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Niente Giro e Tour? Bennett cala il settebello

Critérium du Dauphiné, l’irlandese della Bora Hansgrohe conquista la terza tappa davanti a Van Aert e Ballerini

Non è semplice essere uno dei primissimi velocisti al mondo nell’ultimo biennio e ricevere una considerazione inferiore rispetto a quanto mostrato all’interno del proprio team. Il miglior modo per far cambiare idea a chi decide è con i fatti: e Sam Bennett, diversamente da altri sprinter con stipendi anche più alti, lo fa infilando vittorie una dopo l’altra. Per uno dei principali sprinter senza contratto per la prossima stagione, segno di una continuità di rendimento che si protrae sin da gennaio.

Fuga a due nella terza tappa, caratterizzata dalla pioggia
Pioggia, pioggia e ancora pioggia per la terza frazione del Critérium du Dauphiné, la Puy en Velay-Riom di 177 km. Tappa pianeggiante, la più agevole della settimana francese, dopo l’insidiosa due giorni inaugurale che tanta fatica ha messo nelle gambe dei 145 ancora in gara. Partenza alle 12.30, qualche minuto più tardi del previsto a causa di una caduta senza conseguenze avvenuta nel tratto di trasferimento e che coinvolge il belga Jens Keukeleire (Lotto Soudal) e il francese Anthony Roux (Groupama-FDJ).

La fuga di giornata si forma istantaneamente dopo il via e vede la presenza di due elementi, ossia l’eritreo Natnael Berhane (Cofidis, Solutions Crédits) e il francese Quentin Pacher (Vital Concept-B&B Hotels). Al km 5 il loro vantaggio è già di 1’30”; salirà costantemente per il resto della prima ora, toccando il massimo a 4′ tondi attorno al km 32. Prima ora decisamente blanda, come testimonia la media di 37 km/h; nel mentre il passaggio sul gpm di quarta categoria di Côte d’Allègre (km 24.5), conquistato da Berhane.

Lavorano Benedetti e Gilbert, Berhane si prende tutti i gpm
Sono due le formazioni che si accollano il grosso del lavoro, ossia Bora Hansgrohe e Deceuninck-Quick Step. Con uno che ci è abituato come Cesare Benedetti e uno decisamente meno avvezzo come Philippe Gilbert – anche se, come per uno scherzo del destino, l’ultimo a vincere è stato il trentino e non il vallone. Dopo due ore di gara, con 81 km percorsi dai battistrada, il loro margine è sceso a 2’45”; l’unico elemento di cronaca riguarda il ritiro del portoghese Nélson Oliveira (Movistar Team).

In rapida successione vengono affrontati tre gpm, la Côte d’Augerolles (km 105.5), la Côte de la Courpière (km 117.5) e la Côte de Coulaud (km 121), tutte minuscole asperità di quarta categoria: in tutte e tre il transito vede Berhane davanti a Pacher. Ma la maglia di miglior scalatore rimane saldamente sulle spalle del danese Casper Pedersen, che conquistata già nella frazione inaugurale.

Situazione tranquilla, il gruppo si avvicina costantemente
Nel plotone, alla cui testa lavora anche la Bahrain Merida con Luka Pibernik (mentre Gilbert viene sostituito nell’impegno da Rémi Cavagna), l’andatura fa sì che ritardo cali in maniera costante: ai meno 70 km il gap è di 2′, ai meno 60 km di 1’35”, ai meno 50 km di 1′, ai meno 40 km è ancora di 1′ (ma in questa fase il gruppo ha rallentato per spogliarsi dalle mantelline, dato che sulla corsa è finalmente spuntato il sole) e ai meno 30 km è di soli 40″.

