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Annemiek di bene in Teglio

Van Vleuten vince anche la cronoscalata di 12.1 km ed è sempre più leader del Giro Rosa. Buon terzo posto per Elisa Longo Borghini

Dopo la strepitosa impresa di ieri al Lago di Cancano, non c’era alcun dubbio che Annemiek van Vleuten si sarebbe ripetuta oggi nella sesta tappa del Giro Rosa 2019, una cronoscalata di 12.1 chilometri da Chiuro a Teglio sulla cosiddetta Panoramica dei Castelli della Valtellina: troppo netta la superiorità della 36enne della Mitchelton-Scott che, oltre a volare in salita, da due anni è anche campionessa del mondo delle prove individuali contro il tempo. Nessuna poteva insidiare Van Vleuten e così il vero dubbio per questa tappa era sul distacco che la neerlandese avrebbe rifilato alla più vicina delle rivali, anche perché la clamorosa azione di ieri era stata sicuramente molto dispendiosa: e invece alla fine anche oggi Van Vleuten ha dominato scavando distacchi notevoli in relazione ad una distanza di gara non proprio eccessiva.

Pur essendo praticamente tutto in salita, il percorso di questa cronoscalata non aveva pendenze impossibili e soprattutto in alcuni tratti la strada spianava e dare la possibilità di aumentare sensibilmente la velocità: proprio per questo motivo quasi tutte le atlete di alta classifica hanno utilizzato biciclette in puro assetto da cronometro. Annemiek van Vleuten, come tante altre colleghe, ha optato per una bici da crono con tanto di ruota lenticolare, non una sorpresa anche perché già nelle ultime due edizioni del Giro Rosa la neerlandese aveva utilizzato mezzi di massima aerodinamicità anche su percorsi molto impegnativi: alla fine il suo tempo è stato di 24’31” sfiorando di 30 km/h di media e addirittura è andata a riprendere proprio sul traguardo l’ex maglia rosa Katarzyna Niewiadoma che era partita due minuti prima di lei.

Van der Breggen a poco meno di un minuto
Anche oggi Annemiek van Vleuten è sembrata arrivare da un altro pianeta che l’unica che è in parte riuscita a contenere il distacco è stata la sua connazionale Anna van der Breggen, un’altra atleta che a giudicare dal palmarès riesce difficile metterla tra le “umane” del gruppo. La portacolori della Boels-Dolmans ha gareggiato con la bicicletta da cronometro ma senza la ruota lenticolare e si è inserita praticamente a metà tra la vincitrice della tappa e la terza classificata: la campionessa del mondo in carica della prova in linea ha fermato il cronometro in 25’24” che si è traduce anche in un ritardo di 53″.

Nelle prime tappe di questo Giro Rosa non era apparsa tra le più brillanti e anche ieri, nei tratti con le pendenze più severe, Van der Breggen aveva mostrato evidenti segni di difficoltà in confronto a quelle atlete che lottavano con lei per il secondo posto. Oggi invece Anna van der Breggen ha sfoderato una gran bella prestazione che la rimette pienamente in corsa proprio per la piazza d’onore alle spalle di Van Vleuten: ormai per quanto riguarda la classifica sarà proprio quello l’unico spunto di interesse, anche perché non si vede in che modo o in quale tappe si possa pensare di attaccare con successo la stella della Mitchelton-Scott.

Tante atlete molto vicine nelle prime posizioni
Dietro alle due fortissime atlete provenienti dai Paesi Bassi a conquistare la terza posizione è stata la piemontese Elisa Longo Borghini che aveva accusato un brutto passaggio a vuoto sull’arrivo di Piedicavallo perdendo 32″ su una salita tutt’altro che impegnativa ma che adesso sta tornando protagonista proprio in occasione delle tappe decisive di questo Giro Rosa. L’italiana della Trek-Segafredo ha chiuso in 26’19” a circa 27.5 km/h di media ed ha accusato 1’48” di ritardo da Annemiek van Vleuten: con la sua prestazione Elisa Longo Borghini ha anche impedito una tripletta neerlandese al traguardo visto che quarta, con un tempo di 26’21”, è arrivata Lucinda Brand che l’anno scorso aveva chiuso sul podio nella cronoscalata di Campo Moro.

Se si escludessero Van Vleuten e Van der Breggen, ci troveremmo di fronte ad un ordine d’arrivo incredibilmente corto con pochissimi secondi a dividere le atlete una dall’altra: con Longo Borghini e Brand abbiamo infatti ben 30 atlete racchiuse nell’arco di due minuti. Molto bene si è comportata la maglia bianca Juliette Labous (Sunweb) che ha chiuso quinta a 1’54” mentre come già accennato Kataryna Niewiadoma è stata raggiunta da Annemiek van Vleuten proprio negli ultimi metri e si è quindi ritrovata sesta di giornata a 2’01”. Vicine anche Katie Hall a 2’04” e Amanda Spratt a 2’09”, decimo posto a 2’24” per l’altra piemontese Erica Magnaldi; tra le italiane hanno chiuso tra le prime 20 anche Alice Maria Arzuffi (14esima), Elena Franchi (18esima) e Silvia Valsecchi (19esima), quest’ultima dopo essere rimasta a lungo in prima posizione prima di cedere all’arrivo delle big.

Questa cronometro è invece costata molto cara a tre atlete di alta classifica che adesso si trovano costrette a rincorrere. La danese Cecilie Uttrup Ludwig (Bigla) aveva già perso un po’ di tempo ieri ed oggi è finita a 2’57” con lo stesso tempo di Valsecchi, peggio invece è andata alla sudafricana Ashleigh Moolman (CCC) e all’italiana Soraya Paladin (Alé Cipollini) che hanno pagato rispettivamente 3’28” e 3’31”.

Van Vleuten sempre più maglia rosa
La nuova classifica generale a quattro tappe dal termine vedere Annemiek van Vleuten con 4’17” di vantaggio su Anna van der Breggen e Katarzyna Niewiadoma, appaiate con lo stesso tempo: l’anno scorso a fine giro il ritardo della seconda classificata fu di 4’12” e Van Vleuten ha terreno per aumentare ulteriormente su tutte. Un minuto più indietro a 5’17” c’è Lucinda Brand poi abbiamo Amanda Spratt in quinta posizione a 5’21” ed Elisa Longo Borghini in sesta a 5’47”. La sudafricana Ashleigh Moolman, seconda l’anno scorso, è solo nona a 6’33” con appena 1″ di vantaggio su Erica Magnaldi, Soraya Paladin invece è tredicesima a 8’27”.

Dopo queste due durissime tappe, domani non ci sarà modo di rifiatare per le atlete in gara in questo Giro Rosa: i 128 chilometri da Cornedo Vicentino a San Giorgio di Perlena non possono essere equiparati ad un tappone di montagna, ma l’arrivo sarà su una breve salitella che sarà affrontata un’altra volta in precedenza unita a due passaggi della celebre ascesa della Rosina. L’anno scorso su queste strade ci fu l’attacco vincente di Marianne Vos, Elisa Longo Borghini e Lucinda Brand: ci sono buone possibilità di assistere ad una fuga di atlete non pericolose per la classifica, ma le big dovranno comunque tenere gli occhi ben aperti perché nel finale si potranno facilmente creare dei buchi.