Carapaz posa col Trofeo Senza Fine all'Arena di Verona © LaPresse

Il dominio sudamericano continuerà alla Vuelta?

La stagione ciclistica è entrata nella sua parte finale, un trimestre che ci porterà dai Campionati Europei di inizio agosto alle ultime classiche di ottobre, attraverso tutta una serie di gare molto interessanti, appassionanti e spettacolari. Tra i vari appuntamenti tra la tarda estate e l’inizio dell’autunno spicca ovviamente la Vuelta a España, il terzo dei GT che andrà a chiudere il 2019 delle grandi gare a tappe: una stagione che, in questo settore, è vissuta all’ombra del Sudamerica, dato che da quel continente provengono i vincitori del Giro d’Italia e del Tour de France, ovvero – rispettivamente – l’ecuadoriano Richard Carapaz e il colombiano Egan Bernal: due giovani che continueranno a far parlare di sé anche nei prossimi anni.

E chissà se anche il dominio latino continuerà alla Vuelta: a spulciare la probabile startlist della corsa spagnola, a un paio di settimane dal suo avvio, qm ualche nome su cui puntare emerge: il primo tra tutti è proprio quello di Carapaz, che sarà al via di Torrevieja sabato 24 agosto. Ma non va sottovalutato Miguel Ángel López, che lo scorso anno colse il podio. Meno quotato Nairo Quintana, che pare in ribasso rispetto alle sue stagioni migliori; non ci sarà invece Bernal, che vive un momento di pausa dopo le magiche prestazioni del Tour.

I bookmaker assegnano a López le maggiori probabilità, tra i corridori sudamericani: 4 è la quota che si trova generalmente sul capitano dell’Astana in questo momento, mentre Carapaz è dato a 6 e Quintana a 16. Ma il Superman colombiano non è il favorito secondo gli allibratori, dato che a 3.50 troviamo Primoz Roglic, considerato più papabile anche di Geraint Thomas (4 è la quota del gallese secondo all’ultimo Tour). Lo sloveno già podio al Giro è alla ricerca della prima affermazione in un GT, e chissà che questa non sia la volta buona per lui: in una squadra fortissima come la Jumbo-Visma, in grado di schierare al via anche gente come Steven Kruijswijk (terzo alla Grande Boucle) e George Bennett (ottime prestazioni in Francia per il neozelandese) sarà già un problema capire chi effettivamente sarà il capitano fino alla fine: i bookies non hanno dubbi, data la distanza tra le quote di Roglic (3.50, come detto), Kruij (11) e Bennett (65); ma se c’è una corsa che si presta a sorprese anche clamorose in classifica, questa è la Vuelta, per cui quei 65 non sembrino troppo peregrini…

Per gli scommettitori (con giudizio e con criterio!) confrontare le quote tra i vari siti di betting è molto importante, e a supporto di questa necessità risultano utilissimi siti come www.Scommesse24.net, che forniscono ai giocatori una serie infinita di consigli e analisi sugli appuntamenti agonistici, e oltre a ciò mettono appunto a confronto le quote dei vari bookmaker, evidenziando quelle più convenienti.

Torniamo ai protagonisti più attesi della Vuelta, con qualche numero: il campione uscente Simon Yates (che dovrebbe essere al via pur avendo già disputato Giro e Tour) è quotato a 25, una cifra molto alta per lui, influenzata proprio del triplo impegno stagionale nei GT; l’eterno Alejandro Valverde è dato a 16, l’ostico Rafal Majka a 30, il giovanissimo Tadej Pogacar a 30. Per chi volesse puntare italiano, i nomi più in vista sono quelli di Domenico Pozzovivo (40) e Davide Formolo (65), mentre si confonde nella voce “Altri”, data a 100, quel Fabio Aru che dal Tour è uscito col pieno di convinzione e motivazione.

Paradossalmente, nonostante il recente infortunio che ne ha rivoluzionato la stagione, proprio Aru è l’azzurro che dà più garanzie per la classifica della Vuelta, dato che degli altri qui citati i limiti sono noti, mentre nel caso del sardo sappiamo bene che questa corsa sa vincerla, avendola conquistata nel 2015. Tutto dipende da come Fabio starà a livello fisico e di condizione: se sta bene, hai visto mai che quel 100 di quota “Altri” non possa rendere felice più di uno scommettitore.

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