Ludovic Robeet si prende la quarta tappa alla Settimana Internazionale Coppi e Bartali 2019 © Bettiniphoto - Dario Belingheri
Ludovic Robeet si prende la quarta tappa alla Settimana Internazionale Coppi e Bartali 2019 © Bettiniphoto - Dario Belingheri

Il gruppo si addormenta, Robeet ringrazia e vince

Settimana Coppi&Bartali, la fuga arriva a sorpresa a Crevalcore. Il belga della Wallonie Bruxelles supera Bjerg e Mosca

Nessuna vittoria nei primi ottanta giorni del calendario e poi, all’improvviso, due negli ultimi quattro. Questa è la storia della Wallonie Bruxelles che alla Settimana Coppi&Bartali trova il suo albero della cuccagna; giunta in Emilia Romagna senza alcun obiettivo da centrare, la compagine belga festeggia quasi come in tutto il 2018 (tre vittorie nella passata annata) mettendo in mostra, quest’oggi, un giovane corridore alla più grande soddisfazione della ancor breve carriera.

Due non partenze nella pianeggiante tappa di Crevalcore
Tra le frazioni ricorrenti della Settimana Internazionale Coppi&Bartali vi è la Crevalcore-Crevalcore di 171.4 km, abituale appuntamento per i velocisti; nella pianura emiliana il tracciato prevede un iniziale tratto in linea a precedere un circuito di 13 km da affrontare per dieci volte, per una giornata ad alta andatura.

Due le non partenze, quelle dello svizzero Lorenzo Delcò (Biesse Carrera) e del colombiano Brayan Hernández (Coldeportes Strongman), che portano così a 154 il numero di corridori in gara. Diversi i tentativi di attacco nei primi km ma nessuno prende il largo, tanto che al traguardo volante di Caselle (km 10) il primo a passare è Andrea Toniatti (Team Colpack), che di pochi metri anticipa il plotone.

Otto in fuga, Sterbini fa man bassa di traguardi volanti
La fuga che caratterizza la tappa si forma attorno al km 18 e vede la presenza di otto elementi: gli italiani Antonio Di Sante (Sangemini-Trevigiani), Jacopo Mosca (Italia) e Simone Sterbini (Giotti Victoria), l’australiano Lachlan Morton (EF Education First), il belga Ludovic Robeet (Wallonie Bruxelles), il francese Thibaut Guernalec (Team Arkea Samsic), il danese Mikkel Bjerg (Hagens Berman Axeon) e il polacco Patryk Stosz (CCC Development Team).

Il gruppo lascia fare, così sono proprio costoro a sfidarsi per i quattro traguardi volanti posti nel giro di una quindicina di km e validi per il Trofeo delle Frazioni: a Galeazza Pepoli (km 20.5) Sterbini anticipa Guernalec, ordine che si ripete anche a Bevilacqua (km 25). L’ex Bardiani non è sazio ed è primo anche a Palata Pepoli (km 29) davanti a Di Sante, il quale si può consolare con il passaggio davanti a Morton a Sammartini (km 36.5).

Il distacco viene ricucito senza problemi da Israel e Androni
Il gruppo, in questa fase, se l’è presa comodissima, tanto che al km 33 il ritardo rispetto ai battistrada ammonta a 8′, gap che rappresenta il massimo di giornata. L’andatura è elevata, tanto che al termine della seconda ora di corsa la media è di poco inferiore ai 46 km/h; la rimonta del gruppo è prepotente, persino troppo, tanto che al km 90 il disavanzo è sceso a soli 2’30”. Consci di andare troppo forte, da dietro diminuiscono l’incedere, ridando qualche barlume di speranza ai battistrada; ma ai 50 km dal termine il vantaggio degli otto è nuovamente sceso a 2’30”.

I fuggitivi iniziano il terzultimo giro circa 1’45” di margine; dietro a lavorare è soprattutto la Israel Cycling Academy, interessata a giocarsi il successo dopo una Coppi&Bartali sinora anonima. E il gap scende a 1′ tondo poco dopo l’ingresso nella penultima tornata del circuito bolognese; gli israeliani fanno spazio in testa al gruppo alla Androni Giocattoli-Sidermec che vuole trovare a vincere dopo oltre due mesi di digiuno.

In tre se ne vanno e guadagnano sul gruppo: sono loro a giocarsi la tappa
Tra i battistrada inizia a scemare la collaborazione e così Stosz decide di provare l’assolo, finendo però presto la benzina; ad avvantaggiarsi sono così Bjerg, Mosca e Robeet, che entrano nell’ultimo giro con una quindicina di secondi sugli ex compagni di avventura e ancora 50″ sul gruppo principale. E non è finita qui; man mano che passano i km le possibilità di buona riuscita per i primi tre aumentano.

Merito di quel carrarmato che risponde al nome di Mikkel Bjerg; non si diventa campioni del mondo della crono tra gli under 23 per due anni di fila. E il danese, con l’italiano e il belga, viaggia a tutta persino aumentando il margine, entrando negli ultimi 5 km con una trentina di secondi sugli altri attaccanti e 1′ tondo sul gruppo. Lo scandinavo della Hagens Berman Axeon prova a far valere le sue doti attaccando in due occasioni, ma sia Mosca che Robeet lo chiudono: sono loro, comunque, a sfidarsi per un sorprendente successo

È volata, Robeet centra la prima vittoria. Domani la chiusura a Sassuolo
Si giunge così alla volata dove, ad imporsi in maniera netta è il meno celebre dei tre, vale a dire Ludovic Robeet. Per il ventiquattrenne di Nivelles della Wallonie Bruxelles è il primo centro della carriera, lui che era fermo a due secondi posti. Piazza d’onore, per Mikkel Bjerg (Hagens Berman Axeon) e terza per un Jacopo Mosca (Italia) che dimostra ancora di come la sua discesa a livello Continental con la D’Amico UM Tools sia stata per miopia delle altre formazioni.

Quarta piazza a 31″ per Patryk Stosz (CCC Development Team), che precede per Lachlan Morton (EF Education First), Antonio Di Sante (Sangemini-Trevigiani), Simone Sterbini (Giotti Victoria) e Thibaut Guermalec (Team Arkéa-Samsic). La volata del gruppo, valida solo per il nono posto, vede Manuel Belletti (Androni Giocattoli-Sidermec) superare Emils Liepins (Wallonie Bruxelles).

La classifica generale non conosce modifiche nelle posizioni d’avanguardia: Lucas Hamilton (Mitchelton-Scott) continua a comandare con 16″ sui compagni di squadra Damien Howson e Nick Schultz e con 22″ su Mikel Landa (Movistar Team). Domani la chiusura della prova emiliano-romagnola con la Fiorano Modenese-Sassuolo di 153.4 km, caratterizzata da quattro giri di un circuito movimentato dal Valico di Fazzano che può così garantire a chi deve ribaltare la graduatoria un’ultima occasione.

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