Caleb Ewan vince a Bursa © Bettiniphoto
Caleb Ewan vince a Bursa © Bettiniphoto

Ewan imbocca la strada giusta per il Giro

Tour of Turkey, l’australiano vince a Bursa davanti al ritrovato Lobato. Nei 10 Consonni e Lonardi, domani la tappa decisiva

Dal nostro inviato

Il Tour of Turkey di Caleb Ewan non era iniziato nel migliore dei modi, la caduta nella seconda tappa gli ha lasciato un polso lievemente dolorante – ma non tanto da condizionarlo in sella – e soprattutto nelle volate della prima e della terza tappa l’australiano della Lotto Soudal aveva fatto fatica a trovare la posizione ed i tempi giusti per lo sprint: la caduta di Jasper De Buyst, il suo ultimo uomo nella squadra belga, nella frazione inaugurale gli ha fatto perdere un uomo importante per destreggiarsi al meglio nei finali di tappa ed anche la condizione fisica non è ancora al meglio avendo come obiettivo principale di questa prima tappa di stagione il Giro d’Italia che partirà il prossimo 11 maggio da Bologna.

Oggi l’arrivo non proprio adatto agli sprinter puri ha certamente agevolato Caleb Ewan nel trovare e tenere la posizione in gruppo nell’ultimo chilometro e quindi stavolta ha potuto mettere in mostra tutta la sua velocità: il risultato è che nessuno è riuscito a stargli dietro. Per il neoacquisto della Lotto Soudal si tratta della seconda vittoria stagionale dopo la tappa della diga di Hatta all’UAE Tour (anche quello con finale in pendenza), una grande iniezione di fiducia in vista della corsa rosa: il Turchia è infatti la sua ultima corsa prima di volare in Italia e questo successo aiuta a scacciare incertezze e brutti pensieri.

La tappa più lunga di questa edizione della corsa
La tappa più lunga di questo Giro di Turchia 2019 partiva da Balikesir per concludersi a Bursa dopo 194.3 chilometri. La città d’arrivo è la quarta più grande del paese con più di due milioni e mezzo di abitanti ed è proprio da qui che nel quattordicesimo secolo ha iniziato a svilupparsi l’Impero Ottomano: Bursa è stata infatti la prima grande città strappata ai bizantini, è stata per alcuni anni la capitale e per anni ha avuto un ruolo centrale dello sviluppo politico e culturale dell’impero. Proprio da Bursa era partita l’ultima tappa dell’edizione dello scorso anno che vide il successo di Sam Bennett, mentre lo spagnolo Eduard Prades conquistò gli abbuoni necessari per andare ad imporsi nella classifica generale.

Il profilo altimetrico di questa quarta tappa non presentava particolarsi ostacoli ai corridori: l’unico gran premio della montagna era dopo appena 18 chilometri, più interessante il finale con gli ultimi 4 chilometri in leggera salita fino ad un massimo tra il 4% ed il 5% ed un disegno planimetrico sicuramente più facile rispetto a due giorni fa vista la carreggiata più larga ed un numero di curve decisamente minore; negli ultimi 400 metri la strada spianava anche leggermente rendendo i giochi ancora più agevoli ai velocisti. A creare qualche difficoltà in più ci ha pensato il meteo: quella odierna era infatti una giornata molto fredda (ma niente a che vedere con il gelo previsto per l’arrivo in salita di domani), con qualche goccia di pioggia sparsa nella prima parte e soprattutto un po’ di vento che dopo il rifornimento al chilometro 84 diventava trasversale al senso di marcia dei corridori.

Al chilometro 0 parte subito la fuga
Il chilometraggio abbastanza elevato ed il vento prevalentamente contrario nei chilometri iniziali non invogliavano certo alla battaglia fin dai primi chilometri, ed infatti la fuga è partita immediatamente dopo il chilometro 0. Ad uscire dal gruppo sono stati cinque corridori, di cui quattro già molto attivi nei giorni scorsi: si trattava infatti dell’uruguaiano Mauricio Moreira (Caja Rural), del francese Lucas De Rossi (Delko Marseille), del belga Thimo Willems (Sport Vlaanderen), del turco Feritcan Samli (Turchia) ed infine del basco Ander Barrenetxea (Euskadi-Murias), unica alla prima fuga di questo Tour of Turkey.

Dopo appena 5 chilometri di gara i battistrada avevano già due minuti e mezzo di vantaggio sul plotone, ma davanti non sono rimasti compatti a lungo: Willems aveva l’obiettivo del gran premio della montagna di terza categoria dopo 18 chilometri per allungare in testa alla classifica della maglia rossa e dopo aver conquistato i punti si è rialzato e s’è lasciato riprendere; la stessa identica cosa ha fatto Feritcan Samli che ha vinto il traguardo volante Turkish Beauties assicurandosi almeno per un’altra tappa la maglia bianca. In fuga sono quindi rimasti solo Barrenetxea, De Rossi e Moreira che non potevano rappresentare una vera minaccia per il gruppo tirato da Bora-Hansgrohe, Team Dimension Data e Lotto Soudal.

