Emanuel Buchmann vince alla Itzulia Basque Country 2019 © Bettiniphoto
Emanuel Buchmann vince alla Itzulia Basque Country 2019 © Bettiniphoto

Sui Paesi Baschi soffia ancora forte la Bora

Itzulia Basque Country, splendida vittoria di Buchmann ad Arrate: il tedesco diventa leader, domani la chiusura

Abituale arrivo ad Arrate, non parte Oomen
La tappa più attesa dell’edizione 2019 della Itzulia Basque Country è la quinta, la Arrigorriaga-Arrate di 149.8 km. Sette i gpm nel percorso, a cui si sommano innumerevoli dentelli non categorizzati. L’ascesa più dura di giornata è, senza ombra di dubbio, la terzultima, quella di Izua: solo 3 km di salita ma una pendenza media del 12.7%, con punte iniziali del 24%. L’ultimo gpm è quello di Usartza, 5 km all’8.8% di pendenza, con la vetta a 2200 metri dal traguardo.

Una sola non partenza, quella di Sam Oomen: lo scalatore del Team Sunweb è da ieri alle prese con un malanno di stagione e, in vista dei prossimi obiettivi, ha deciso assieme alla dirigenza della squadra di abbandonare nell’ottica dei prossimi appuntamenti. Ennesima notizia non certo positiva per la compagine di Tom Dumoulin, che nelle ultime due settimane ha visto gli scalatori Kelderman, Roche, Tusveld e ora Oomen alle prese con problemi di varia natura.

La fuga non si forma, De Marchi fa tre su tre nei gpm
Già nel primo km prende in vantaggio un quartetto composto dagli statunitensi Benjamin King (Team Dimension Data) e Peter Stetina (Trek-Segafredo), dal belga Maxime Monfort (Lotto Soudal) e dal colombiano Nicolas Saenz (Manzana Postobón). Prima quest’ultimo, poi Stetina e infine anche Monfort vengono ripreso dal gruppo nel corso della prima salita, quella di Morga: allo scollinamento (km 17.2) passa in testa Alessandro De Marchi (CCC Team) davanti a King. Anche loro due, però, vengono riagguantati dal plotone in discesa, dove si verifica la caduta del cinese Meiyin Wang (Bahrain Merida) che è costretto al ritiro.

L’andatura è sostenuta e non consente ai coraggiosi di avvantaggiarsi in pianura; e quando si registra qualche tentativo nei tratti all’insù il vantaggio è minimo. È il caso del trio Alessandro De Marchi, Luis León Sánchez (Astana Pro Team), Rudy Molard (Groupama-FDJ) e Rubén Fernández (Movistar Team), che transitano in quest’ordine sul gpm di Natxitua (km 53.3); in discesa rientrano anche Mickaël Cherel (AG2R La Mondiale) e Alexey Lutsenko (Astana Pro Team) e il sestetto scollina a Bedarona (km 58.1), con De Marchi che fa tris, con una ventina scarsi di secondi.

La Deceuninck tira, Mas prova a finalizzare. Mühlberger e Sánchez guadagnano in discesa
A tirare è la Deceuninck-Quick Step, che vuole fare la corsa dura; e i belgi annullano anche questa azione al km 75, per la corsa che si approssima alla salita di Arribinieta: nel tratto più insidioso della stretta asperità, a 64.7 km dall’arrivo, Enric Mas prova a finalizzare il lavoro dei suoi con un attacco deciso. Subito, però, gli Astana si mettono a fare l’andatura e lo tengono a portata d’occhio; allo scollinamento (km 86.3) lo spagnolo ha pochi secondi su Jakob Fuglsang e Mikel Landa, mossisi per andare a prenderlo. Più in difficoltà, invece, Maximilian Schachmann; la maglia gialla transita con qualche metro di ritardo dalla coda del ridotto gruppo principale, aiutato da Gregor Mühlberger nel non perdere eccessivo spazio.

In discesa il plotone, ivi compreso Schachmann, va a riprendere Fuglsang, Landa e anche Mas; da segnalare la caduta, fortunatamente senza conseguenze, per Tsgabu Grmay (Mitchelton-Scott). Al termine della discesa, complice la mancata collaborazione nel gruppo, predono spazio i già citati Mühlberger e Sánchez, con l’austriaco che passivamente si posiziona alla ruota dello spagnolo senza dare cambi.

La maglia gialla va su del suo passo, anche Sánchez viene ripreso
L’attendismo nel plotone, oltre al rientro di diversi attardati, dà il là alla formazione di un pericoloso drappello a bagnomaria: presenti Sergio Luis Henao, Patrick Konrad, Valentin Madouas, Enric Mas, Rudy Molard, Tadej Pogacar, Carlos Quintero e José Joaquín Rojas. A 50 km dal termine la situazione vede la coppia al comando con 1′ sui primi inseguitori e 1’20” sul plotone. La potenziale pericolosità di alcuni nomi convince l’Astana a tirare, favorendo così l’annullamento dell’azione ai meno 44 km.

La durezza della salita di Izua è palpabile sin da subito: davanti Mühlberger non tiene più Sánchez, dietro Mas per due volte prova vanamente a far la differenza. Schachmann decide, saggiamente, di salire con il proprio passo, perdendo sì qualche metro ma rimanendo di di poco staccato dalla coda del gruppo e superando chi fatica come Quintero, Molard e Henao. A fare il ritmo tra la quindicina abbondante di componenti del drappello è Gorka Izagirre, che dà il là all’allungo a 1 km dalla vetta del fratellino Ion.

