Il podio tutto olandese della tappa odierna: Van Vleuten, Vos e Brand © Sunweb
Il podio tutto olandese della tappa odierna: Van Vleuten, Vos e Brand © Sunweb

Marianne va Viù come il vento

La Vos vince come da pronostico, Niewiadoma sempre in rosa. Bel 5° posto di Soraya Paladin

Dopo lo spumeggiante avvio di ieri con l’impegnativa cronometro a squadre da Cassano Spinola a Castellania Coppi, il Giro Rosa proponeva quest’oggi una prima tappa in linea sicuramente non banale, dal momento che poteva prestarsi a più soluzioni.
La Viù-Viù infatti, col Colle del Lys da scalare proprio nei chilometri iniziali, avrebbe potuto favorire tanto un’azione da lontano quanto una soluzione allo sprint (certamente non affollato), in considerazione di un tratto finale in costante ascesa. Possibile quindi aspettarsi in azione già coloro attese come grandi protagoniste di questa edizione 2019.
Dici finale in leggera ascesa ed il primo nome che viene in mente è naturalmente quello di Marianne Vos, che al top della forma su determinati traguardi si rivela letteralmente imbattibile. Così è stato anche quest’oggi, con la fuoriclasse olandese andata a centrare il quinto successo stagionale ma soprattutto portando a 22 il computo delle tappe vinte al Giro Rosa, lei già prima di quest’oggi era la recordwoman assoluta anche da questo punto di vista. Probabilmente non la vedremo lottare per quel successo finale, per il quale, in linea teorica, sono maggiormente accreditate le sue connazionali (e la folta presenza orange nelle prime posizioni è stata già eloquente quest’oggi) ma quando in gara c’è una come lei, è sempre meglio non azzardare giudizi affrettati.

Kasper e Van Den Steen animano la giornata con una lunga fuga
Come anticipato nell’incipit, i 78,3 chilometri della frazione odierna prevedevano già in partenza un’ascesa ostica come quella al Colle del Lys, a rendere ulteriormente duro l’avvio di giornata a ragazze già affaticate non poco dal duro esordio di ieri (in diverse erano arrivate letteralmente stremate e al limite dello svenimento al termine della cronosquadre). L’ascesa era comunque utile ad assegnare la prima maglia verde vera e propria (indossata alla partenza, per l’occasione, dalla sudafricana Moolman) ed ha finito per stuzzicare le velleità della belga Sofie De Vuyst, portacolori della Parkhotel Valkenburg, che ha attaccato in salita assieme alla cipriota Antri Christoforou della Cogeas, precedendola in vetta per incamerare i 7 punti del primo passaggio (in terza posizione è poi transitata Annemiek Van Vleuten).

Annullato poi il tentativo (che aveva avuto un vantaggio massimo di circa 1 minuto), nella parte conclusiva della discesa (quando erano stati percorsi poco più di 25 chilometri di gara) si è sviluppato un altro attacco in coppia, orchestrato questa volta dalla tedesca Romy Kasper dell’Alè Cipollini e dalla belga Kelly Van Den Steen della Lotto Soudal. Il gruppo ha lasciato fare e così il loro vantaggio è arrivato a sfiorare i 3 minuti su un tracciato che cominciava a farsi in lenta e costante ascesa.

La fuga non va in porto, schermaglie nel finale
Man mano che i chilometri diminuivano, la reazione del gruppo ha cominciato a farsi più veemente e così, dopo il traguardo volante di Lanzo Torinese (vinto dalla Van Den Steen), posto a circa 15 km dal traguardo, il gap ha cominciato a ridursi, soprattutto per effetto del gran lavoro della Bigla della danese Ludwig, a cui poi si sono affiancate la Canyon della maglia rosa Niewiadoma e la Sunweb di Lucinda Brand. Proprio le grandi tirate della formazione olandese hanno posto la pietra tombale sulla buona riuscita della fuga, cosicché le due battistrada sono state riassorbite a 8 chilometri dalla conclusione.

A quel punto è iniziata una fase di rimescolamento, con le maglie della Trek di Elisa Longo Borghini e della CCC di Marianne Vos ben presenti nell’avanguardia del gruppo. La strada in costante salita però si presentava invitante per quante volessero provare ad anticipare lo sprint e così, a 4 chilometri e mezzo dall’arrivo, è stata la campionessa serba Jelena Eric (altra atleta di una battagliera Alé Cipollini) a dare il là ad un nuovo tentativo, prontamente seguita da Julie Van De Velde della Lotto e a cui si sono accodate anche una brava Elena Pirrone (Valcar) e Lucy Kennedy della Mitchelton-Scott.

Sull’ultimo strappo la Vos non perdona, bene Soraya Paladin e Longo Borghini
La strada si è poi fatta più arcigna e le sole Kennedy e Van De Velde sono riuscite brevemente a resistere al ritorno del gruppo, ben tirato da Amialiusik (Canyon) e Moolman (CCC), prima di essere riassorbite ai 2300 metri dalla conclusione. La breve sparata della statunitense Wiles (Trek) ha introdotto nell’ultimo chilometro, in cui la velocità si è alzata sensibilmente, con Spratt, Van Vleuten e Van Der Breggen ben posizionate in vista dello sprint. Nessuna di loro però sembrava voler assumersi l’onere di lanciare prepotentemente la volata e così, a poco meno di 200 metri dalla conclusione, Marianne Vos ha sfruttato alla perfezione l’ultimo strappetto prima delle curve conclusive per sparare la propria fucilata.

La progressione della fuoriclasse della CCC è stata letale per tutte e le ha consentito di giungere sul traguardo a braccia alzate con un buon margine di sicurezza. Alle sue spalle un altro trio d’atlete tutte olandesi, con Annemiek Van Vleuten al secondo posto davanti a Lucinda Brand e alla campionessa del mondo Anna Van Der Breggen. Molto bene (ed ormai non è più una novità in questo 2019) Soraya Paladin, miglior italiana quest’oggi con un bel quinto posto al traguardo, davanti ad Amanda Spratt, Ane Santesteban e alla maglia rosa Katarzyna Niewiadoma. Non si è fatta sorprendere neppure Elisa Longo Borghini, che ha colto la nona posizione davanti all’attesa Demi Vollering e all’altra piemontese Erica Magnaldi, che ha chiuso appena fuori dalle prime dieci. Il finale ha prodotto qualche buco, cosicché Eider Merino e Katie Hall hanno pagato 12” mentre Sofia Bertizzolo è giunta distanziata di 28”. Giornataccia per la campionessa spagnola Sheyla Gutierrez, giunta in ultima posizione con un ritardo di 20’03” mentre Martina Stefani della Top Girls è la prima atleta a cui è toccata l’ingrata sorte di concludere anzitempo il Giro Rosa nel corso della frazione.

Niewiadoma ancora in rosa, domani primo arrivo in quota a Piedicavallo
Nulla è cambiato in classifica generale, con la Niewiadoma sempre in maglia rosa ma con un vantaggio che ora è nell’ordine, rispettivamente, dei 12” e dei 19” nei confronti delle compagne di squadra Omer Shapira e Alena Amialiusik. Marianne Vos (che ha conquistato anche la maglia ciclamino) è risalita in quinta posizione a 35” mentre Annemiek Van Vleuen è settima a 47”. Miglior italiana sempre Elisa Longo Borghini, 13esima a 1’07”. Come già accennato la maglia verde va sulle spalle della belga De Vuyst mentre i distacchi nel finale hanno generato un cambio di leadership anche nella classifica delle giovani, con la maglia bianca passata dalle spalle della neozelandese Harvey a quelle della francese Labous, portacolori della Sunweb.

Domani il Giro Rosa affronterà il primo arrivo in salita nella Sagliano Micca-Piedicavallo di 104,1 chilometri. Una frazione ondulata fino alla costante ascesa che porterà le atlete alla località del biellese posta a 1050 metri sul livello del mare, al termine di 12 chilometri con una pendenza media attestata attorno al 4%. Un test sicuramente impegnativo ma non impossibile da superare per le maggiori candidate alla vittoria, tuttavia i grandi distacchi scaturiti dalla cronosquadre iniziale potrebbero indurre qualche formazione ad attaccare fin dai primi chilometri d’ascesa e rendere così il finale di tappa davvero emozionante e ricco di spettacolo.

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