Il gruppo prende De Rossi e Barrenetxea ai meno 12
Il vantaggio massimo del terzetto di testa è stato di circa 8’15” dopo 77 chilometri di gara, poi con il cambio di direzione del percorso il gruppo ha iniziato ad aumentare leggermente l’andatura ed a guadagnare terreno. A 60 chilometri dalla conclusione Barrenetxea, De Rossi e Moreira avevano solo tre minuti di vantaggio mentre nelle prime posizioni del plotone s’è fatta vedere anche la Delko Marseille di Mauro Finetto. Alla fine sui lunghi e larghi rettilinei in direzione Bursa il vento ha dato un po’ di fastidio alla corsa, ma nessuna squadra ha dimostrato un reale interesse a fare anche solo un tentativo di creare dei ventagli: le squadre che puntavano alla vittoria di tappa con i loro veloci hanno tenuto un’andatura regolare portando il loro ritardo a meno di due minuti ai meno 50 chilometri.

Le speranze della fuga erano quindi ridottissima ed il primo ad arrendersi è stato l’uruguaiano Moreira che si è rialzato a 42 chilometri, poi a 26 chilometri dalla conclusione è iniziato un duello abbastanza insensato da De Rossi e Barrenetxea: il francese è stato il primo ad attaccare prendendo circa 300 metri di vantaggio, ma dopo cinque chilometri di inseguimento i due si sono ricompattati. In questo frangente, nel tentativo di prendere la scia di una moto, De Rossi ha addirittura urtato e fatto cadere la lavagnetta del segnalatore dei distacchi. Ovviamente Barrenetxea ha provato a contrattaccare a sua volta, ma tutta questa battaglia è servita almeno a rendere un po’ più vivi alcuni chilometri altrimenti scontati: i due comunque sono stati ripresi dal gruppo a 12 chilometri dalla conclusione.

Finetto e Lobato ci provano, ma Ewan è più forte
Nel finale l’attenzione delle squadre era ovviamente tutta rivolta alla salitella finale con il Team Dimension Data molto attivo nelle prime posizioni del plotone. Come già detto l’arrivo di oggi era più adatto ai velocisti rispetto a quello di due giorni fa, e così Mauro Finetto ha provato a giocare d’anticipo partendo all’ultimo chilometro e mezzo nel punto in cui le pendenze erano più impegnative: il corridore della Delko ha dimostrato una volta di più di avere una grande condizione ed è anche riuscito a prendere un po’ di margine sul plotone, ma proprio per andare a chiudere sul veronese in testa al gruppo c’è stata una caduta con il colombiano Bryan Gomez a terra in una curva e Remco Evenepoel che non è riuscito ad evitarlo finendogli addosso.

Nelle ultime centinaia di metri con le pendenze più agevoli Finetto è stato risucchiato dal gruppo ed è stata quindi volata. La velocità non elevata ha portato lo spagnolo Juan José Lobato (Nippo-Vini Fantini-Faizanè) ad anticipare un po’ i tempi e provare a sorprendere i principali favoriti partendo lungo ai 300 metri: l’arrivo era molto adatto al vincitore della Coppa Sabatini 2018, ma negli ultimi 50 metri Caleb Ewan lo ha rimontato da dietro superandolo e andand a cogliere una vittoria che non può che dargli grande fiducia in vista del Giro d’Italia. Terzo posto per Sam Bennett, vittima di un leggero salto di catena al momento di iniziare lo sprint, mentre tra i primi 10 troviamo anche nell’ordine un buon Simone Consonni (UAE), Fabio Jakobsen, Sebastián Molano, Jon Aberasturi, Enrique Sanz, Giovanni Lonardi (Nippo) e Gonzalo Serrano.

Bennett sempre leader, domani salita e (forse) neve
Esattamente come accaduto al termine della tappa di ieri, l’unico cambiamento in classifica generale è dovuto all’abbuono conquistato dall’irlandese Sam Bennett che fa aumentare di quattro secondi il vantaggio del velocista della Bora-Hansgrohe sui più immediati inseguitori. Ma domani tutto potrebbe cambiare perché è in programma la tappa regina di questo Tour of Turkey con l’arrivo in cima alla dura salita di Kartepe che quasi sicuramente rivoluzionerà la generale: il piccolo margine di dubbio che ci teniamo è dovuto alle previsioni meteo che sembrano indicare temperature estremamente rigide ed un rischio neve a quota 1300 dove dovrebbe essere posto il traguardo: già stamattina è caduto qualche fiocco lassù ma per il momento, sebbene si stia pensando ad una cambio dell’orario di partenza, non ci sono comunicazioni ufficiali su eventuali modifiche.

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