In materia di congiunti, alla fine del tratto duro il battistrada Luis León Sánchez trova il supporto del fratellino Pedro, centrocampista dell’Eibar e già in rosa nel Real Madrid. Il murciano viene ripreso poco prima dello scollinamento (km 110.2), passando comunque davanti a Izagirre e Landa. Schachmann, dal canto suo, rimane sempre ligio al proprio schema di gara, rientrando senza fatica ad inizio discesa.

Si forma un drappello, Buchmann prende e guadagna
Nuovamente, la discesa vede il plotone rialzarsi, propiziando l’allungo di Emanuel Buchmann, Sergio Henao e del solito Luis León Sánchez che, quatti quatti, guadagnano sempre più. Ma a loro volta l’attendismo la fa da padrona, tanto che serve il rientro a 29 km dalla fine di Valentin Madouas per dare linfa al tentativo. E, infatti, a 25 km dall’arrivo il quartetto vanta 55″ sul gruppo sempre più folto e sempre più disorganizzato.

La particolare situazione di gara, con il pericoloso tedesco davanti, fa suonare un campanello d’allarme all’Astana Pro Team che mette Gorka Izagirre a tirare e fa rialzare Sánchez, che una volta riassorbito si mette ancora una volta a fare il ritmo. Cambia lo scenario a 21.7 km dalla fine: Buchmann si muove nell’ampio salitone di Trabakua, subito staccando Henao e Madouas, passando in vetta (km 129.8) con la bellezza di 35″ su Madouas e Henao e addirittura 1’20” sul plotone, ancora tirato dalla sola compagine kazaka con i due gregari spagnoli.

Il tedesco guadagna, Astana-Movistar lavorano senza efficacia
Nella ampia e veloce discesa il portacolori della Bora guadagna ulteriormente, passando al cartello dei meno 15 km con 1’35” di margine: in questo momento la classifica virtuale recita Bora al primo, Bora al secondo e Bora al terzo posto della generale. Sánchez termina il suo encomiabile lavoro, lasciando spazio a Gorka Izagirre; ma il ritmo del campione spagnolo non è nulla di ché, tanto che Buchmann guadagna ancora tanto, iniziando gli ultimi 10 km con 1’35” su Henao-Madouas e 1’55” sul gruppo.

I due inframezzati vengono ripresi a 9 km dalla fine, proprio quando anche il Movistar Team decide di dare una mano con Rojas, ma il gap sale ancora fino a quota 2′. Proprio all’imbocco della salita di Usartza, finalmente, l’Astana decide di muovere le pedine principali: Jakob Fuglsang attacca sin da subito ma allunga solo il gruppo. Ben più efficace pare il tentativo di Mikel Landa che, nella classica posizione da scalatore puro con le mani basse, parte deciso; solo Ion Izagirre e Daniel Martínez restano sempre con lui, ma Fuglsang, Yates e poi altri ancora rientrano su di loro.

Schachmann sale regolare, Buchmann prosegue e finalizza la cavalcata. Fatica Landa
Va su del suo passo, invece, Maximilian Schachmann, oggi giustamente in versione conservativa. Guadagna spazio Fugslang, sul quale sanno riportarsi solo Landa, Izagirre e Yates; ma il capitano della Movistar non ne ha e perde contatto da questo terzetto, nel quale tutti e tre collaborano. Ma a 2 km dalla vetta Buchmann, affaticato sì ma ancora con in possesso di una pedalata rotonda, può contare ancora su oltre 100″ di vantaggio sui primi rivali.

In vetta (km 147.6 km) Emanuel Buchmann passa con 1’20” su Fuglsang, Izagirre e Yates, 1’35” sulla coppia UAE composta da Martin e Pogacar e ancora più sugli altri, con Schachmann che viaggia a 2’20”. Sul risciacquo finale di 2200 metri Buchmann non ha problemi, proseguendo per la sua strada e andando a conquistare un successo tanto prezioso quanto meritato. Seconda vittoria stagionale per il ventiseienne del Baden Württenberg dopo quella a inizio febbraio al Trofeo Andratx; per la Bora Hansgrohe raggiunta quota quattro successi in cinque tappe della Itzulia, se non è record poco ci manca.

Buchmann si prende anche la maglia, domani la chiusura ad Eibar
La volata per il secondo posto a 1’08” dal vincitore premia Ion Izagirre su Simon Yates e Jakob Fuglsang. Buona prova per Tadej Pogacar e Daniel Martin a 1’24” mentre nel finale ha patito Mikel Landa, giunto a 1’50”. Con una buona rimonta nel tratto finale Schachmann è rientrato nel gruppo che lo precedeva, chiudendo nono a 2’04” dietro e Lucas Hamilton e davanti a Patrick Konrad, in un drappello che presenta anche Bauke Mollema, Enric Mas, Daniel Martínez e Mikel Nieve.

La classifica vedere ora al comando Emanuel Buchmann con 54″ su Ion Izagirre, 1’03” su Schachmann, 1’32” su Martin e Fuglsang, 1’55” su Konrad, 1’56” su Yates, 2’11” su Daniel Martínez, 2’25” su Mikel Landa e Tadej Pogacar.

Domani la chiusura della cinquantanovesima edizione della prova basca con la Eibar-Eibar di 118.2 km, tappa breve ma pregna di difficoltà. Sei i gpm, con l’accoppiata Azurki e Karakate poco dopo metà tracciato. L’ultima difficoltà, quella di Asensio, presenta una media dell’8% negli ultimi 3 km; dalla vetta rimangono 15 km sino all’arrivo, tutti in discesa fatto salvo un breve ma insidioso zampellotto che potrebbe fungere da trampolino finale.

Visita lo store di Cicloweb!

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile