con il portoghese Nelson Oliveira (Movistar Team) con 11’37” come unico tempo degno di nota. Insufficienza piena, invece, per Jonathan Castroviejo: lo spagnolo del Movistar Team va nelle retrovie in 11’55”. Piazzamento grossomodo simile per Vincenzo Nibali: il messinese della Bahrain Merida non si danna l’anima e si esprime in 11’59”.

La grande sorpresa di giornata è, senza la minima ombra di dubbio, Alberto Bettiol: partito in maniera regolare, il senese della EF Education First viaggia letteralmente come un carrarmato nel tratto col vento contro, riuscendo persino a guadagnare 8″ su Campenaerts. Il talentuoso toscano va addirittura in seconda posizione con un 11’26” decisamente impronosticabile.

Bella prova di Pinot, non altrettanto si può dire per Poels e Alaphilippe
Giunge l’ora dei primi dieci della generale: ad aprire la lista è Alberto Rui Costa. Il portoghese della UAE Team Emirates fa registrare un sufficiente 11’53”, giudizio che può valere anche per Simon Clarke. L’australiano della EF Education First, in gran spolvero nelle ultime gare, con 11’59” va bene considerate le sue caratteristiche. Fa più fatica, invece, Sam Oomen: il miglior giovane, con la casacca del Team Sunweb, non brilla in 12’15”.

Molto meglio, invece, Thibaut Pinot: il francese della Grupama-FDJ con 11’47” consolida il suo piazzamento in classifica. Gli farà spazio in classifica Wout Poels: il neerlandese del Team Sky è sotto le aspettative in 12’04”. Fa ancora peggio Julian Alaphilippe che, dopo una prima fase ottima, si spegne alla distanza: 11’11” per il francese della Deceuninck-Quick Step, che cede un posto in classifica.

Dumo e Roglic come da attese, Yates barcolla nel finale
Serviva un miracolo per Tom Dumoulin per salire sul podio ma il neerlandese del Team Sunweb, pur andando forte, non va a insidiare Campenaerts: il suo 11’31” è comunque ottimo considerato il vento contro aumentato per gli ultimi arrivati. E nell’ottica dei prossimi appuntamenti, il nativo di Maastricht dimostra di essere già sul pezzo. A giocarsi le varie posizioni del podio sono in tre: Jakob Fuglsang va regolare e non corre rischi e con il suo 11’56” conclude bene una settimana da grande protagonista, discorso che si estende alla sua Astana Pro Team.

Nella prima parte, Primoz Roglic viaggia controllato ma nella seconda fase dà il meglio di sé: per lo sloveno un 11’36” che lo tiene lontano dal successo di tappa, ma non è quello che gli interessa. Lui, comprensibilmente, vuole solo il Tridente. E per prenderlo serve superare Adam Yates: il leader della corsa è sui tempi dell’ex saltatore all’intertempo ma con il vento contro la storia cambia. Il britannico della Mitchelton-Scott patisce oltremodo Eolo ogni metro che passa; il suo km finale pare quasi un calvario. Il tempo per il gemello è 12’12”, non certo all’altezza delle sue possibilità.

Tappa a Campenaerts, la generale a Roglic per 1″ (con figuraccia degli organizzatori)
Vittoria di tappa, dunque, per Victor Campenaerts (Lotto Soudal) in 11’23”. Alle sue spalle si sono classificati Alberto Bettiol (EF Education First) a 3″, Jos van Emden (Team Jumbo-Visma) a 4″, Sebastian Langeveld (EF Education First) a 6″, Yves Lampaerts (Deceuninck-Quick Step) a 7″, Mads Pedersen (Trek-Segafredo) e Tom Dumoulin (Team Sunweb) a 8″, Rohan Dennis (Bahrain Merida) a 9″, Michael Hepburn (Mitchelton-Scott) a 11″ e Filippo Ganna (Team Sky) a 12″.

La classifica generale, quindi, cambia in extremis e per il minimo distacco: Primoz Roglic (Team Jumbo-Visma) va infatti a conquistare l’edizione 2019 della Tirreno-Adriatico con solo un misero secondo su un affranto Adam Yates (Mitchelton-Scott). Da segnalare la figuraccia dell’organizzazione che prepara la maglia azzurra da dare allo sloveno con il logo della formazione australiana; Roglic, giustamente, rifiuta di indossarla, appoggiandola a terra e facendo le foto di rito con la classica tenuta giallonera. Dopo un minuto di impasse, arriva, salvifica, una maglia azzurra standard, gesto che comunque non risolve la gaffe by RCS Sport.

Terzo Jakob Fuglsang (Astana Pro Team) a 30″, quindi Tom Dumoulin (Team Sunweb) quarto a 1’25”. Seguono Thibaut Pinot (Groupama-FDJ) a 2’32”, Julian Alaphilippe (Deceuninck-Quick Step) a 2’34”, Wout Poels (Team Sky) a 2’42”, Simon Clarke (EF Education First) a 3’01”, Sam Oomen (Team Sunweb) a 3’13” e Alberto Rui Costa (UAE Team Emirates) a 3’18”. Classifica a punti meritatamente a Mirco Maestri (Bardiani CSF), quella dei gpm ad Alexey Lutsenko (Astana Pro Team) e quella dei giovani a Sam Oomen (Team Sunweb).

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