Mathieu van der Poel conquista la De Brabantse Pijl 2019 © Cor Vos
Mathieu van der Poel conquista la De Brabantse Pijl 2019 © Cor Vos

Fermatelo, se ci riuscite

De Brabantse Pijl, Mathieu van der Poel domina anche tra le côte battendo Alaphilippe, Wellens e Matthews. Buoni segnali da Bettiol e Gasparotto

Edizione 59 per la De Brabantse Pijl, classica di collegamento fra il pavé fiammingo e le côte ardennesi: delle prime ha la location geografica, delle seconde la tipologia di percorso. 196.2 i km della Leuven-Overijse, con la bellezza di trentuno strappetti e con il circuito finale di 23.3 km da ripetere tre volte, caratterizzato dal carosello Hagaard, Hertstraat, Holstheide, Ijskelderlaan e la conclusiva Schavei.

Sette i compnenti della fuga di giornata: presenti Dries De Bondt (Corendon-Circus), Frederik Backaert (Wanty-Gobert), Manuel Bongiorno (Neri Sottoli-Selle Italia-KTM), Arjen Livyns (Roompot-Charles), Edward Planckaert (Sport Vlaanderen-Baloise), Andrea Peron (Novo Nordisk) e Ludovic Robeet (Wallonie-Bruxelles). Il loro margine massimo ha toccato i 4’30” prima il gruppo, segnatamente con Bahrain Merida e Deceuninck-Quick Step, iniziasse a ricucire.

A 70 km dalla fine, quindi all’ingresso nel circuito, i sette al comando vantano 55″ sul plotone dal quale, sullo strappetto di Hagaard (67 km al traguardo), si muovono Mikkel Honoré Frølich (Deceuninck-Quick Step) e Tosh Van der Sande (Lotto Soudal), che guadagnano una ventina di secondi. La mossa, chiaramente, ha risvolti puramente tattici, consentendo così alle rispettive squadre di non dover più lavorare in testa al plotone.

Chi non gradisce affatto questo tentativo è Mathieu van der Poel; a 59 km dalla fine, sull’Holshteide, il campione neerlandese prende e se ne va, sfuggendo alle grinfie di un Petr Vakoc che non ne tiene la ruota. In un battibaleno il capitano della Corendon-Circus si riporta su Honoré e Van der Sande i quali, logicamente, non collaborano più e fanno si che questo terzetto venga riassorbito ai meno 56 km.

Davanti, intanto, tre elementi perdono terreno: se il belga Robeet è vittima di una foratura, Bongiorno e Peron non sono più capaci di pareggiare il ritmo dei quattro belgi superstiti, che iniziano il penultimo giro con 35″ di margine sul plotone. Ancora una volta è la côte di Hagaard a mescolare le carte: sotto l’impulso di Bjorg Lambrecht (Lotto Soudal) gli si accodano prima Pieter Serry (Deceuninck-Quick Step), poi Marc Hirschi (Team Sunweb) e Gianni Vermeersch (Corendon-Circus) e infine Cameron Meyer (Mitchelton-Scott).

Questo pericoloso tentativo vede la risposta della Bahrain Merida, che riesce a ricucire e a risistemare una situazione potenzialmente pericolosa. E questa nuova accelerazione propizia anche il definitivo riassorbimento dei quattro appartenenti della fuga del mattino: a 32 km dal traguardo, con De Bondt ultimo ad arrendersi, la loro azione viene meno. Dopo averci già provato in precedenza, Daryl Impey decide di muoversi a 28 km dalla fine, sulle rampe di Ijskelderlaan: il campione sudafricano guadagna subito una ventina di secondi, complice la marcatura fra le formazioni in testa al gruppo.

Il leader della Mitchelton-Scott inizia l’ultimo giro di 23.3 km con 23″ sul plotone, dal quale, sulle rampe iniziali di Schavei, aveva vanamente cercato di guadagnare Simone Velasco. Alla ruota dell’elbano della Neri Sottoli-Selle Italia-KTM si erano posizionati Dries Devenyns (Deceuninck-Quick Step), Jimmy Janssens (Corendon-Circus) e Quentin Pacher (Vital Concept-B&B Hotels).

