Sam Bennett vince in Turchia © Getty Images
Sam Bennett vince in Turchia © Getty Images

La Linea-Bennett è quella giusta

Tour of Turkey, nella prima tappa l’irlandese supera un impreciso Jakobsen. Nei 10 Consonni, Pacioni, Cima e Lonardi

Dal nostro inviato

Nei due anni in cui il Tour of Turkey si è disputato nel mese di ottobre l’irlandese Sam Bennett ha vinto la bellezza di sette tappe, e ora che la corsa è tornata a disputarsi nel mese di aprile sembra non aver smarrito il suo feeling con il paese: è stato proprio il 28enne velocista della Bora-Hansgrohe ad aggiudicarsi la prima tappa sul traguardo di Tekirdag. Per Sam Bennett si tratta della quinta vittoria stagionale, almeno una per ogni corsa a tappe disputata: ha vinto in Argentina alla Vuelta a San Juan, ha vinto all’UAE Tour e poi anche per ben due volte alla Parigi-Nizza, e come confermato da lui stesso in conferenza stampa l’obiettivo di quest’anno è di mantenere un livello alto per tutto l’anno e per questo motivo dopo la Milano-Sanremo ha un po’ staccato per crescere di condizione in seguito. E magari questi risultati potrebbero convincere la sua Bora-Hansgrohe a rivedere i piani per Giro e Tour.

La partenza dal cuore di Istanbul
Per questa edizione gli organizzatori del Tour of Turkey hanno riproposto la partenza da Istanbul ed in particolare dalla splendida cornice di Piazza Sultanahmet: poche corse possono vantare uno scenario simile con la Moschea Blu e la Basilica di Santa Sofia ad accogliere i corridori. Anche i primi chilometri sono stati una vetrina delle principali bellezze della maggiore città della Turchia con il Palazzo Topkapi, il Ponte Galata ed il Corno d’Oro. Meno conosciuto è invece il quartiere appena sfiorato di Cagaloglu, centro dell’editoria locale, che però è in qualche modo legato all’Italia e alla città di Genova: il nome deriva infatti dal navigatore genovese Scipione Cicala, che dopo essere stato catturato dall’esercito ottomano (ed essersi convertito all’Islam) ha fatto fortuna fino a diventare il Sinan Capudan Pascià la cui storia è raccontata da una canzone di Fabrizio De André.

Questa prima tappa proponeva un percorso di 156.7 chilometri quasi interamente lungo la costa europea della Turchia per arrivare nella città di Tekirdag che conta circa duecento mila abitanti: alcuni brevi dislivelli e due gran premi della montagna di tre categoria, l’ultimo a soli 12 chilometri dal traguardo, non spaventavano i velocisti in gara; qualche timore in più era invece causato dalle condizioni meteorologiche perché, nonostante il sole, la giornata era accompagnata da un vento freddo piuttosto fastidioso in alcuni tratti. Ed a giudicare dal numero di pale eoliche viste nella zona del percorso, non deve essere stata una sorpresa.

Lorenzo Fortunato nella fuga di giornata
La fuga del giorno è partita praticamente subito al primo tentativo dopo il tratto di trasferimento: i protagonisti sono stati lo spagnolo Álvaro Robredo (Burgos-BH), il francese Lucas De Rossi (Delko Marseille Provence), lo statunitense Emerson Oronte (Rally UHC Cycling), il belga Lindsay De Vylder (Sport Vlaanderen-Baloise), il rappresentante della nazionale di casa Feritcan Samli (Turchia) e l’italiano Lorenzo Fortunato, giovane portacolori della Neri Sottoli-Selle Italia-KTM. Nel giro di pochissimi chilometri i sei uomini al comando hanno raggiunto un vantaggio di circa quattro minuti che è stato anche il massimo che il gruppo ha concesso loro prima di iniziare come da copione a tenere la situazione sotto controllo.

