Michael Matthews vince davanti ad Alejandro Valverde © Luis Gomez/Cor Vos/Team Sunweb
Michael Matthews vince davanti ad Alejandro Valverde © Luis Gomez/Cor Vos/Team Sunweb

Matthews, dal rimpianto Sanremo alla vittoria

L’australiano della Sunweb conquista la 2a tappa della Volta a Catalunya davanti a Valverde. Froome caduto e attardato, De Gendt resta leader

L’inizio di stagione non è stato particolarmente fortunato per Michael Matthews che prima è caduto all’Omloop het Nieuwsblad vedendo svanire così la possibilità di lottare per un podio (è finito 12°) e poi è finito nuovamente a terra nel corso della prima tappa della Parigi-Nizza: questo secondo incidente è stato pesante, non tanto per il forte trauma cranico riportato, quanto per il fatto che l’australiano del Team Sunweb è stato costretto al ritiro compromettendo il proprio avvicinamento alla Milano-Sanremo a cui puntava molto. Alla fine Matthews ha conquistato un altro dodicesimo posto in Via Roma mancando di pochissimo l’aggancio al gruppetto dei migliori: la condizione era quindi molto buona, gli è solo mancato quel poco che probabilmente avrebbe avuto se avesse corso tutta la Parigi-Nizza.

Oggi nella seconda tappa della Volta a Catalunya per Michael Matthews è arrivato un piccolo regalo a compensare almeno in parte la sfortuna delle scorse settimane: Bling, come è soprannominato, ha colto uno splendido successo sul rettilineo in salita di Sant Feliu de Guíxols lasciandosi alle spalle addirittura il campione del mondo Alejandro Valverde. Per il Team Sunweb si è trattato della seconda vittoria nel 2019: dopo essere stata l’ultima squadra a sbloccarsi, adesso il team ha lasciato all’ultimo posto AG2R, Bahrain e Katusha tutte ferme a quota 1.

Tre fuggitivi subito all’attacco
La Volta a Catalunya proponeva oggi una frazione con salite meno dure rispetto a quelle di ieri, ma tuttavia non si tratta di una tappa adatta ai velocisti puri viste le caratteristiche del finale. Dopo il successo di ieri di Thomas De Gendt, le probabilità di riuscita di un’altra fuga da lontano erano ridottissime e non c’è stata neanche battaglia per cercare l’azione da lontano: al primo scatto subito dopo il via ufficiale sono scappati via Josef Cerny (CCC Team), Marco Minnaard (Wanty-Gobert) e Jonas Gregaard (Astana) che in quattro chilometri avevano già accumulato più di due minuti di vantaggio, ma con il passare dei chilometri sono arrivati ad averne anche più di sette.

Due sono state le squadre che per prime si sono messe a controllare la situazione nel gruppo: da una parte la Lotto Soudal che voleva proteggere la leadership in classifica di Thomas De Gendt dal momento che tutti e tre i fuggitivi partivano questa mattina con 2’58” di ritardo; l’altra formazione a lavorare era il Team Sunweb che evidentemente credeva nelle possibilità di Michael Matthews dopo il quarto posto di ieri. Quando mancavano 75 chilometri all’arrivo sui 166.7 chilometri dell’intera tappa, il vantaggio di Cerny, Gregaard e Minnaard era sceso a 5 minuti e da quel momento in avanti il plotone ha accelerato sensibilmente con la collaborazione anche della Movistar: nei successivi 35 chilometri, gli inseguitori hanno recuperato più di tre minuti, rendendo chiaro che oggi per la fuga non ci sarebbe stato spazio.

Froome cade ed esce di classifica
Mentre il gruppo si dava da fare per andare a prendere il terzetto di testa il prima possibile, a 38 chilometri dall’arrivo c’è stata una caduta che ha visto coinvolto anche Chris Froome: il britannico del Team Sky ha riportato ferite e abrasioni su tutto il fianco destro del corpo ed è apparso abbastanza dolorante prima di rimettersi in sella. Froome non ha neanche provato a riaccodarsi al plotone, ma ha scelto di completare la tappa a ritmo tranquillo insieme al gruppetto uscendo quindi di classifica (perderà 14 minuti): da notare come per Chris questa sia la seconda gara a tappe dell’anno ed in entrambi i casi è finito a terra e ha chiuso nelle retrovie senza essere aspettato da neanche un compagno di squadra.

Per colpa di una caduta, ha perso 14 minuti anche l’australiano Ben O’Connor del Team Dimension Data, mentre peggio è andata al suo compagno di squadra Gino Mäder, allo a José Herrada (Cofidis) e ad Erik Baska (Bora-Hansgrohe), tutti e tre costretti al ritiro dopo essere finiti al suolo: per il giovane talento svizzero si parla di una sospetta frattura al polso, lo spagnolo invece ha riportato la frattura di una clavicola.

Valverde guadagna con gli abbuoni
Il terzo e ultimo gran premio della montagna di giornata era l’Alt de Romanyà a 24 chilometri dall’arrivo e qui è iniziato un importante lavoro dell’Astana che ha alzato l’andatura facendo selezione: l’ultimo ad essere ripreso tra i fuggitivi è stato il ceco Josef Cerny (CCC Team) che è stato riassorbito appena 500 metri del gpm senza aver modo di provare a prendere i punti in palio; punti che invece si è andato a prendere il leader della corsa Thomas De Gendt che è anche primo in questa speciale classifica che probabilmente vede più facile da vincere rispetto a quella generale, nonostante il vantaggio accumulato ieri.

Anche con il gruppo compatto l’Astana ha continuato a martellare con i propri uomini, ma negli ultimi 8 chilometri si è entrati in una nuova fase di corsa: all’improvviso il terreno si è fatto infatti tortuoso e accidentato con una sequenza di brevi strappi che potevano ricordare più il finale di una gara di un gioro che non quello di una “banale” tappe. A 7.8 chilometri c’era anche un traguardo volante con abbuoni dove Alejandro Valverde è andato a prendersi 3″ di bonus davanti a Nairo Quintana (2″) e Steven Kruijswijk (1″): il murciano della Movistar aveva guadagnato 2″ anche ieri ed è evidente che in questa Volta a Catalunya vuole provare ad approfittare di ogni occasione possibile per mettere secondi tra sé ed i rivali.

Matthews vince la volata in salita
A circa 3 chilometri dal traguardo hanno tentato un allungo prima Michael Woods, poi in contropiede Maximilian Schachmann che ha provato a replicare quanto fatto nel finale della tappa di ieri: stavolta nessuno ha lasciato spazio al tedesco della Bora-Hansgrohe che è rapidamente stato ripreso. Si è arrivati così al finale che prevedeva un lungo rettilineo di 750 metri tutti in costante salita attorno al 5%: la Mitchelton-Scott ha messo davanti il neozelandese Dion Smith che ha tenuto alta la velocità per non far scappare nessuno fino a che il sudafricano Daryl Impey non ha deciso di lanciare la volata. Mancavano circa 200 metri a quel punto, troppi se si considera che la strada era in pendenza fin sul traguardo.

Michael Matthews non ha avuto problemi ad affiancare a superare Daryl Impey, ma a ruota dell’australiano c’era anche Alejandro Valverde: stavolta il campione del mondo (dolorante ad una mano dopo essere stato colpito dalla bici di Baska nella caduta dello slovacco) non ha avuto la forza per mettere lui stesso la freccia e così Matthews è andato a prendersi una netta vittoria, con la maglia iridata in scia in seconda posizione e Impey al terzo posto. Dal quarto al decimo posto si sono quindi piazzati Maximiian Schachmann, Odd Christian Eiking, James Knox, Patrick Bevin, Enrico Gasparotto, Davide Formolo e Dan Martin, a testimonianza di come questa fosse tutto tranne che una tappa per velocisti. Tra i possibili favoriti per la vittoria finale, segnaliamo i 12″ persi da Richie Porte (Trek-Segafredo) proprio sulla rampetta finale.

Domani si arriva in salita
In classifica generale il primo posto è sempre di Thomas De Gendt che, in virtù degli abbuoni, adesso ha 2’47” di vantaggio su Alejandro Valverde, 2’48” su Michael Matthews e Maximilian Schachmann, 2’54” su Daryl Impey, 2’56” su Nairo Quintana, 2’57” su Egan Bernal, Steven Kruijswijk e Luis Ángel Matée 2’58” sul grosso del gruppo con tutti gli altri principali favoriti. Domani la classifica cambierà, e anche radicamente: la terza tappa prevede infatti l’arrivo in salita a Vallter 2000, una salita lunga ed impegnativa su cui vinsero Quintana nel 2013 e Van Garderen nel 2014.

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