Anche il Team Arkéa-Samsic posiziona un uomo, segnatamente Florian Vachon, a lavorare, desiderosi di concedere ad André Greipel una occasione di brillare, in una annata per lui alquanto complessa. Dai meno 18 km, giusto per qualche km, si sfila la Deceuninck: la ragione è la foratura di Álvaro Hodeg che, supportato dai propri compagni, rientra senza la minima fatica. Pur tenendo sempre a vista gli attaccanti, il plotone “concede” loro di transitare in testa al traguardo volante di Entraigues (km 161.5): anche in questo caso non c’è lotta ed è Berhane a prendersi l’alloro. Una minivolata a due, invece, nel gruppo, con Alexey Lutsenko che prevale su Dylan Teuns.

Caduta e ritiro per Guerreiro, la Bora conduce le operazioni
L’avventura di Berhane e Pacher termina a 12.2 km dalla conclusione, quindi dopo quasi 165 km trascorsi con il vento in faccia. Team Ineos con Kiryienka e Stannard e EF Education First con Van den Berg e Whelan si posizionano in testa, per tenere davanti i rispettivi leader sino ai 6 km dalla fine, poi sostituiti nel lavoro da Groupama-FDJ e Movistar Team. Da segnalare una caduta tanto pericolosa quanto fortunatamente innocua per Rubén Guerreiro: il portoghese del Team Katusha-Alpecin va giù dopo essersi toccato con un collega ai meno 7.5 km ma viene opportunamente schivato dalla concorrenza. L’ex Trek si rialza subito, ma è costretto ad abbandonare la corsa.

La sfida tra i treni dei velocisti inizia solo ai meno 2 km, con diverse squadre che si sfidano: ad entrare in testa all’ultimo km è il Team Dimension Data, con la Deceuninck-Quick Step in versione extralusso (Alaphilippe e Stybar) a balzare al comando, perdendo però al contempo Hodeg nel marasma dovuto ad una sbandata generale. Fino a quel punto silenti nell’avvicinamento finale, i Bora Hansgrohe risalgono sulla destra della carreggiata: la fluente chioma di Shane Archbold, ripescato a metà stagione solo per il ritiro di Kennaugh, prende la testa della corsa a poco meno di 500 metri dalla fine, con Sam Bennett alla sua ruota.

Vittoria facile facile per Van Aert e Ballerini
Il quale parte al momento giusto, non appena il compagno di squadra gli fa strada. La sua marcia è inarrestabile per tutti gli altri e si conclude nel modo per lui consueto. Con una vittoria. È addirittura la settima stagionale per Sam Bennett, lui che viene considerato nelle scelte della Bora Hansgrohe come la terza scelta tra i velocisti: ma il ventottenne irlandese, con i fatti, dimostra di essere ormai uno dei primi cinque sprinter del plotone internazionale.

L’ex An Post esulta da lontanissimo, tanto è il suo margine sulla concorrenza, oggi composta da due che sprinter puri non lo sono di certo; sul podio di giornata, infatti, salgono Wout Van Aert (Team Jumbo-Visma) e Davide Ballerini (Astana Pro Team), ambedue ben pilotati dai rispettivi gregari.

Teuns ancora in giallo, domani la crono di Roanne
Completano la top ten il francese Clément Venturini (AG2R La Mondiale), il belga Edward Theuns (Trek-Segafredo), il norvegese Edvald Boasson Hagen (Team Dimension Data), il colombiano Álvaro Hodeg (Deceuninck-Quick Step), il belga Jens Debusschere (Team Katusha Alpecin), lo sloveno Luka Mezgec (Mitchelton-Scott) e il belga Bjorg Lambrecht (Lotto Soudal).

In classifica tutto invariato: Dylan Teuns (Bahrain Merida) conserva la maglia gialla con 3″ su Guillaume Martin (Wanty-Gobert) e 20″ su Alexey Lutsenko (Astana Pro Team) e Jakob Fuglsang (Astana Pro Team). Domani frazione che darà uno scossone in chiave graduatoria: partenza e arrivo a Roanne per una cronometro individuale di 26.1 km, con la salitella intermedia di Saint André d’Apchon a spezzare il ritmo. Prova comunque adattissima agli specialisti, che potranno guadagnare parecchio terreno sugli scalatori.