Le tre squadre che si sono fatte carico dell’inseguimento sono state quelle dei principali favoriti in caso di arrivo in volata, la Bora-Hansgrohe per l’irlandese Sam Bennett, la Lotto Soudal per l’australiano Caleb Ewan e la Deceuninck-QuickStep per il neerlandese Fabio Jakobsen: con formazioni World Tour organizzate per arrivare alla volata, il destino della fuga era praticamente scontato fin dall’inizio. I sei di testa hanno costantemente perso terreno nei confronti degli inseguitori: il gap è sceso fino a 40″ ma la determinazione del turco Samli per andare a vincere il traguardo volante valido per la maglai bianca Turkish Beauties, posizionato nei pressi della spiaggia di Yeniçiftlik a 40 chilometri dall’arrivo, ha selezionato e dato nuova linfa alla fuga.

Oronte e Samli si arrendolo per ultimi
Assieme a Feritcan Samli è riuscito ad avvantaggiarsi anche lo statunitense Emerson Oronte ed in due sono riusciti a riportare il vantaggio nei confronti del plotone nell’ordine del minuto: il loro accordo, tuttavia, è durato poco e nonostante da dietro abbiano fatto di tutto per non prendere troppo presto i velocisti, a 22 chilometri dalla linea d’arrivo di Tekirdag la situazione è tornata quindi ad essere di gruppo compatto. Alla fine i timori sul vento che qualcuno aveva al via della tappa si sono rivelati abbastanza infondati, ed anche l’ultimo gran premio di montagna di terza categoria posto quasi all’ingresso di Tekirdag è risultato assolutamente inadatto a creare il minimo problema alle ruote veloci del plotone.

Sul gpm c’è stata un po’ di battaglia, per conquistare i punti in palio della relativa classifica o per provare a portare via un gruppetto. I corridori della W52-FC Porto sono stati molto attivi soprattutto per la seconda opzione, ma alla fine nessuno è riuscito a fare la differenza ed è stato il laziale Valerio Conti (UAE) a scollinare per primo: non gli è bastato a vestire la maglia perché il belga De Vylder, che aveva vinto il primo gran premio della montagna dopo pochi chilometri, si è piazzato meglio all’arrivo, discriminante decisiva in caso di parità come in questo caso.

Sam Bennett è il più veloce
Nelle corse a tappe il primo giorno è sempre complicato perché non ci sono riferimenti sui rapporti di forza tra i favoriti e oggi tutte e tre le squadre principali sembrava che avessero come obiettivo quello di prendere la ruota dei rivali. Alla fine è stata comunque volata con la Deceuninck-QuickStep a mettere in testa il suo fortissimo treno negli ultimi 500 metri: Fabio Jakobsen veniva dalla vittoria alla Scheldeprijs e si è conquistato giustamente la fiducia della squadra, ma alla sua ruota oggi c’era proprio Sam Bennett che, nonostante sia arrivato in Turchia con qualche dubbio sulla condizione, ha dimostrato ancora una volta i suoi grandissimi progressi negli ultimi due anni in termini di velocità pura piazzando il sorpasso nel finale. Vittoria netta quella dell’irlandese della Bora, anche se resta il dubbio di un Fabio Jakobsen ingannato da uno degli sponsor sull’asfalto avendo dato il colpo di reni e smesso di pedalare con grande anticipo.

Terzo posto in rimonta per Caleb Ewan che ha negato la gioia del podio al campione romeno Eduard Michael Grosu, poi quarto. Dal quinto al settimo posto dell’ordine d’arrivo odierno troviamo solo corridori italiani: il migliore è stato Simone Consonni (UAE), ma subito in scia si sono piazzati Luca Pacioni (Neri) e Imerio Cima (Nippo), con Giovanni Lonardi (Nippo) nono. In classifica generale comanda Bennett con 4″ su Jakobsen, 6″ su Ewan e 7″ su Fortunato che ha vinto l’unico traguardo volante ad abbuoni e dopo essere stato ripreso dalla fuga è riuscito comunque a terminare la tappa in gruppo. Domani la seconda tappa del Tour of Turkey si concluderà a Eceabat in cima ad uno strappetto di circa 3 chilometri con pendenze irregolari che toccano anche il 7%: nella lotta per la vittoria potrebbero inserirsi corridori diversi da quelli protagonisti oggi.

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