Deceuninck-Quick Step e Lotto Soudal si prendono l’onere di lavorare sino ai piedi di Hertstraat; perché è proprio qui, a 17 km dalla fine, che Julian Alaphilippe apre tutto il gas e fa la differenza. Il solo Tim Wellens non perde la sua ruota mentre Michael Matthews e Mathieu van der Poel, dopo aver inizialmente perso il momento, si lanciano all’inseguimento. Con un’accelerata bestiale MVDP rientra subito dopo lo scollinamento mentre l’australiano ci mette qualche decina di metri in più.

Questa azione annulla tutto il vantaggio residuo di Impey, che viene ripreso nell’immediato falsopiano post côte, andando così a formare un quintetto extralusso. Nel gruppo sono Vital Concept-B&B Hotels, Wanty-Gobert e soprattutto Bahrain Merida a lavorare; quattro i gregari a disposizione di Sonny Colbrelli, ivi compreso anche Dylan Teuns. Ma i battistrada entrano negli ultimi 15 km con 27″ dalla loro.

Sull’ultimo passaggio di Holstheide, a 11 km dall’arrivo, Wellens prova a sorprendere i compagni di evasione; Alaphilippe non perde un metro, rientra senza fatica anche Van der Poel mentre qualche smorfia in più appare sul volto di Matthews. Nulla da fare, invece, per Impey che alza bandiera bianca. Il plotone, per quanto ridotto, non ha alcuna intenzione di mollare e inizia gli ultimi 10 km con soli 20″ di gap grazie al lavoro di Simon Clarke.

Ma non appena l’australiano della EF Education First si sposta a 7.5 km dall’arrivo, nessuno prende il testimone. Inizia così una fase anarchica nella quale i quattro davanti tornano a guadagnare mentre dietro l’esperto Pieter Weening (Roompot-Charles) brevemente cerca di ridare slancio all’inseguimento con la creazione di un drappello.

Nell’ultimo tratto di Ijskelderlaan, Alaphilippe attacca in maniera decisa; Van der Poel resta accodato senza apparente fatica mentre gli altri due, se con qualche patema in più, riescono a tenere. Conscio di essere il meno bravo in volata o il meno esplosivo, Wellens prova a sorprendere i colleghi per due volte in discesa, ai meno 2.3 km e ai meno 1.7 km, ma senza esito positivo.

Si giunge così sull’erta finale di Schavei; Matthews la approccia in prima posizione, tenendo un ritmo sostenuto per evitare gli altrui scatti. Che, puntualmente, non arrivano; il gruppo si fa sempre più vicino alle loro spalle, ma non può in ogni caso giocarsi la volata. A entrare nel rettilineo finale in testa al drappello è Mathieu van der Poel, lo stesso che lancia per primo lo sprint. Alle sue spalle un minicontatto fra Alaphilippe e Matthews danneggia l’australiano che perde un paio di pedalate.

Chi viaggia come uno schiacciasassi è proprio il più giovane e quello con il palmares su strada al momento meno nobile dei quattro – ma già fra pochi mesi il discorso sarà diverso. Mathieu van der Poel va a vincere in maniera netta, roboante, prepotente e strameritata, centrando il quarto successo di questo 2019 su asfalto. E raggiunge, nel parallelo tutto in famiglia, papà Adrie, che si prese la prova del Brabante nel lontano 1985.

Alle spalle del dominus della Corendon-Circus si piazza Julian Alaphilippe (Deceuninck-Quick Step), con Tim Wellens (Lotto Soudal) a completare il podio. Quarto un arrabbiato Michael Matthews (Team Sunweb) mentre dal gruppo è evaso, andandosi a prendere la quinta piazza, Bjorg Lambrecht (Lotto Soudal).

Sesta e settima piazza per due italiani, nell’ordine un Alberto Bettiol (EF Education First) al rientro dopo la vittoriosa Ronde, e un Enrico Gasparotto (Team Dimension Data) che lancia buoni segnali in vista della sua Amstel. Completano la top ten il sempre più solido danese Alexander Kamp (Riwal Readynez), Pieter Serry (Deceuninck-Quick Step) e Maurits Lammertink (Roompot-Charles). E ora, nella gara di casa, chissà che cosa ci regalerà di nuovo questo assoluto, splendido campione con il tricolore rosso, bianco e blu.

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