Miguel Ángel López prova ad inseguire dopo il problema meccanico verso Lago Serrù © AFP
Miguel Ángel López prova ad inseguire dopo il problema meccanico verso Lago Serrù © AFP

López: «La sfortuna mi perseguita ma non sono demoralizzato»

Le dichiarazioni dei protagonisti del Giro d’Italia al termine della tappa di Lago Serrù: Nibali contro Roglic, che continua a non parlare con la stampa, mentre Landa è soddisfatto

VINCENZO NIBALI (Bahrain Merida)
«La classifica? Meglio, così adesso anche gli altri prendono un po’ di responsabilità della corsa. Oggi a Roglic ho detto “Guarda, se vuoi venire a fare una foto a casa mia e ti faccio vedere la mia bacheca dei trofei quando vuoi”. Io non ho bisogno di dimostrare niente. Allora lui ha capito che io non avrei fatto nulla e che mi ero un po’ stufato dell’atteggiamento che aveva, e allora poi si è messo a lavorare. Però penso che se lui vuole vincere questo Giro non è il modo in cui deve correre. Noi abbiamo fatto vedere che ci siamo, abbiamo fatto un grandissimo lavoro con la squadra, Pozzovivo è stato veramente grandioso e niente, per me va bene così. Oggi è stata sicuramente una giornata non semplice, la classifica ha subito dei cambiamenti però anche i corridori che erano davanti hanno speso tantissimo perché è stata una tappa molto faticosa dalla partenza fino alla fine».

MIKEL LANDA (Movistar Team)
«Nel finale è stata molto dura. Ho attaccato da lontano e i chilometri e l’altitudine mi han fatto arrivare fuso. Sono contento per il risultato, le sensazione e il fantastico lavoro dei miei compagni: non potrei ringraziarli a sufficienza per quello che han fatto oggi. Ho visto i miei rivali più deboli e attaccabili in questa ultima salita, e questo mi dato voglia di provarci e mi dà morale con continuare a farlo. Continueremo ad attaccare fino a che reggeranno le gambe, sperando che sia fino a Verona. È presto per parlare di un possibile risultato, il Giro cambia velocemente da un giorno all’altro e dobbiamo continuare a guardare giorno per giorno. Domani abbiamo un’altra tappa durissima, e ci proveremo: questo mi da sempre più fiducia per credere che è possibile».

ILNUR ZAKARIN (Team Katusha Alpecin)
«Non avevo un piano preciso per provare a vincere questa tappa. Sono andato in fuga con l’obiettivo di recuperare un po’ di tempo per la classifica generale. Questo successo è un po’ una sorpresa. Ho affrontato l’ultima salita con tutta l’energia che mi era rimasta. Sono contento della mia prova e di aver conquistato questa frazione. Roglic va davvero forte; per me è il favorito numero uno. Comunque proverò nei prossimi giorni a prendere la Maglia».

JAN POLANC (UAE Team Emirates)
«Sapevo che non sarei stato in grado di tenere le ruote dei migliori fino al traguardo. Mi aspettavo una tappa difficile ma non così dura come si è poi rivelata. Sono felice di essere riuscito a mantenere il comando della Generale per un altro giorno. Non credo che potrò tenere la Maglia Rosa fino a Verona ma vedremo giorno dopo giorno. Già domani ci aspetta una tappa senza un metro di pianura».

RAFAL MAJKA (Bora-Hansgrohe)
«Oggi Davide [Formolo] è riuscito a entrare in una fuga con corridori di qualità ed il piano era che provasse ad andare per la vittoria di tappa. È stata una tappa interessante, con molti uomini di classifica che hanno perso tempo e altri che hanno guadagnato. Ma ci sono ancora molte tappe da fare ed è dura prevedere cosa accadrà. Gli ultimi chilometri era molto duro, ho provato a rientrare sui primi con l’aiuto di Davide ma non era possibile. Ma c’è ancora tanto davanti a noi e di sicuro continueremo a provarci».

BAUKE MOLLEMA (Trek-Segafredo)
«La mia presenza in fuga non era pianificata, volevamo avere qualcuno davanti e poi abbiamo visto che c’era l’opportunità. Ho visto che altri uomini di classifica si sono mossi e allora ho scattato una volta sola ed è stata la mossa giusta. Ero lì con tre compagni di squadra, era il gruppo perfetto».

MIGUEL ÁNGEL LÓPEZ (Astana Pro Team)
«All’inizio tutto stava andando bene nel gruppo, non avevamo nessun problema. Però poi un’altra volta la sfortuna ci ha tirato un brutto scherzo e abbiamo dovuto fare uno sforzo molto grande: alla fine l’ho un po’ pagato, ma almeno sono riuscito ad arrivare. Vedremo domani e nei prossimi giorni come andranno le cose. A volte uno vuole fare le cose bene, però è andata così: comunque restano ancora molte tappe del Giro davanti a noi, non ci demoralizziamo per la tappa di oggi e proseguiamo con il morale alto. È importante che ci siano altre giornate dure per provarci».

PAVEL SIVAKOV (Team Ineos)
«Non ho proprio attaccato Roglic e Nibali, perché si guardavano tra loro. Ho colto un’opportunità e sono andato perché sapevo di dover pedalare al mio ritmo. Ho fatto la salita come una cronometro e al finale non li ho curati molto quando sono rientrati, ho continuato a fare il mio come se fossi in una bolla. È fantastico essere in maglia bianca, ma sarà dura mantenerla. López ha avuto un po’ di sfortuna sull’ultima salita ma sembrava molto forte. Penso che sarà difficile lottare con lui, perché non lotterà solo per la maglia bianca per il Giro che non è ancora finito. Sarà una battaglia, ma farà del mio meglio».

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